domenica, 14 aprile, 2024
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L'aborto
redatto da Rallo Eliana Lucia, Maniscalco Alessia, Bilardello Anna.
Classe: 3 A Turismo
ITET " G. Garibaldi" di Marsala
Docente referente:prof.ssa Teresa Titone

L'aborto è un problema su cui spesso ci troviamo a discutere.

Purtroppo non c'è una risposta, non ci si può schierare dalla parte del no, ma neanche da quella del si. A parere nostro non si dovrebbe mai abortire, perché è privare della vita un essere umano, però dall'altra parte, ci sono mille motivi per cui una donna prende questa decisione. Potrebbe essere perché la donna si trova ad non avere la possibilità economica per poter mantenere un figlio in maniera dignitosa, potrebbe anche essere la paura di non essere in grado di crescere questo figlio perché la donna si sente immatura.
Ma ci sono tanti altri motivi: pensiamo per esempio ad una donna che viene stuprata, è difficile tenere e crescere un bambino che non è stato concepito nell'amore. Anche se i figli sono un dono di Dio, almeno per come pensiamo noi, è comunque difficile portare avanti una gravidanza avendo sempre nella mente che il figlio che partoriremo e avremo tra le braccia e anche il figlio dello sconosciuto che ha abusato di noi .
Oppure , se il bambino che portiamo in grembo è malato, di quelle malattie che non si può guarire e la cui vita diventa una sofferenza sia del figlio che dei genitori.
Non possiamo giudicare una donna se non è riuscita a portare avanti in queste condizioni la propria gravidanza, non è stato facile per lei giungere al verdetto finale.
A volte invece troviamo molte donne che pensano che abortire sia lecito anche perché secondo la loro opinione fino al terzo mese della gravidanza il sistema nervoso del feto non si è ancora formato, quindi non può percepire il dolore. Ma il suo cuore batte già dal secondo mese e si deve considerare il fatto che dal momento del concepimento si è formato un nuovo individuo, determinato in tutte le caratteristiche nel suo codice genetico, diverse da quelle di ogni altro essere umano, nonostante sia definito come un corpuscolo di cellule informi. Per questi motivi la legge 194 legalizza l' aborto entro i primi tre mesi della gestazione. Alcuni considerano l' aborto come il trauma peggiore che una donna possa subire, ma spesso le donne lo affrontano con estrema freddezza e superficialità. C'è anche da dire che molte ragazze interrompono la gravidanza perché vengono costrette ad abortire dai genitori che non riescono ad accettare la grande responsabilità di dover crescere un nipotino al posto della figlia. Naturalmente per molte donne questo sarà un trauma che si porteranno per tutta la vita. Quando pensiamo all'aborto pensiamo sempre alla possibilità negata a quel povero bambino che crescendo avrebbe imparato tante parole, a camminare, scrivere, giocare, stare in società, che avrebbe saputo amare tanto e sarebbe diventato qualcuno, ma che non ha potuto per l'ingenuità di una persona. Noi pensiamo che l'aborto può essere accettato solo per alcuni e limitati motivi in cui può essere considerato un rimedio, anche se è pur sempre l'omicidio di una persona. Dobbiamo mettere in conto anche la vita di coloro che generano i quali devono diventare dei genitori capaci di donarsi alla nuova vita. Fare i genitori non è per niente facile, lo vediamo tutti i giorni, la fatica che fanno i nostri genitori con noi.
Diciamo allora in maniera più esplicita che sarebbe meglio non creare questi problemi, bisognerebbe pensarci prima, ricorriamo ad un bravo medico che ci potrebbe aiutare a non procreare.

Ultima modifica il Sabato, 14 Gennaio 2017 23:32
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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