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ILIADE. IL GIOCO DEGLI DÈI - regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer

"Iliade. Il gioco degli dèi ", regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer. Foto Rossetti, PHOCUS "Iliade. Il gioco degli dèi ", regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer. Foto Rossetti, PHOCUS

uno spettacolo del Quadrivio
testo di Francesco Niccolini
liberamente ispirato dall’Iliade di Omero
drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer
regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
con Alessio Boni, Iaia Forte
e con (in o.a.) Haroun Fall, Jun Ichikawa, Francesco Meoni,  Elena Nico, Marcello Prayer e Elena Vanni
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
disegno luci Davide Scognamiglio
musiche Francesco Forni
creature e oggetti di scena Alberto Favretto, Marta Montevecchi, Raquel Silva
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana, Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Durata 1 ora e 30 minuti
Spettacolo realizzato in occasione di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023
Bergamo – Teatro Donizetti 12-18 dicembre 2023

www.Sipario.it, 14 dicembre 2023

Che la sacralità sia bandita dall’opera classica! Un appello salvifico, grazie al quale Savinio poté dar vita – nel senso letterale del termine – a un capolavoro: Narrate, uomini, la vostra storia. A questa stessa chiamata, tutt’altro che venerante col rischio di diventare stinta e noiosa, hanno voluto rispondere gli autori del Quadrivio: Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer con Iliade. Il gioco degli dèi.

Cerchiamo di capire. In che senso il poema di Omero sarebbe un gioco, e degli dèi per giunta? A memoria non si direbbe. Tutti la ricordiamo come l’opera della guerra, dell’ira funesta d’Achille, dalla quale ironia, leggerezza e giocosità sembrerebbero quanto mai distanti. Eppure, a ben leggere, così non è. Omero, o chi per lui sotto tale nome, badò ad inserire elementi comici nell’Iliade. In pochi, nel tempo, hanno saputo coglierli mettendoli in evidenza. Il Quadrivio è partito da questi impostando l’intera drammaturgia dello spettacolo che ha inaugurato la stagione di prosa del Teatro Donizetti di Bergamo. Ed ecco gli dèi dell’Olimpo, esseri eterni, soggetti allo scorrere del tempo. Appaiono stanchi, fuori forma, annoiati, dalla memoria un po’ labile – Giove soprattutto. Si ritrovano su una spiaggia e, non sapendo bene cosa fare, ricordano il periodo d’oro della guerra di Troia, da loro scatenata per capriccio, perché con gli esseri umani ci giocano come fossero marionette. Perché non rievocarla allora? Sennò che altro fare? E così, eccoli calarsi nei panni degli eroi omerici. Animeranno, cioè, delle armature vuote con maschere al posto del volto: come fossero burattini. E così vediamo i tratti salienti dell’Iliade svolgersi sotto i nostri occhi sotto le vesti di commedia. Perché è un gioco, quello della guerra. E poco conta se comporta uccisioni, sangue, dolore, perdite. Si sa, gli dèi sono capricciosi e si divertono come possono e vogliono. Metafora dolceamara non tanto del presente, quanto della storia dell’umanità, sempre caratterizzata dal volere di una schiera di potenti regnanti ai danni di sudditi inermi e inconsapevoli vittime di desideri esecrabili.

Un’Iliade divertente, altamente teatrale, caratterizzata da una recitazione piena di ironia. Sorprendente Alessio Boni che, messi momentaneamente da parte i toni forti e passionali, si è abbandonato ad un’interpretazione più giocosa, leggera, ironica e, in virtù di ciò, divertentissima. Iaia Forte, col suo stile vezzoso, ha dato vita ad una recitazione brillante e dal bel ritmo. Marcello Prayer ha stemperato la sua austerità con atmosfere meno seriose.

Un’Iliade, questa, vera Commedia dell’Arte degli dèi più che semplice gioco. Scelta stilistica in perfetto controcanto con la crudeltà di fondo, sebbene ironica e leggera, del poema. Solo con l’umorismo le maschere svaniscono mostrando le verità che nascondono. A quel punto che succede? Gli dèi, i potenti, continueranno a festeggiare, a danzare ed a divertirsi. E le loro marionette, cioè gli eroi, cosa faranno?

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Domenica, 17 Dicembre 2023 10:05

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