martedì, 28 marzo, 2017
Sei qui: Home / Recensioni / Sipario Scuola GE-CREMA / IL TESTAMENTO DI MARIA

IL TESTAMENTO DI MARIA

IL TESTAMENTO DI MARIA
Micol Grasselli, 5 G Liceo Classico Racchetti/Da Vinci Crema

Giordana dirige la Cescon nei panni di Maria

Il Teatro San Domenico di Crema ha ospitato il 9 gennaio un grande regista della cinematografia italiana: Marco Tullio Giordana, che ha messo in scena uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Colm Tóibín: "The Testament of Mary".
La figura di Maria, impersonificata dall'attrice Michela Cescon, non è quella che abbiamo sempre conosciuto; sembra, o forse è, un'altra donna. Una donna di oggi.
Vengono ripercorsi i passi della vita di Gesù dal punto di vista della madre, un punto di vista inusuale e di grande effetto, enfatizzato dalla scelta della tecnica narrativa del monologo. La scena è spoglia, ornata da elementi essenziali: un tavolo, un semplice piano appoggiato su cavalletti e un paio di sedie. Nessun elemento realistico. Maria sembra parlarci da un luogo lontano, generato dalla sua memoria. Grande abilità tecnica nella scelta e nell'utilizzo di luci e ombre. L'assoluta protagonista è immedesimata perfettamente nel ruolo di madre; a cui ne conseguono dolori a preoccupazioni per il figlio amato. "Mio figlio", "egli","lui","il salvatore"; insomma il Cristo non verrà mai nominato con il suo vero nome. La scelta azzeccata del monologo ha reso per nulla stancante la visione di un'ora e mezza di spettacolo, intervallato da una pausa centrale. E' innegabile un certo scetticismo iniziale nello spettatore, scaturito dal pensiero di assistere all'ennesima rappresentazione "pesante", supposizione fortunatamente infondata; le parole scorrono come un fiume in piena nel silenzio grave e drammatico del suo percorso. Il merito va sicuramente alle grandi doti di Giordana circa l'elaborazione del testo e alle doti artistiche di una sensibilissima Cescon. Un modo originale, diverso dall'ordinario, dove si dà finalmente ampio spazio al ruolo e al pensiero femminile e materno. Una scelta coraggiosa ma altrettanto confortata dal successo dei testi di Tóibín. Riflessione finale: perché non provare a rappresentare la stessa storia, raccontata però dal punto di vista inusuale e inaspettato di Giuseppe?

Ultima modifica il Venerdì, 06 Maggio 2016 08:18
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

Twitter Feed

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via G. Rosales 3, 20124 Milano MI, Italy
  • +39 02 65 32 70

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.