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Der Ring des Nibelungen (L'anello del Nibelungo) di Myriam Mantegazza

Der Ring des Nibelungen Der Ring des Nibelungen regia di Guy Cassiers

di Richard Wagner
direttore Daniel Barenboim
regia Guy Cassiers
Milano, Teatro alla Scala, 17-29 giugno 2013

Evento della stagione del Teatro alla Scala a celebrazione del bicentenario della nascita di Richard Wagner è l'allestimento della Tetralogia completa, Der Ring des Nibelungen (L'anello del Nibelungo), con una formula vicina alla concezione del maestro che ne aveva prevista l'esecuzione in quattro serate consecutive. Così era avvenuto, infatti, dal 13 al 17 agosto 1876 nella nuova Festspielhaus di Bayreuth nella prima esecuzione integrale delle quattro opere, un prologo e tre giornate, ovvero Das Rheingold (L'oro del Reno), Die Walküre (La Valchiria), Siegfried (Sigfrido) e Götterdämmerung (Crepuscolo degli dei). La proposta scaligera ne prevede la messinscena nell'arco di una settimana per un totale di quindici ore di musica ripartite nelle serate di lunedì, martedì, giovedì e sabato, dal 17 al 22 giugno per il primo turno, con replica dal 24 al 29 per il secondo. Resta comunque un progetto grandioso, la cui direzione regia è affidata per tutte le quattro opere alla regia di Guy Cassiers ed alla bacchetta di Daniel Barenboim, uno dei più affermati interpreti di Wagner, che dirigerà quattro cast di eccellenti voci wagneriane. Si tratta dunque di un'occasione unica per i melomani e di un autentico tripudio per i fans wagneriani, che avrebbero modo di assistere ad un evento simile solo al Festival di Bayreuth con un pellegrinaggio al sacro tempio della musicalità del compositore tedesco.
Espressione della massima potenza creativa di Wagner in termini sia musicali che drammaturgici, la Tetralogia ha richiesto ben ventisei anni per la sua stesura, dal 1848 al 1874, sottoponendo il maestro, il quale ne ha firmato sia partitura che libretto, ad una mole di lavoro monumentale che lo ha portato a realizzare una delle più imponenti creazioni della storia artistica. Il musicista si è ispirato per le vicende narrate all'epopea tedesca del Nibelungenlied ed alle antiche saghe dell'Edda, rivisitate però secondo una sua personale visione e destinate ad inaugurare una nuova concezione drammatico-musicale. L'universo del Ring è popolato da una molteplicità di personaggi: dei, semidei, nani, giganti, padri, madri, figli, fratelli, sorelle, mogli, mariti animati da sentimenti e pulsioni esasperati fino a raggiungere il diapason dell'intensità. Odio, amore, avidità, vendetta, tradimento, incesto: qualsiasi passione vissuta dai protagonisti si manifesta al massimo grado della sua potenza.

L'oro del Reno vede protagonista il nano Alberich, lo gnomo nibelungo da cui la storia prende nome. Personificazione del male assoluto, trafuga il tesoro e l'anello magico che lo rende padrone del mondo. Il tutto perché deriso dalle tre Figlie del Reno che custodiscono il tesoro, alle quali ha proclamato il suo amore. L'oro, però, fa gola anche al dio Wotan ed ai giganti che hanno costruito il suo castello nel Walhalla. Wotan imprigiona Alberich e, in cambio della libertà, si fa consegnare l'anello, che il nano maledice, affinché conduca alla rovina chiunque ne entrerà in possesso. E così sarà: è nel prologo che si determinano dunque le condizioni che provocheranno la caduta degli dei, un mondo fondato sull'avidità.
Ne La Valchiria la storia prosegue. Siegmund e Sieglinde, entrambi figli di Wotan, e quindi tra loro fratelli, benché a loro insaputa, si innamorano e generano un figlio, Siegfried, fuggendo nel bosco per sottrarsi alle ire del marito della donna, Hunding. Incesto e adulterio, dunque, ma non è finita. Wotan, che potrebbe salvare suo figlio ed incarica di proteggerlo la valchiria Brünnhilde, pure questa sua figlia, abbandona l'idea, perché la di lui moglie, la bisbetica Fricka, lo ricatta. Morale: Brünnhilde abbandona Siegmund al suo destino, ma porta in salvo la sua amata, contravvenendo così agli ordini di Wotan. Le valchirie hanno il compito di raccogliere gli eroi morti per portarli al Walhalla, a sorpresa Brünnhilde compare invece con una donna, Sieglinde, scatenando le ire del padre. Per punizione questi la condanna a sprofondare in un sonno in cui, pur essendo figlia di un dio, sarà preda di un uomo qualsiasi. Unica concessione alle suppliche di lei: sarà circondata da un cerchio di fuoco che solo un eroe riuscirà ad attraversare.
Siegfried, seconda giornata e terza opera della Tetralogia, narra le gesta del figlio di Siegmund e Sieglinde, quindi il nipote di Wotan, "colui che non conosce la paura". Suo è il compito di riforgiare la spada magica Nothung, ereditata dal padre, con la quale ucciderà il drago che ha in suo possesso l'anello magico. Fatto questo trova nell'antro del drago l'elmo magico detto Tarnhelm, che consente di mutare forma e divenire invisibili. Indi raggiunge il cerchio di fuoco che circonda Brünnhilde, lo attraversa e la sveglia con un bacio, come il principe con la bella addormentata. Scocca l'amore. Del resto è una scelta obbligata.

Infine Götterdämmerung, terza giornata ed opera conclusiva dell'Anello del Nibelungo porta ad un finale tragico le vicende che si sono sviluppate fin qui: come pegno di fedeltà, Siegfried affida l'anello magico a Brünnhilde. Sfortuna vuole che re Gunther si metta in testa di sposare proprio lei, destinando nel suo progetto Siegfried in marito alla sorella Gutrune. Mal gliene incoglie: così facendo crea le premesse per il catastrofico epilogo. Sotto l'effetto di una pozione magica Siegfried si innamora dell'altra, dimentica la fidanzata, anzi si incarica di conquistarla per Gunther assumendone l'aspetto grazie all'elmo magico e, non contento, le strappa pure l'anello. Brünnhilde sposa il re, ma vedendo l'anello al dito del suo ex, capisce di essere stata tradita e, assetata di vendetta, partecipa ad una congiura per ucciderlo, rivelando l'unico punto debole dell'eroe, altrimenti invulnerabile: la schiena. Siegfried viene ucciso nel corso di una battuta di caccia, poi si scatena la guerra di tutti contro tutti per impossessarsi dell'anello, con una carneficina generale. Infine, Brünnhilde si immola su una pira funebre ed invita le Figlie del Reno a venire a riprendere dalle sue ceneri l'anello fonte di sventura, una volta che il fuoco lo avrà purificato dal suo influsso nefasto. Nel cielo si intravede il Walhalla popolato dagli dei, anch'esso preda di un incendio che lo distrugge. La maledizione si è compiuta, gli dei sono caduti, Wagner, con la sua impresa titanica, ha modificato per sempre la storia del teatro in generale e del teatro musicale in particolare. Tale è l'impatto della sua creazione da farla uscire dalle sale da concerto per entrare nell'inconscio collettivo e contaminare altri media, prova ne sia La cavalcata delle Valchirie, che, mutuata da Die Walküre, funge da colonna sonora in una scena dell'onirico (1963) di Federico Fellini ed accompagna l'avanzata degli elicotteri pronti a lanciare il napalm nel film Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola.

Myriam Mantegazza

Ultima modifica il Lunedì, 17 Giugno 2013 07:37
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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