giovedì, 18 ottobre, 2018
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SCUOLA DI BALLO ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA - coreografie Petit, Olivieri, Béjart

“Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala”. Foto Margherita Gnaccolini “Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala”. Foto Margherita Gnaccolini

Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala diretta da Maurizio Vanadia
Fondazione Accademia Teatro alla Scala

"Présentation"
ideata da Frédéric Olivieri

musica di Wolfgang Amadeus Mozart

"Gymnopédie"

coreografia di Roland Petit,

ripresa da Luigi Bonino

musica di Eric Satie

"Lo Schiaccianoci"
coreografia di Frédéric Olivieri
da Lev Ivanovič Ivanov 
musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij

"Gaité Parisienne Suite"
coreografia di Maurice Béjart
ripresa da Piotr Nardelli
musica di Jacques Offenbach

Con il contributo di allievi e diplomati dei
Corsi per Sarti dello Spettacolo,
Truccatori e Parrucchieri,
Fotografi di scena dell'Accademia Teatro alla Scala

Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala
Direttore David Coleman
Direttore dell'allestimento Franco Malgrande
Direttore dell'organizzazione della produzione Andrea Valioni
Direttore di scena Luisita Capelli
Luci realizzate da Andrea Giretti
Teatro alla Scala, Milano, 10 giugno 2018

