venerdì, 17 agosto, 2018
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STUDIO 2018 - coreografie varie

“Studio 2018”. Foto Alessandro Calvani “Studio 2018”. Foto Alessandro Calvani

"Nuovo Balletto Classico"
gestito da Elena Casolari, Nicoletta Stefanescu,
Dorian Grori, Rezart Stafa
Supervisione: Liliana Cosi
Insegnanti: Rezart Stafa, Dorian Grori, Nicoletta Stefanescu,
Elena Casolari, Liliana Cosi, Paola Masi, Maura Cantarelli,
Larisa Serova, Grazia Galante
Pianisti accompagnatori: Alberto Salsi, Inessa Olshevska
Teatro Ariosto, Reggia Emilia, 9 giugno 2018

www.Sipario.it, 11 giugno 2018

Lo spettacolo di fine anno accademico "Studio 2018" del "Nuovo Balletto Classico" ha riportato, puntuale, sullo storico palcoscenico Ariosto di Reggio Emilia l'eleganza dello stile. La qualità delle coreografie e delle musiche scelte, la cura della rigorosa messa in scena e l'esclusività di un programma di ampio respiro formativo hanno condotto il numeroso e festante pubblico dinanzi ad un articolato evento, in cui la preparazione tecnica e l'estetica - senza tralasciare una sognante e poetica ispirazione - sono risultati gli ingredienti del successo raggiunto con una corretta condotta accademica. Il "Nuovo Balletto Classico" - Scuola di alta formazione professionale - ha elargito tre atti supportati da sfumature e accenti coreutici di preziosa bellezza, in cui il repertorio tradizionale è stato preservato con riguardo, pur risultando il giusto tramite tra quello classico e moderno/contemporaneo, rinnovando così il nuovo percorso sulla via della danza, nato nel 2016, ma con il chiaro e nobile intento di portare avanti il patrimonio artistico e culturale che il suo ruolo originale come forma d'arte, da quarant'anni, ha forgiato intere schiere di professionisti nella sede storica dell'Associazione Balletto Classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu (due Maestri che ancora oggi godono di altissima ammirazione), con la netta volontà di tramandare la disciplina mediante la madre delle arti con una precisa sensibilità. La nuova dirigenza del NBC ha saputo cogliere i mutamenti e gli umori del tempo a favore di un rinnovamento, pur custodendo gelosamente la tradizione nella sua purezza cattedratica. Liliana Cosi e Marinel Stefanescu (attuali direttori artistici di tutto il complesso, sia della Scuola sia della Compagnia che fin dalla fine degli anni Settanta, hanno fondato e portato alto il nome della danza a Reggio Emilia, nella storica sede della "Compagnia Balletto Classico" e della Scuola rendendola ai massimi livelli professionali, ed oggi dopo aver individuato i naturali continuatori, quattro giovani cresciuti presso la loro Accademia, hanno dato vita ad un nuovo organismo raccogliendo l'eredità artistica dei loro Maestri). Tre primi ballerini e un'insegnante, la figlia minore di Marinel Stefanescu, Nicoletta Stefanescu già diplomata alla Scuola di Balletto nel 2007, i due primi ballerini Elena Casolari e Rezart Stafa diplomati nel 2003 nella medesima Scuola e il primo ballerino, Dorian Grori arrivato direttamente in Compagnia nell'anno 2000. Del loro nuovo corso il bilancio è più che positivo e roseo, e ne è prova lo spettacolo di fine anno "Studio 2018" visto sul palcoscenico del Teatro Ariosto di Reggio Emilia, con la consegna finale degli attestati e dei diplomi. Una serata che ha soddisfatto tutti, a partire dalle maestranze, dagli allievi e dai genitori nell'aver saputo ricreare la magia cucendo sugli studenti, non ancora diplomati, dei pezzi di assoluta precisione e tecnica che già si presentano difficili in un contesto professionistico. La soirée si è aperta con lo Studio Danza Classica e Danza Storica 'Gavotta' su musiche di G.F. Händel per seguire con lo Studio della Danza di Carattere e la "Danza Napoletana" su musiche di P.I. Čajkovskij, per continuare con "Who Cares?" di George Gershwin, "Gopak" sulla musica popolare russa e il celebre pas de deux dal "Corsaro" su musiche di Riccardo Drigo: gli allievi pur nelle loro incertezze dettate dall'emozione e dalla giovane età sono apparsi eminenti nel loro incedere, arricchiti da una piacevolezza negli intrecci e nei rimandi, riuscendo a colmare con grande dedizione la complessità