lunedì, 22 aprile, 2024
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Appuntamento in Via Lattea – San Valentino a Città della Scienza. -di Francesca Myriam Chiatto

Aperitivo in lounge music (birra e assaggi di pizza croccante) di Diego Vitagliano
Performance musciale immersiva nel planetario con Tassisti Interstellari (Ruben Iardino e Antonio Maiuri)
Osservazione del cielo a cura di Passione Astronomia
Fondazione IDIS Città della Scienza in collaborazione con Passione astronomia e con il supporto di Euroavia
Città della Scienza, il 14 febbraio 2024 (speciale San Valentino) e il 15 marzo 2024

«I ragazzi che si amano si baciano in piedi / Contro le porte della notte / E i passanti che passano li segnano a dito / Ma i ragazzi che si amano / Non ci sono per nessuno / Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio / Suscitando la rabbia dei passanti» inizia così la bellissima poesia di Jacques Prevert, I ragazzi che si amano, pubblicata in una raccolta del 1951. Nonostante siano passati alcuni anni da questi versi, le parole che vi leggiamo ci fanno ancora pensare alle stesse emozioni, universali e al tempo stesso anche strettamente personali e diverse per ciascun essere umano, che l’amore, di qualsiasi tipo esso sia, provoca. Già, universali proprio come l’Universo, che con il suo fascino ancestrale e continuo, non smette mai di regalare spettacoli unici e, forse scontato, ma vero, sogni ad occhi aperti. Da sempre, infatti, l’amore, i sogni sono stati legati ai miti, alle stelle e spesso anche allo spazio: proprio come molte immagini ci suggeriscono, non è raro associare lo sguardo verso la  luna e i corpi celesti al simbolo dell’amore sospirato e desiderato (d’altra parte il desiderio, de–sidera è la distanza dalle stelle). Gli antichi saggi lo definiscono come l’unica vera forza dell’universo, miti dell’antichità classica come Orfeo ed Euridice sono basati sull’amore, Shakespeare con Romeo e Giulietta ci ha lasciato l’amore incondizionato, oltre ogni confine, che supera qualsiasi cosa per poi concludersi insieme, incapace di progredire per due in una sola persona, molti dei film attuali sono film romantici che ci hanno insegnato una concezione sorprendente e talvolta improbabile delle storie d’amore, a cui tuttavia qualche volta anche la vita reale si piega, perfino in fisica l’equazione di Dirac è stata definita (erroneamente, però, come dicono quelli bravi) l’equazione dell’amore, per Dante è l’amor che move il sole e l’altre stelle, l’Odissea è basata, in sostanza, sul doppio tema dell’amore e del viaggio. Eccoci allora entrare in argomento, proprio con il sole, le stelle, il viaggio e il sentimento d’eccellenza nella festa che celebriamo ogni anno come Festa degli Innamorati, il 14 febbraio, San Valentino. Il sentimento che tutti proviamo, diamo, ricambiamo, in forme diverse e di diversa intensità, l’amore è, in fondo, l’altra faccia del dolore: se amiamo non possiamo del tutto non soffrire, almeno una volta, almeno un po’, ma è anche il sentimento che nessuno sa davvero spiegare perché come si può spiegare l’amore? E sarebbe realmente bello, poi, saperlo spiegare? A dare parole, voce, a concretizzarlo in azioni ci hanno provato poeti, scrittori, sceneggiatori, ci provano tutti i giorni gli uomini e le donne che nella loro quotidianità cercano la concretezza dell’amore, prova tangibile di un sentimento fondamentalmente etereo e rarefatto. Ma avete mai provato a sperimentarlo, nella notte più romantica dell’anno, in un modo completamente nuovo? Tutti i possessori del biglietto per l’apertura eccezionale di Città della Scienza di sera, sì. E la curiosità ha evidentemente avuto la meglio, visto che l’evento è stato sold out. All’interno di un museo interattivo, degustando un aperitivo e viaggiando nello spazio per una vera e propria, romanticissima, passeggiata tra le stelle, in tre momenti unici, si è svolto Appuntamento in Via Lattea – speciale San Valentino. Accoglienza all’interno del museo Corporea per scoprire i segreti e le divertenti particolarità del corpo umano, sperimentandole in maniera libera e in prima persona, combinando l’esplorazione con l’accompagnamento di musica e aperitivo in collaborazione con Diego Vitagliano attraverso una selezione di birre e assaggi della sua pizza croccante; ingresso al planetario per un’esperienza di un’insolita particolarità, con sonorizzazione astronomica del duo Tassisti Interstellari (gli artisti Ruben Iardino e Antonio Maiuri) e viaggio tra le stelle in una serata romantica diversa dal solito, in cui si è potuto scoprire che l’Amore è il racconto di molte costellazioni e che anche le stelle hanno le loro “storie sentimentali”, convivendo in sistemi binari o multipli. Tra nebulose, pianeti e fenomeni particolari dell’Universo (grazie alle ultime immagini spettacolari del telescopio spaziale James Webb), s’intrecciano le leggende sulle costellazioni, le parole in poesia e la realtà dei fenomeni dell’Universo. Una su tutte?  La storia giapponese della principessa celeste Orihime che tesseva stoffe meravigliose e suo padre, il re dell’universo, era orgoglioso di lei. Un giorno, la principessa s’innamorò del pastore Hikoboshi e il padre le permise di sposarlo alla condizione che non avrebbe mai smesso di tessere. Orihime, però, non mantenne la promessa e così fu separata dal suo amore attraverso la Via Lattea (un fiume per gli orientali). Un gruppo di uccelli decise di stendere le proprie ali, una volta all’anno, per aiutarli a ritrovarsi, ma soltanto col bel tempo, a causa della piena del fiume in caso di pioggia che si mischia alle lacrime della ragazza. Ancora oggi quella notte, la settima del settimo mese del calendario lunare (Tanabata), viene detta Festa delle stelle o Festa delle stelle innamorate e i due amanti rappresentano le stelle Vega e Altair.                                                                                                                                                                     
Grazie alla collaborazione con Passione Astronomia, la divulgazione è diventata poi alla portata di tutti: all’esterno, sotto il cielo d’inverno, un’osservazione di fenomeni celesti attraverso i telescopi accompagnati dalle semplici spiegazioni scientifiche ha completato il girovagare iniziato con la forma più terrena di osservazione, il corpo e conclusosi con il naso all’insù, perché come direbbe ancora Dante: E quindi uscimmo a riveder le stelle.                                                                                                N.B. Se avete perso questa originale serata, non temete: il 15 marzo avrete occasione di prendere parte ad un altro speciale appuntamento stellare! 

Francesca Myriam Chiatto

Ultima modifica il Lunedì, 19 Febbraio 2024 04:54

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