giovedì, 08 dicembre, 2022
Sei qui: Home / C / CROWD - ideazione, coreografia e scenografia Gisèle Vienne

CROWD - ideazione, coreografia e scenografia Gisèle Vienne

"Crowd", ideazione, coreografia e scenografia Gisèle Vienne "Crowd", ideazione, coreografia e scenografia Gisèle Vienne

ideazione, coreografia e scenografia Gisèle Vienne

con l’aiuto di Anja Röttgerkamp e Nuria Guiu Sagarra

luci Patrick Riou

drammaturgia Gisèle Vienne e Denis Cooper

selezioni musicali a cura di Underground Resistance, KTL, Vapour Space

DJ Rolando, Drexciya, The Martian, Choice, Jeff Mills, Peter Rehberg
Manuel Göttsching, Sun Electric e Global Communication

selezione della playlist a cura di Peter Rehberg

responsabile del sound diffusion Stephen O’Malley

performer Lucas Bassereau, Philip Berlin, Marine Chesnais, Sylvain Decloitre, Sophie Demeyer,
Vincent Dupuy, Rehin Hollant, Georges Labbat, Theo Livesey, Maya Masse, Katia Petrowick,
Linn Ragnarsson, Jonathan Schatz, Henrietta Wallberg in alternanza con Morgane Bonis e Tyra Wigg
Roma – Teatro Argentina 17 – 18 settembre 2022

www.Sipario.it, 19 settembre 2022

In breve, l’arte contemporanea si può così riassumere: un contenuto senza forma. Non a caso si è accostato l’attributo “concettuale” a questa forma di creazione. Proprio perché è l’idea, più che l’immagine, a dover prevalere.
Ma a voler approfondire, idea e immagine non possono separarsi in termini così netti. Proprio perché eidos sta per forma e aspetto. E quindi un contenuto, per essere offerto al pubblico e successivamente interpretato, mai può dissociarsi dall’espressione. L’uno e l’altra debbono procedere a braccetto, senza che vi sia prevalenza, ma in modo parallelo senza mai scomporsi.
Riflessioni che sorgono spontaneamente dopo aver assistito al balletto contemporaneo Crowd, in scena all’Argentina di Roma. Su un palco privo di scenografia, al calare delle luci in platea, ecco partire una musica a metà fra lo stile puramente ritmico e quello elettronico. Stesse cadenze, nessuna linea melodica. Semplice ripetizione di temi abbozzati e privi di sviluppo. Su queste note entrano, lentamente, dalla comune alla sinistra del pubblico, i vari ballerini uno alla volta. Guadagnato il centro del palco, iniziano a muoversi in maniera sincopata, disegnando coreografie sghembe, prive di una certa sinuosità, d’una qualche armonia e perché no? anche di una piacevolezza che fa bene al corpo e allo spirito di chi assiste.
Luci che sembrano psichedeliche, musiche che man mano che lo spettacolo procede tendono ad annullare consapevolezza nell’individuo, ballerini che a tratti inscenano anche rapporti omosessuali rappresentando solo l’aspetto carnale e bestiale d’un rapporto che, a prescindere dal lato erotico, dovrebbe comunque apparire dolce e discreto.
Gran finale: drogati, ebbri, vagamente aggressivi, i vari ballerini pian piano escono di scena, sempre con movenze sincopate. Tranne due ragazze che restano al centro del palco fintanto che le luci si spengono.
Da uno spettacolo così che se ne può trarre, concentrandosi solo sulla forma? Ascoltando di sfuggita alcuni spettatori mentre si guadagnava l’uscita dal teatro: “Hanno rappresentato un sabba”, “Forse è stata una rievocazione di fantasmi”, “Si è voluto inscenare il simbolo dell’uomo odierno: robotizzato e privo di personalità e d’un’anima”.
Effettivamente, quanto visto non respinge queste varie interpretazioni.
Leggendo le note dello spettacolo, ecco di cosa si trattava: “Crowd è la rappresentazione di un rituale: quello della festa, fatto sociale totale… La festa… è un rave party: attraverso posture, attitudini, gestualità, i corpi in movimento rievocano la memoria antica di fenomeni di trance, baccanali e tarantelle nel presente dell’azione”.
In che modo la forma ha veicolato questo contenuto? Semmai glielo si è attribuito. Ma questo rende il lato formale arbitrario se non ininfluente.
Da qui l’assenza di carica interpretativa in Crowd: perfetto sotto il profilo tecnico e coreografico, ma privo d’anima.
L’arte vera esprime anima. Per esprimere anima, forma e contenuto debbono sempre inverarsi l’una nell’altro.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Settembre 2022 09:05

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.