pratica ed espressiva nel mantenere viva la capacità di essere coscienza e rappresentazione tra presente e passato. L'apertura di serata con la "classica" lezione accademica ha offerto uno scenografico colpo d'occhio, un insieme di caratteristiche attitudinali fisiche e distintive che hanno reso elegante il primo momento corale con l'accompagnamento al pianoforte (elemento fondamentale in una Accademia dove il ruolo è strettamente connesso alla figura del Maestro di danza nel realizzare la base musicale più idonea alla lezione) dando così prova di una disciplina che comporta un'attività fisica molto intensa, sviluppando un lavoro muscolare e una flessibilità di movimento in tutte le parti del corpo, sulla coordinazione e sul controllo del portamento migliorando di conseguenza la postura e sviluppando l'eleganza del gesto e la ricerca del bello. L'insieme della parte classica con il terzo tempo dedicato alle sontuose "Quattro Stagioni" dai "Vespri Siciliani" di Giuseppe Verdi ha conquistato chi ama la danza nella sua purezza basata su ritmo e raffinatezza ampliando i principi della blasonata disciplina, nata per volere del re di Francia Luigi XIV quando fondò a Parigi l'Académie Royale de Danse nel 1661 per approdare poi nel 1735 alla fondazione dell'Accademia Imperiale Russa, che darà poi vita alla tradizione del balletto russo ed in seguito al Metodo Vaganova, tecnica di insegnamento elaborata negli anni dal 1917 agli anni Cinquanta a Leningrado in Unione Sovietica da Agrippina Jakovlevna Vaganova presso l'Accademia del Teatro Kirov, che prese in seguito da lei il nome di "Accademia Vaganova"; metodo adottato dal NBC emiliano nel percorso didattico in maniera stilisticamente inconfondibile. I Maestri tutti e l'étoile Liliana Cosi hanno così permesso agli allievi suddivisi nei vari corsi, di farsi ammirare nella freschezza della giovane età, potendo cogliere il loro livello di preparazione nel percorso formativo, ispirando altresì un lavoro di artigianato tersicoreo nel pieno rispetto dei canoni appartenenti alla leggenda con un trionfo di pirouettes, salti, giri, grand-plié, battement tendu, jeté, tour en l'air, fouetté il tutto sottolineato da velocità d'esecuzione. Nel secondo tempo sono andati in scena interessanti ed evocativi pezzi di danza moderna/contemporanea, ben amalgamati tra loro, in un escalation di indubbio fascino visivo per meglio dipingere l'iter formativo del NBC, portando gli esecutori a confrontarsi con coreografie diversificate sottolineando la proficua strada da percorrere, da citare il "Cigno Bianco" su musica di P.I. Čajkovskij con l'innovativa coreografia di Hektor Budla, "Cold" di J. Méndez, "Dionysos" su musica di Hadijdakys con la coreografia dell'étoile bejartiana Grazia Galante, "Cups Song" di A. Kendrick, "Senza sole" musiche Opus 4 – Art of Noise, "Bakthy" e "Bombay Dream" su musiche indiane, "Codice Maurice" (omaggio al geniale coreografo Béjart) sui ritmi delle percussioni improvvisate e "Kind of Magic" sulle trascinanti sonorità dei Queen. I quattro giovani gestori del NBC si sono misurati alla guida con sicurezza, senza mai lasciarsi intimidire dalle difficoltà, offrendo agli spettatori le competenze acquisite all'interno di una autorevole e storica scuola nazionale che da sempre rispetta le cifre stilistiche e manieristiche dell'epoca. Nel finale convinti applausi per il tradizionale conferimento dei diplomi e i discorsi di ringraziamento da parte di Dorian Grori e Rezart Stafa alla presenza di Nicoletta Stefanescu ed Elena Casolari e dei Maestri ospiti Paola Masi, Maura Cantarelli, Larisa Serova e Grazia Galante in un abbraccio riconoscente e affettuoso alla grande ballerina e Maestra Liliana Cosi – memorabile artista internazionale - che ha saputo, come sempre, incoraggiare e infondere tutta la sua saggezza nel proseguire un viaggio di successo mostrando e accompagnando l'anima dei nuovi talenti del domani: "L'essere umano è fatto per cose grandi, è fatto per l'infinito, ed è sazio solo quando si accosta ai valori che sanno di eternità, e la bellezza della danza è uno di questi".

Michele Olivieri

Ultima modifica il Martedì, 12 Giugno 2018 08:37

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