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Mercoledì, 30 Novembre 2011
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IL FU MATTIA PASCAL

Cosa corrisponde a un semplice nome proprio? E’ questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista del romanzo di Pirandello che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d’apparire di se stesso a se stesso e agli altri, il viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all’infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente. Morire per vivere una vita diversa. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire.

La riduzione in commedia tralascia la tecnica della narrazione propria del romanzo e trasferisce ad una dimensione teatrale il racconto. Tato Russo fa propria la materia del testo per riscriverla in commedia nello stesso linguaggio drammaturgico che sarebbe stato di Pirandello: uno sforzo palese e riuscito di una costruzione per il teatro, alla maniera che immaginariamente avrebbe operata lo stesso autore del romanzo.

Mercoledì, 30 Novembre 2011
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18 MILA GIORNI - IL PITONE

18 mila giorni corrispondono a 50 anni.

E’ curioso come la prospettiva e il senso del tempo possano cambiare a seconda del criterio con il quale lo si organizzi: gli anni o i giorni. Il pitone è un animale che prima se ne sta buono e ti prende le misure e poi, quando ha raggiunto la tua stessa lunghezza o la tua stessa forza, ti fa fuori.“18 mila giorni – il pitone” parte da qui: dal tempo e da una metafora.

Protagonista un uomo di 50 anni che perde il lavoro. Un giorno arriva in ufficio un impiegato più giovane, prima in una scrivania piccola accanto alla sua, poi…Con il lavoro, il protagonista, perde anche tutta la sua vita. Perde il senso delle cose. Se ne sta asserragliato in un appartamento che è diventato una sorta di discarica di cose, ricordi e sentimenti, solo, senza la moglie e il figlio che lo hanno abbandonato.

Riflessioni personali e epocali si intrecciano a sottolineare come in soli 18 mila giorni siano radicalmente mutate le prospettive e le aspettative sociali in Italia: da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto persino forma più o meno palese di ricatto sociale.

Protagonista Giuseppe Battiston, pluripremiato attore del nostro cinema e del nostro teatro. Accanto a lui, a fare da contrappunto musicale, il cantautore Gianmaria Testa che ha composto canzoni nuove e inedite apposta per questo spettacolo.

Mercoledì, 30 Novembre 2011
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QUESTI FANTASMI!

In un appartamento di un grande palazzo seicentesco vengono ad abitare i coniugi Lojacono. Pasquale lascia la moglie all'oscuro dell'accordo tra lui e il proprietario per cui, in cambio di una permanenza gratuita, dovrà sfatare le dicerie sull'esistenza di fantasmi nella casa. Dopo aver parlato con il portiere, che approfittando della presunta presenza di fantasmi ruba indisturbato, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e, suggestionato dalla situazione, lo scambia per un fantasma. Pasquale si ferma più volte a conversare con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso testimone di ciò che accade in casa. Alfredo provvede al mantenimento della coppia con continui regali e Pasquale vive felicemente senza porsi troppe domande. Non sopportando più la situazione d’indifferenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo. Ma i familiari di Alfredo scoprono il tradimento e corrono da Pasquale per rivelargli l'adulterio: Pasquale, suggestionato, è indeciso se crederli fantasmi o persone vive. Ma…«I fantasmi non esistono... li creiamo noi, siamo noi i fantasmi! » dice Eduardo.

Il teatro di Eduardo incontra felicemente il suo naturale interprete, Carlo Giuffrè, maestro e decano del teatro italiano. Dopo essere stato il protagonista memorabile di “Natale in casa Cupiello”, “Il Sindaco del rione Sanità”, ora il grande attore cesella per noi un minuzioso e commovente ritratto di Pasquale Lojacono. Lo stesso Giuffrè guida la Compagnia composta da attori di grande mestiere e ne cura con attenzione e amore la regia.

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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L'UOMO PRUDENTE

Una delle commedie più interessanti e divertenti di Goldoni, protagonista un attore di grandi capacità interpretative e di notevole notorietà come Paolo Bonacelli. Uno spettacolo di successo che viene riallestito a Gubbio, prima tappa della lunga tournèe.

“L'adattamento di Franco Però, anche regista attento, e di Paolo Bonacelli, ottimo protagonista, ha asciugato il testo e tolto il veneziano dalla bocca di Pantalone e la maschera dal suo volto, proponendo uno spettacolo vivace. Gli attori sono tutti bravi, ma chi la fa da padrone con la sua recitazione straniata, quasi a buttare via le battute per poi impennarsi e far così scoprire, con bravura e originalità, senso e ritmo, è Paolo Bonacelli che ben riesce a inserire nel tessuto comico il suo discorrere ponderato, il suo argomentare quasi fondato su una naturale filosofia.” Magda Poli, Corriere della Sera

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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IL BORGHESE GENTILUOMO

Altro atteso debutto al Comunale di Gubbio con la messinscena del capolavoro di Moliere, Il borghese gentiluomo.

“L’estrema libertà con cui l’autore tratta la vicenda, i toni farseschi, satireggianti, gli elementi fiabeschi, onirici, la prosa densa di ritmo, la tessitura musicale, la coreografia dei balletti, il tutto, è teso a una teatralità assoluta di grande effetto comico. L’obiettivo è quello di costruire un prodotto fortemente popolare, nel senso più alto, capace cioè di coinvolgere e divertire lo spettatore, stimolandone una riflessione, attraverso il racconto di un microcosmo, nel quale, malgrado la lontananza temporale, è facile rispecchiarsi.

