mercoledì, 12 dicembre, 2018
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SERATA NUREYEV - coreografie Rudolf Nureyev, George Balanchine

“Serata Nureyev” Défilé finale. Foto Brescia e Amisano Teatro alla Scala. “Serata Nureyev” Défilé finale. Foto Brescia e Amisano Teatro alla Scala.

da "La Bella Addormentata nel bosco"
coreografia e regia di Rudolf Nureyev
ripresa da Monique Loudiéres e Florence Clerc
musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij
da "Don Chisciotte"
coreografia di Rudolf Nureyev
ripresa da Florence Clerc
musica di Ludwig Minkus
orchestrazione e adattamento di John Lanchbery
da "Apollo"
coreografia di George Balanchine
© The George Balanchine Trust
ripresa da Patricia Neary
musica di Igor' Fëdorovič Stravinskij
"Défilé" Tannhäuser - Marcia dall'Atto III
ideato da Frédéric Olivieri
musica di Richard Wagner
corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala
étoiles: Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Marianela Nuñez
artisti ospiti: Germain Louvet, Vadim Muntagirov
Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala
Direttore David Coleman
Al Teatro alla Scala, il 29 maggio 2018

www.Sipario.it, 2 giugno 2018

Il genio di Nureyev è andato nuovamente in scena al Teatro alla Scala come un unico straordinario "balletto" in rappresentanza della sua arte intrisa di pura luce. Lo spettacolo, a cura del direttore del Corpo di Ballo Frédéric Olivieri, è apparso sorprendente per bellezza, perfezione e memoria storica. I danzatori si sono esibiti davanti ad una platea in rigorosa devozione, mentre tutt'attorno i velluti, gli ori e gli stucchi del massimo teatro milanese hanno preso vita trasportando gli astanti nell'unicità del "ballerino dei ballerini". Gli artisti si sono rivelati all'altezza dell'evento riscrivendo pagine di rara bellezza coreica e mostrando la totale freschezza della visione tersicorea di Nureyev, sia ballerino che coreografo. La sua danza ha saputo cogliere le più profonde vibrazioni umane oltre l'evento celebrativo, dando così "voce" alle innumerevoli emozioni. Proporre il genio nureyeviano nella visione moderna, portando in scena splendidi esecutori che in parte lo hanno conosciuto ed altri solo visto mediante immagini e filmati, ha significato riaffermare la positività dell'arte in ogni sua grammatica e forma. Nel finale ci si è resi conto quanto sia stato prodigioso l'aver concretizzato il fortunato connubio, fondato sugli elementi essenziali del custodire autentici gioielli coreografici che partono da un principio meticoloso di lavoro e ricerca all'esecuzione e alla produzione con e per le stelle di oggi e del domani. Un miracolo, non solo per come è stata realizzata la serata, ma anche per gli intenti musicologici, coreutici ed estetici. La ricerca e l'intelligenza di Nureyev raggiunge, senza sosta di tempo, un livello tecnico di assoluta esemplarità, ma soprattutto dispone di uno stile inarrivabile strutturato sulla nitidezza e sulla teatralità. La "Serata Nureyev" al di là dei pezzi portati in scena racconta una storia, una storia fatta di una personalità impareggiabile ed indomabile come solo i grandi geni possiedono presentando un programma in grado di accentuare la sostanza plateale ed immaginifica con l'esplicita volontà di suscitare lo stesso stupore provato dai primi lontani spettatori. Il Corpo di Ballo scaligero ha manifestato prova di maturità, tracciando un solco imprescindibile nella definizione dei canoni contemporanei sposati al passato. L'entusiasmo del pubblico per la serata, trasformata in una lezione di storia della danza, ha saputo premiare l'eccellente esecuzione e l'allestimento in ogni suo dettaglio, proiettando i ballerini, solisti, primi ballerini ed étoile unitamente alla figura del "tartaro volante" in una dimensione modernissima dai contenuti profondamente umani, un Nureyev che non ha mai avuto paura di affrontare temi e strade nuove per far scoprire inediti passi ed ignoti cammini nello spazio del palcoscenico caratterizzando la propria individualità e generosità artistica con una fascinazione prorompente capace di creare opere eterne. Il ballerino russo ha costellato un'epoca dal punto di vista interpretativo e creativo e ha aperto la strada ad un nuovo corso per i danzatori maschi rivelando al mondo intero il suo essere eccelso, le sue doti virtuosistiche che ben si sposavano ad un carisma ammaliante e suadente. Frédéric Olivieri ha infuso alla serata una lettura, come sempre, impostata sul rigore della resa scenica e sulla raffinatezza del gesto, perfettamente aderente al pensiero di Rudy evidenziando una naturalezza nell'affrontare poetiche d'altri tempi, con l'aggiunta di nuovi elementi come il Defilée sulla musica di Wagner, per accrescere al meglio la maestosità dell'omaggio, pur mancando (a mio avviso) un'immagine sovrastante del grande artista a corona della sfilata per concludere il tutto in un avvolgente abbraccio simbolico. Sul palcoscenico del Piermarini sono sfilate alcune sue coreografie che gli artisti interpreti, dai più giovani ai più affermati, ognuno con il proprio bagaglio artistico e preparazione, hanno fatto rivivere nella sua essenza ed estetica. Il Gala si è aperto con un estratto dal III atto de "La Bella Addormentata nel bosco" e le sue complicate variazioni danzate dall'inappuntabile tecnica di Svetlana Zakharova e dall'appassionante Germain Louvet ma anche dalla splendida Martina Arduino che ha saputo mantenere la centralità del proprio ruolo con calibrata padronanza e dallo svettante Antonino Sutera in scena con garbo e compostezza. A seguire, dopo l'intervallo, preziosi frammenti dal "Don Chisciotte" con Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov nel Grand Pas de Deux del III Atto entrambi dotati di notevole abilità tecnica: dalla spontaneità e destrezza di lei alla perizia e preparazione di lui, per giungere all'"Apollo" di Balanchine ballato dallo stesso Nureyev nel 1971 alla Scala e per l'occasione interpretato dal celestiale Roberto Bolle affiancato dalle eminenti prime ballerine Nicoletta Manni, Virna Toppi e Martina Arduino. Da segnalare Alessandro Grillo, Marta Romagna, Riccardo Massimi, Nicola Del Freo, Mariafrancesca Garritano, Chiara Fiandra, Vanessa Vestita, Federico Fresi, Antonella Albano, Vittoria Valerio, Alessandra Vassallo per aver accolto il proprio incarico con attitudine e lodevole senso di responsabilità. Lo spettacolo, sotto l'attenta direzione musicale di David Coleman nell'esecuzione dell'Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala, ha emozionato il pubblico donando il giusto valore all'80° anniversario della nascita e al 25° anniversario della scomparsa di Rudolf Nureyev, mito incontrastato della serata a lui dedicata.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Domenica, 03 Giugno 2018 09:10

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