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LA CILIEGINA SULLA TORTA - regia Diego Ruiz

Edy Angelillo, Blas Roca Rey e Rey, Adelmo Fabo e Milena Miconi in una scena de “La ciliegina sulla torta”. Foto Luigi Cerati Edy Angelillo, Blas Roca Rey e Rey, Adelmo Fabo e Milena Miconi in una scena de “La ciliegina sulla torta”. Foto Luigi Cerati

di Diego Ruiz
Regia: Diego Ruiz
Aiuto regia: Manuela Perfetti
Interpreti: Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi e Adelmo Fabo
Scenografia: Mauro Paradiso
Costumi: Miriam Osman
Direttore di scena: Ludovico Nardocci
Audio: Calogero Puleo
Luci: Andrea Fratoni
Produttore esecutivo: Giuseppe Magagnini
Amministratore: Romolo Passini
Organizzazione: Ersilia Rocchi
Distributore: Mente comica. Per gli abiti di scena si ringrazia Baggiani Store
Foto: Alessandro Canestrelli
Coproduzione: Carpe diem produzioni sris e Bis Tremila srl
Borgio Verezzi, Piazza S. Agostino, 5-6 agosto 2022

www.Sipario.it, 7 agosto 2022

Diego Ruiz, classe 1971, attore e drammaturgo romano è tra l’altro è l’autore, assieme all’attrice Fiona Bettanini di Orgasmo e pregiudizio, un testo cult che dal 1999 fa ridere il pubblico della Repubblica Ceca e del Sudamerica. Altri suoi testi di successo sono Cuori scatenati e La stranissima coppia. La nuova commedia presentata in prima nazionale al Festival, scritta tre anni fa, è imperniata sulla famiglia, le sue dinamiche e le complesse fasi delle relazioni uomo-donna. Della durata di un’ora e cinquanta, compreso l’intervallo, la pièce offre uno sguardo esilarante, a tratti dolce-amaro, su temi nei quali il pubblico può riconoscersi facilmente in quanto i rapporti di coppia, le relazioni tra genitori e figli e gli inevitabili conflitti che si creano sono ben noti a tutti. Il modello di famiglia proposto in questo brillante e frizzante lavoro viene messo a dura prova da una serie di colpi di scena che rischiano nel finale di mettere in discussione tutto e tutti in pochissimo tempo.  La brava Edy Angelillo interpreta con grande energia la parte di Giulia, affermata avvocato divorzista. Blas Roca Rey, attore peruviano naturalizzato italiano, è il misurato Filippo, un marito che ha scelto di dedicarsi alla cura della casa e all’educazione del figlio, supplendo così alle assenze della moglie, donna in carriera rampante, solo all’apparenza moderna ed emancipata. Milena Miconi rende con felici accentuazioni macchiettistiche il ruolo esuberante di Cherry, una irresistibile italo-americana. Travestita da tardona, è in realtà un’impiegata di Giulia e madre di un ragazzo. Spumeggianti e travolgenti i due personaggi femminili sono cicloni di simpatia, che però rischiano di spazzare via la concezione tradizionale della famiglia. I tre attori si avvalgono di robuste esperienze teatrali, cinematografiche e televisive. Per contro il giovane Adelmo Fabo, al debutto a teatro, interpreta in maniera convincente il ruolo di Tommy, figlio unico della coppia, di ritorno dall’Università statunitense in cui studia per festeggiare il compleanno. Il ragazzo con le sue scelte affettive controcorrente, che verranno svelate solo nelle battute conclusive, crea uno sconquasso nella famiglia profondamente moralista. Il figlio che non aveva dato sinora problemi adesso sembra inopinatamente voler mettere alla prova le idee dei propri genitori presentando loro come fidanzata una donna non più giovanissima.  La ciliegina sulla torta  è uno spettacolo divertente e piccante, allegro ma mai spensierato, perché i quattro protagonisti sono colti sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Lo spettatore ride sugli innumerevoli imprevisti che accadono nel corso della pièce e riflette sulle sorprese che la vita può tenere in serbo per ognuno di noi. Pur avendo scelto di fare il casalingo Filippo coltiva in segreto l’attività di romanziere. La moglie alla fine, mostrando di essere meno cinica di quello che sembra, lo accompagna da un editore per fargli pubblicare il libro. La ciliegina sulla torta del titolo è Cherry, la presunta fidanzata che Tommy presenta ai genitori. Se in una situazione normale ogni ragazzo sa che la madre sarà per la fidanzata piena di sorrisi, magari non sinceri, ma gelosa, e il padre accondiscendente cosa succede se la persona in questione ha molti anni in più di quello che ci si aspetterebbe? In tutto lo spettacolo il pubblico ride di gusto per la rapidità delle battute. Alla fine la verità che emerge è per tutti spiazzante perché la realtà non è quella che appare, ma molto diversa. Come regista Ruiz guida con mano sicura i quattro scatenati interpreti che movimentano con gioia la scena. Il testo ha una struttura drammatica solida fondata su dialoghi precisi e briosi, battute fulminanti e ritmo incalzante. Valori aggiunti all’esito dello spettacolo sono dati dal taglio classico ed originale della prospettiva e dai colori delle scenografie firmate da Mauro Paradiso, dai costumi disegnati dalla brava costumista somala Miriam Ossman, e dalle musiche e dalle luci di Puleo e Fratoni. L’autore e regista afferma: “Mi piace raccontare un mondo reale, un universo tangibile: quello in cui lo spettatore ritrova se stesso”. Per questo evita di raccontare storie al limit, o personaggi paradossali e inverosimili. Quando ha un’idea per una commedia, parte proprio dai personaggi che la animano individuando subito la loro umanità, le loro debolezze, i loro conflitti e il percorso che devono fare per risolverli. Solo dopo inizia a pensare alle caratteristiche per colorarli, far scaturire le situazioni comiche e rendere i ruoli interessanti ed empatici. Ha la più grande soddisfazione quando riesce a far ridere per due ore il pubblico e lo fa uscire dal teatro con la sensazione di aver passato una serata spensierata: sapendo però che, quando tornano a casa, gli spettatori hanno visto uno spaccato di vita su cui ognuno di loro farà le proprie riflessioni personali. Ruiz ha steso il testo conoscendo bene gli attori che lo avrebbero interpretato. Non a caso per costruire i loro ruoli si ispira alle loro caratteristiche fisiche e attoriali, Drammaturgicamente i ruoli più brillanti sono quelli femminili, perché quelli maschili ispirano profonda tenerezza e una grande comprensione. 
 Prima dello spettacolo il Presidente della Confcommercio consegna a Maximilian Nisi il premio istituito lo scorso anno per dare alternativamente un riconoscimento alla spettatrice o spettatore e all’attrice o attore con maggior numero di partecipazioni al Festival. L’attore con undici presenze, dal Billy Budd del 1997 al Giuda del 2020, è stato infatti uno che ha calcato più volte il palco verezzino, insieme a Giuseppe Pambieri, con diciassette presenze, e a Paola Quattrini con tredici.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Domenica, 07 Agosto 2022 18:35

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