lunedì, 22 aprile, 2024
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LAGO DEI CIGNI (IL) – coreografia Rudolf Nureyev da Marius Petipa e Lev Ivanov.

Timofej Andrijashenko e il Corpo di Ballo  in "Il lago dei cigni", coreografia Rudolf Nureyev. Foto Brescia e Amisano, Teatro alla Scala Timofej Andrijashenko e il Corpo di Ballo in "Il lago dei cigni", coreografia Rudolf Nureyev. Foto Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

Balletto in quattro atti
Musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Coreografia di Rudolf Nureyev da Marius Petipa e Lev Ivanov. Regia di Rudolf Nureyev
Supervisione e ripresa coreografica di Manuel Legris in collaborazione con Laura Contardi, Massimo Murru, Lara Montanaro, Antonino Sutera
Coach per i ruoli principali: Isabelle Guérin
Scene di Ezio Frigerio. Costumi di Franca Squarciapino
Con: Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko, Martina Arduino, Claudio Coviello, Alice Mariani, Mattia Semperboni, Maria Celeste Losa, Navrin Turnbull, Jacopo Tissi, Olga Smirnova e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Manuel Legris
Produzione Teatro alla Scala
Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala. Direttore: Koen Kessels
MILANO, Teatro alla Scala, dal 15 al 27 settembre 2023

www.Sipario.it, 8 ottobre 2023

I cigni di Rudy alla Scala

È un successo da ricordare quello che la storica versione firmata da Rudolf Nureyev del Lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij ha collezionato nelle dieci recite sold-out programmate nel mese di settembre al Teatro alla Scala. Un ritorno graditissimo alla lettura del grande classico ottocentesco che il Tartaro volante, come si ricorderà, presentò per la prima volta a Milano nel mese di luglio del 1990 allorquando anch’egli si cimentò con uno dei suoi ultimi ruoli, quello del precettore Wolfgang e del mago Rothbart. Oggi si rispolvera, quindi, quella medesima versione che reca scene e costumi di Frigerio/Squarciapino in linea con le nuances psicologiche ravvisabili diffusamente nelle tinte drammaturgiche sottolineate ripetutamente dall’indimenticato Rudy.

Per questa attesissima serie di recite abbiamo seguito, come di consueto, il cast previsto per la première i cui ruoli principali erano affidati a Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. Ad una Odette solenne, tecnicamente nitida, segue l’interpretazione di un’Odile che con destrezza modula l’irrinunciabile delicatezza con la grande furberia richiesta dal personaggio, ottimi gli equilibri e la solidità esecutiva nelle insidie tecniche previste. Il suo Siegfried gestisce bene le sfide del densissimo vocabolario scelto da Nureyev quantunque sia da rilevare che le variazioni del secondo e terzo atto godano di una definizione e una precisione tecnica senza dubbio più apprezzabili rispetto ai segmenti del primo atto, di rilievo i suoi tour en l’air come pure i salti vigorosi della coda del terzo atto, da affinare alcune dinamiche e morbidezze nelle linee. Il loro è un incontro e un afflato d’amore che autenticamente sembra condividere i tratti della solitudine, della condivisione, della fuga dalla realtà e di quello sguardo verso un ideale che rimane irraggiungibile. Marco Agostino ha dato prova di conoscere con consapevolezza i molteplici rivoli drammaturgici di Wolfgang/Rothbart consegnando una variazione - la nota interpolazione del terzo atto - che gode di tempra e risolutezza.

I lineamenti di un ideale d’amore che rimane irraggiungibile li abbiamo ravvisati con incisività anche in un altro cambio di cast, quello previsto per due recite con gli artisti ospiti Jacopo Tissi e Olga Smirnova. Con Tissi, infatti, Siegfired palesa reiteratamente un anelito che appare costantemente lontano e pressoché inarrivabile, con lui tornano spesso alla mente le citazioni di quell’amore idealizzato che non di rado hanno segnato le dichiarazioni di Nureyev sul suo Lago. Ottime le prodezze tecniche che dispensa nelle variazioni con particolare riferimento alle arabesque e ai salti accolti con applausi a scena aperta. Con Smirnova scopriamo in questo grande classico del balletto la vivace natura del cigno che la storia della danza, a rigore, ha avuto il merito di scandagliare a piene mani nel corso del secolo scorso; la sua è una scelta interessantissima che il più attento ballettomane avrà colto in particolare nella fervida e scattante verve del suo bellissimo port de bras. Una lettura, questa, riproposta con coerenza anche per Odile consegnando un personaggio adorabilmente agguerrito e dalla tecnica smagliante. Anche in questa recita il precettore Wolfgang e il mago Rothbart rivivono risolutamente grazie a Gabriele Corrado. Da menzionare la lineare performance di Agnese Di Clemente, Benedetta Montefiore e Alessandro Paoloni nel passo a tre del primo atto come pure l’ensemble maschile che ricorderemo in particolare per la polonaise dei festeggiamenti iniziali. Superata a pieni voti anche la prova per il corpo di ballo femminile che in questa versione giova, com’è noto, di un quarto atto che è di prim’ordine per validità e solidità coreografica.

Oltre a dimostrare l’eccellente tenitura delle fertili e profonde articolazioni scaturite dal “lungo sogno del principe”, questo revival del Lago di Rudy amplia, inoltre, le occasioni di fruizione delle proposte coreutiche del teatro milanese: con la prova d’insieme dell’11 settembre e la diretta della rappresentazione conclusiva del 27 settembre la programmazione della piattaforma LaScalaTV ha offerto, così, un ulteriore  e irrinunciabile capitolo per gli appassionati di danza e balletto. 

Le rappresentazioni di questo fortunatissimo Lago dei cigni proseguiranno nel mese di ottobre al Teatro Lirico di Cagliari per sette recite, dal 3 all’8 ottobre.

Vito Lentini

Ultima modifica il Giovedì, 19 Ottobre 2023 08:45

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