giovedì, 08 dicembre, 2022
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IL TEST - regia Roberto Ciufoli

Roberto Ciufoli, Sarah Biacchi, Simone Colombari e Benedicta Boccoli in "Il test", regia Roberto Ciufoli. Foto Tommaso Le Pera Roberto Ciufoli, Sarah Biacchi, Simone Colombari e Benedicta Boccoli in "Il test", regia Roberto Ciufoli. Foto Tommaso Le Pera

di Jordi Vallejo
Regia: Roberto Ciufoli
Assistente alla regia: Rebecca Righetti
Traduzione del testo. Piero Pasqua
Scene: Andrea Ceriani
Costumi: Sandra Cardini
Assistente ai costumi: Thiago Marcondes
Disegno luci: Francesco Bàrbera
Foto: Tommaso Le Pera
Direttore Tecnico: Andrea Vannini
Grafica: David Qwisgaard
Distribuzione: Stefano Pironti e Lia Zinno.
Interpreti: Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Sarah Biacchi, Simone Colombari.
Produzione in collaborazione con PipamarLa Bilancia Soc. Coop collaborazione con Pipa e La Bilancia Produzioni.
Borgo Verezzi, Piazza S. Agostino, 13 e 14 luglio 2022

www.Sipario.it, 15 luglio 2022

In sostituzione di Riunione di famiglia di Amanda Sthers e Morgan Spillemaecker per l’adattamento e la regia di Pino Quartullo, annullata per problemi di salute di alcuni interpreti, è stato allestito un testo che ha alle spalle in Spagna moltissime repliche. Il suo persistente successo è confermato dal film che di recente è stato tratto dall’opera teatrale. Nel nostro paese il copione ha avuto una lunga e fortunata tournée iniziata nel 2019. La commedia proposta è Il test di Jordi Vallejo, sceneggiatore e autore spagnolo a cui è stato attribuito nel 2014 il Fray Luis de Leon proprio per questo componimento. Ad interpretarlo per la convincente regia di Roberto Ciufoli sono due attori, Ciufoli stesso e Sarah Biacchi, che il pubblico di Verezzi ha già applauditi nelle prime tre serate del Festival ne Il sequestro di Francisco Nortes. Assieme a loro si esibiscono con grande bravura nell’atto unico della durata di un’ora e mezza Benedicta Boccoli e Simone Colombari. La traduzione del testo e i costumi sono nell’ordine di Piero Pasqua e Sandra Cardini, due professionisti molto bravi, anche loro già impegnati nello spettacolo di qualche sera fa.
Sul palco il pubblico vede una borsetta con quadrati colorati, alcuni bicchieri e bottiglie di vino, un tavolo, quattro sgabelli, una poltroncina e sul fondale nero un grande specchio. Quest’ultimo elemento riflette e moltiplica gli effetti della tempesta nata nell’appartamento. La essenziale e sobria scenografia e il sapiente gioco di luci contribuiscono a mantenere viva l’attenzione dello spettatore, che ride e applaude a varie riprese con convinzione per le battute pungenti dei quattro personaggi e i loro dialoghi serrati e rapidi. La domanda iniziale che la platea ascolta è semplice; la risposta lo è molto meno. “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. E’ questo uno dei test che danno l’avvio a questa esilarante e graffiante commedia. Lo spettacolo ruota tutto attorno a quattro S: soldi, sentimenti, sesso, successo. Fin da subito nasce un crescendo comico e drammatico, che fa emergere il non detto, le speranze, le aspirazioni e le colpe dei quattro e ben amalgamati protagonisti. La trama può essere così riassunta: Ettore e Paola, interpretati ottimamente da Ciufoli e dalla Boccoli, una coppia con gravi problemi economici, devono affrontare la scelta proposta loro dall’amico Tony, reso con bravura da Simone Colombari, nell’attesa che li raggiunga a cena nel ruolo di Berta, la sua giovane fidanzata, una psicologa di successo, interpretata molto bene da Sarah Biacchi. Si tratta di una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o attendere molti anni per decuplicarla. Il dilemma che inizia in un clima di divertita amicizia come un semplice test di personalità, diventa sempre più causticamente feroce, mettendo progressivamente a nudo caratteri, pensieri e i segreti dei quattro inquietanti e contradditori commensali. I costumi contemporanei sono indicativi del loro stato sociale, emotivo e psicologico. Tony per l’ incapacità di rendere stabili le sue relazioni sentimentali si dedica agli affari con cinismo; l’eccentrica psicologa Berta, che nasconde molte fragilità, rappresenta lo sconvolgimento che sta per provocare negli altri; Ettore e Paola lasciano trasparire con amara ironia la loro presunta bontà d’animo. Fra pungenti battute di spirito e dialoghi paradossali, i personaggi prenderanno decisioni che nell’arco della cena cambieranno le loro esistenze.  In una densa nota di regia Ciufoli annota: “I test appassionano, la ricerca della giusta risposta per mostrare di essere intelligenti, acuti, pronti, à la page, ha mantenuto un fascino intramontabile. Le risposte a molte innocue considerazioni potrebbe denotare sagacia e cinismo oppure un’analisi pragmatica della realtà. Qualunque sia lo scopo di un test, il risultato finale sarà sempre una scoperta o la conferma di un comportamento che potenzialmente può sconvolgere chi viene “testato”.  È appunto il caso proposto in questo brillante e incalzante spettacolo che non ha mai momenti di flessione e di caduta. I protagonisti della commedia sono travolti dagli esiti di quello che a tutta prima pare solo un inoffensivo test comportamentale sintetizzabile nella frase “preferisci la voracità del morso qui e ora o la pazienza dell’attesa di un futuro piatto più sostanzioso? “.  Il pubblico si chiede quanto i nostri principi, doveri e ruoli influiscano ogni giorno sulle nostre decisioni. Attraverso le risate agro-dolci di questo copione, caratterizzato da grande ritmo e vivacità, la platea è indotta a riflettere su temi quali il capitalismo, l’etica, l‘orgoglio e lo scetticismo. Ad esempio: siamo predestinati o siamo artefici del nostro destino? Berta, che entra in scena a metà spettacolo, propone test che provocano il generale sconvolgimento, mettendo impietosamente in luce i loro veri caratteri, pensieri e segreti.
Graffiante e spassosa la commedia parla della stessa esistenza. L’espressività misurata degli interpreti, i loro precisi tempi comici e la precisione del linguaggio, intessuto di convenzionalismi e banalità, sono la critica spietata all’ipocrisia e al conformismo della piccola borghesia, di cui è stigmatizzata l’assoluta amoralità. In effetti l’indifferenza dei personaggi verso i valori borghesi viene evidenziata dal modo in cui li tengano non appena entrino in conflitto col loro tornaconto.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Domenica, 17 Luglio 2022 10:50

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