www.Sipario.it, 14 giugno 2018

Pioggia di applausi per lo spettacolo della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala nella sala del Piermarini, durante la spumeggiante e ben articolata serata, che ha evidenziato le reali capacità dei giovani allievi nel riuscire a modulare la tecnica, l'espressività, l'interpretazione e lo stile accademico con limpido rigore. Elegante la "Présentation" ideata dal Maestro Frédéric Olivieri su musica di Wolfgang Amadeus Mozart, nel celebre Concerto n. 23 per pianoforte e orchestra in la maggiore K 488 eseguito al pianoforte dal virtuoso Federico Gad Crema (allievo del Conservatorio di musica "G. Verdi" di Milano) con assistenti alla coreografia Loreta Alexandrescu, Jean-Philippe Halnaut, Vera Karpenko, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Elisa Scala, Paola Vismara. Scrupolosità, disciplina e fermezza sono le caratteristiche che contraddistinguono la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, una istituzione che da oltre duecento anni diploma coloro che calcheranno il palcoscenico, non soltanto del teatro milanese, ma anche di innumerevoli altre prestigiose realtà. Oggi guidata con competenza dal Direttore Maurizio Vanadia e supportata dalla supervisione di Frédéric Olivieri, conta centinaia di allievi che si esibiscono annualmente negli spettacoli istituzionali e in tournée. Testimonianza tangibile del livello raggiunto dalla Scuola è stato l'evento andato in scena, per due rappresentazioni, al Teatro alla Scala, uno spettacolo che ha visto la scuola impegnata in un programma di indubbio fascino avvalorato dalle coreografie di Roland Petit, Frédéric Olivieri e Maurice Béjart. Gli allievi dei vari corsi, accompagnati dall'Orchestra dell'Accademia della Scala sotto la guida sicura di David Coleman, hanno interiorizzato i vari ruoli della soirée con innumerevoli sfumature stilistiche. In apertura la "Présentation" di Olivieri in cui gli allievi scaligeri, dal primo all'ottavo corso, hanno dato sfoggio di attitudine ben definita assolvendo all'insieme dei passi che formano il dizionario del balletto classico, regalando una perfetta idea della "salle de danse". La "Présentation" (della durata di 25 minuti) si è rivelata non solo una passerella ma bensì una complessa e mirata dimostrazione tecnica, articolata in quadri veloci con combinazioni ed intrecci dinamici i quali hanno permesso di scorgere le differenti ritmicità della danza classica, il tutto in un affresco raffinato e teatrale. Si è proseguito con un brano del repertorio moderno e contemporaneo, "Gymnopédie" di Petit ripresa da Luigi Bonino (presente in sala), al pianoforte Massimo Carella con assistenti alla coreografia Paola Vismara e Leonid Nikonov. Un architettonico omaggio al Maestro francese che lo definì "dance concert" ideandolo per il "Ballet National de Marseille", sviluppato sugli splendidi tre pezzi per pianoforte di Erik Satie, eseguito dagli allievi Samuele Gamba, Letizia Masini e Daniele Bonelli con precisione stilistica e temperamento così da far risultare appieno la loro condotta. La coreografia "Gymnopédie" venne inserita inizialmente in "Ma Pavlova", spettacolo del 1986 in omaggio alla grande Anna Pavlova, stella del Primo Novecento, ed in seguito sviluppata in "Tout Satie" nel 1988 in un solo atto: atletismo e poesia ben si sposano con le ricercate musiche, un'essenziale creazione di gran classe, concentrata e colta, un dialogo tra l'incorporea e celestiale figura femminile e le due maschili impegnate in pose plastiche che rimandano agli esercizi ginnici delle feste spartane, fonte d'ispirazione per Satie. Come avviene nelle più prestigiose scuole di ballo del mondo, in cui vige una selezione ferrea, non solo per l'accesso ma per ogni passaggio al corso superiore, molti fra i bambini e i ragazzi dei primi corsi si perderanno per strada, infatti per arrivare agli ultimi corsi e al diploma, occorrono grandi doti, sacrifici immensi e incondizionato amore per questa arte così nobile, così affascinante e sicuramente così unica. Ma tantissimi, a fine percorso, saranno coloro che avranno tra le mani una brillante carriera. Il primo tempo si è chiuso con una lunga sequenza da "Lo Schiaccianoci", la favola natalizia per eccellenza, sulla garbata coreografia di Frédéric Olivieri da Lev Ivanov supportato dagli assistenti Tatiana Nikonov e Leonid Nikonov. Un estratto ineccepibile e di notevole qualità visiva, rispettosa anche grazie ai virtuosismi che hanno incantato gli spettatori, conquistati dalla magia della musica e dalla poesia narrativa che ha avvolto il teatro alla Scala trasformandolo in un luogo fatato e sospeso. Applausi meritatissimi, in particolare a Giacomo Migliavacca e a Camilla Cerulli nel pieno rispetto delle cifre manieristiche con un'immediatezza alla comprensibilità dell'azione scenica e alla gestualità tipica dei balletti di fine Ottocento e alla personalità scenica di Linda Giubelli (vista nel Valzer dei fiori). Ogni singola presenza ha portato una ventata di vitalità, freschezza e leggerezza restituendo la netta percezione di una solida preparazione indirizzata unicamente all'inclinazione artistica, confermando la passione e l'immortalità di uno tra i più celebri titoli fantastici. Nella sua inedita versione creata nel 2011, Olivieri ha saputo suggerire un'adattabilità ad ogni singolo allievo narrando l'amore, il sogno, la fantasia e rinnovando i precedenti successi. Nei ruoli principali, gli allievi fra il 6° e l'8° corso, si sono cimentati in alcuni estratti del repertorio romantico russo, dal Valzer dei fiocchi di neve al Valzer dei fiori. "Schiaccianoci è particolarmente adatto per i nostri giovani danzatori – spiega Frédéric Olivieri – Le sequenze delle scene consentono loro di esprimersi sia tecnicamente che artisticamente, mettendo in luce tutto il loro potenziale di futuri professionisti". Particolarmente belle le scene di assieme e particolarmente complesso anche sul piano squisitamente tecnico il celebre pas de deux, autentico banco di prova. La Scuola di Ballo del teatro milanese ha visto la luce nel lontano 1813, anno di apertura dell'"Imperial Regia Accademia di Ballo Teatro alla Scala", fondata da Francesco Benedetto Ricci, ha visto succedersi alla propria guida prestigiosi maestri e celebri ballerine: Carlo Blasis, Olga Preobrajenska, Enrico Cecchetti, Cia Fornaroli, Ettorina Mazzucchelli, Esmée Bulnes, Elide Bonagiunta, John Field, Anna Maria Prina. Dal 2006 al 2017 è stata diretta da Frédéric Olivieri (oggi direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala) ed attualmente viene diretta da Maurizio Vanadia. L'Accademia si divide in quattro dipartimenti: musica, danza, palcoscenico-laboratori e management ed è da considerarsi l'eccellenza dell'artigianalità votata ai mestieri e alle arti dello spettacolo, in particolare al teatro d'opera lirica e al balletto dove si percepisce una perfezione d'insieme nello stretto rapporto che la musica attinge e detiene in connubio alla danza, nel confrontarsi con Maestri che scrivono la metodica e che oggi mettono a disposizione tutto il loro talento e il prezioso bagaglio acquisito calcando precedentemente le scene. Un movimento ed uno studio che anima i corpi e ammalia lo sguardo; innumerevoli gli ex allievi che hanno intrapreso una carriera ricca di trionfi, tra cui Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Marco Pierin, Roberto Fascilla, Roberto Bolle, Massimo Murru, Alessio Carbone. Ad apertura del secondo tempo è andato in scena "Gaité Parisienne Suite" sulla trascinante coreografia di Maurice Béjart, ripresa da Piotr Nardelli (presente in sala) con assistenti Paola Vismara, Leonid Nikonov, Jean-Philippe Halnaut e Loreta Alexandrescu. Creazione datata 1978 nata per il "Ballet du XXe Siècle" dall'originale balletto di Léonide Massine del 1938 musicato da Jacques Offenbach, attingendo al registro delle operette. Gli allievi, in particolare Alessandro Paoloni e Letizia Masini, hanno saputo restituire un'interpretazione persuasiva con una netta predisposizione musicale, traendo ispirazione dal clima della Parigi tra la fine del Secondo Impero e l'inizio della Terza Repubblica in un sagace ritratto della società dell'epoca. La creazione ha come protagonista Bim, un giovane che, trasferitosi nella capitale francese per studiare l'arte del balletto, si imbatte in una severa e ferrea insegnante (interpretata da Vera Karpenko, docente della scuola scaligera), da cui scappa alla ricerca di una consolazione nel proprio mondo fantastico ed immaginario popolato da bizzarri personaggi, divenendo in seguito un eccellente danzatore. Squisita la caratterizzazione del personaggio di Offenbach ad opera del neo diplomato Pierpaolo Di Carlo. La coreografia con i suoi giri e i virtuosismi non ha permesso sconti a nessuno, un'ardua prova superata brillantemente dai giovani interpreti con un continuo cambio di stile che solo le grandi compagini possono eseguire nel pieno rispetto del genio bejartiano. La Scuola di ballo scaligera ha palesato la sua professionalità, dedita nel tramandare l'arte e l'insegnamento, supportata da guida sicura e capace nel far lavorare in team gli insegnanti, insostituibili "fari" per le promesse del futuro. Un programma che ha toccato il classico e il moderno a conferma della duttilità esecutiva, il pubblico è rimasto conquistato per la plasticità inneggiante ad un'espressività e ad un'energia che ciascun adolescente ha interiorizzato dal profondo dell'animo, manifestandole con fiera e tenace efficienza.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Giovedì, 14 Giugno 2018 13:41

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