Questo allestimento, che oltre a me e a Tosca, vede in scena un nutrito cast di attori, ballerini e cantanti, rappresenta la caparbia necessità di mettere in scena il ‘gran teatro’.” Massimo Venturiello

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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ELEONORA L'ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH

Nasce a Vigevano, in una camera d’albergo; muore a Pittsburgh, in una camera d’albergo. È l’inizio e la fine del lungo viaggio, della lunga tournée di Eleonora Duse, figlia d’arte. L’ultima notte a Pittsburgh è rivissuta da Maurizio Scaparro affidando il ricordo alla sensibilità di una grande attrice come Anna Maria Guarnieri ed è un modo per rendere omaggio a una donna straordinaria e a quello che ha significato e significa per la diffusione della nostra cultura e del Teatro italiano nel Mondo.

“Una sfida che la Guarnieri affronta usando tutte le sue possibilità espressive, passando da toni drammatici a altri nostalgici, intensa e lieve, tra accensioni e improvvise chiusure in se stessa, e alla fine la platea e' tutta in piedi per applaudirla molto a lungo con un calore eccezionale. Non e' un caso che questo spettacolo sia stato appena invitato nel 2012 al Cafe' La Mama di New York.” Paolo Petroni, Ansa

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

Un altro sguardo su Pinocchio, un'altra lettura di un libro che, come tutti i classici, non finisce mai di stupire.

Lo spettatore “casuale” pescato in platea per colpa dello squillo di un cellulare, re-incontrerà i personaggi più importanti della storia di Pinocchio, della “sua” storia. Si ritroverà burattino tra i burattini, cane alla catena, ammonito dal Grillo, accusato dalla Fatina.

Incontrerà il serpente sibilante, il giudice gorilla, le faine canterine e di nuovo, finalmente, il suo babbino nella pancia del pescecane. E così, sollecitato da queste apparizioni, trasformerà il suo rifiuto a riconoscersi Pinocchio, nella voglia di finire la storia, per poterla ricominciare, rivivendo la sua infanzia a ritroso fino a diventare di nuovo, il solito ceppo d’albero fatato.

Uno spettacolo dedicato a tutti quei Pinocchi, grandi o piccini, che non vogliono smettere di essere monelli.

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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PRO PATRIA

Ogni nuovo spettacolo di Ascanio Celestini è salutato ormai come un vero e proprio evento. In questo nuovo racconto teatrale, che vede il sostegno del Teatro Stabile dell’Umbria, l’artista vuole ricucire i fili della storia del nostro paese, ritrovando quella scintilla intellettuale e politica che ha dato vita a un’esperienza lunga e dolorosa, un percorso che ha coinvolto uomini e donne uniti da un grande ideale: fare l’Italia.

“Quand’è che l'avete capito che era finita, Mazzini? Quando finisce la rivoluzione? Finisce a Roma nel ’49 con la fine della repubblica? O con le insurrezioni degli anni ’50? Con le impiccagioni e le fucilazioni di Belfiore che faranno guadagnare a Francesco Giuseppe il soprannome dell’impiccatore? Con l’insurrezione di Milano del ’53?

Quando è che avete pensato "siamo sconfitti", Mazzini?” Ascanio Celestini

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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BALLADES

Una sala da ballo è un piccolo mondo dove prendono vita attese, incontri, storie, passioni e delusioni. Entrare in un locale è come varcare la soglia di un microcosmo fatto di un concentrato di comportamenti quotidiani che sull’onda incalzante della musica di un’orchestrina e al ritmo della danza, si esaltano e si amplificano. Un luogo “magico” dove per una sera si ha la possibilità di trasformarsi nel “protagonista” assoluto e mettere in scena il personaggio che di volta in volta si intende recitare. La musica è complice di questo gioco, l’orchestra accompagna con molta discrezione la messa in scena, si adegua agli umori degli ospiti, segue le tensioni emotive, dà voce alle aspettative e ai sogni di chi attraverso di essa esprime la voglia di conoscere e farsi conoscere.

Ballades è uno spettacolo dal ritmo serrato e coinvolgente che racconta le piccole storie di ognuno di noi, accompagnato da una vena ironica che nasce dai personaggi e dalle situazioni create.

Giovedì, 01 Dicembre 2011
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OCCIDENTE SOLITARIO

Una black comedy ambientata in Irlanda per uno degli spettacoli più attesi della prossima stagione, acclamato interprete Claudio Santamaria, insieme ad altri tre eccellenti attori del nuovo cinema italiano.

Due fratelli in eterno conflitto, la recente morte del padre, l’impossibilità di vivere senza dispute e aggressioni, un’atmosfera quotidiana fatta di litigi e piccole vendette. Frequentatore assiduo della casa è il giovane prete locale, fragile, debole che beve come una spugna, spesso in compagnia dei due fratelli, di cui cerca invano di appianare la relazione. L’unica figura femminile è una giovane ragazza, che fa il corriere del villaggio vendendo whisky a domicilio, è lei che tentando di confortare il prete turbato, gioca con una miscela toccante di ingenuità e di malizia celando un interesse nascosto.

La giusta chiave di lettura di questo testo ce l’ha indicata Samuel Beckett quando ha affermato: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

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