giovedì, 21 settembre, 2017
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Memorabile DON CARLO a Vienna, con Placido Domingo al debutto come Rodrigo

Placido Domingo e Ferruccio Furlanetto in "Don Carlo", regia Daniele Abbado. Foto Wiener Staatsoper – Michael Pöhn Placido Domingo e Ferruccio Furlanetto in "Don Carlo", regia Daniele Abbado. Foto Wiener Staatsoper – Michael Pöhn

Memorabile DON CARLO a Vienna, con Placido Domingo al debutto come Rodrigo

La prima volta che ascoltai dirigere il M° Myung-Whun Chung fu a Parigi all'Opéra Bastille. Era il lontano 1990 e l'opera era Otello. Quell'Otello fu un'illuminazione: non nascondo che lasciò un segno indelebile nel mio bagaglio d'ascolto: mi schiuse il mondo della qualità dei grandi teatri esteri. Desdemona era Angela Gheorghiu, Otello avrebbe dovuto essere Placido Domingo. Però non fui fortunata: giusto quella sera indimenticabile fu sostituito e mi persi il mio protagonista tanto atteso.

Ma i casi della vita sono strani...Anzi, forse non sono strani: è la vita che è fatta proprio così. Era destino che io ascoltassi Placido Domingo diretto da Myung-Whun Chung... ma questa volta dopo ventisette anni, come baritono ed a Vienna.

Insomma: date a Chung l'orchestra impareggiabile del Wiener Staatsoper, oggi (come ieri quella di Bastille), fategli dirigere il Don Carlo in quattro atti, mia opera italiana preferita (in cinque atti è meglio), e mettete Placido Domingo nella parte di Rodrigo, al debutto nel ruolo e finalmente ecco insieme il grande interprete ed il grande direttore: edizione storica (e non solo per la sottoscritta). Oltretutto in una produzione che avevo già visto e recensito circa tre anni fa, in cui il Rodrigo ammirevole era stato George Petean. Un florilegio di grandi nomi.

L'orchestra viennese nelle mani di Chung, il 15 giugno 2017, sembrava raddoppiarsi. La potenza, il fulgore, la direzione perfetta nello stile, sontuosa e sonora, aggressiva e delicata, la padronanza dei tempi e delle dinamiche verdiani: un unico brivido.

Placido Domingo Rodrigo: il ruolo migliore finora ascoltato da quando l'interprete si è dedicato a virare verso la vocalità da baritono. La parte di Posa, con la tessitura che non insiste troppo sui gravi, lo spirito di amicizia virile del personaggio che dà agio alla recitazione, la capacità del grande Placido di proporsi ancora e ancora al proprio pubblico in delirio, dopo aver appena festeggiato solennemente i 50 anni sul palcoscenico del Wiener Staatsoper: è stato memorabile.

Ma è assolutamente da sottolineare la pregnanza di un altro grande, in questa edizione, anch'egli avanti nella carriera e secondo a nessuno: un sorprendente Ferruccio Furlanetto, Filippo II. Il Filippo più regale che io abbia mai visto in scena c'era ancora tutto. Elegantissima la figura, misurata la gestualità, la distinzione innata nel porgersi e soprattutto la voce sempre splendida. Mirabile. Il pubblico lo ha osannato.

Se basso mi dà basso, allora, il grande Inquisitore di Alexandru Moisiuc è stato all'altezza, ma non ha fatto faville intepretative. Il duetto con Filippo è stato perfetto tecnicamente, ma non ha emozionato come avrebbe dovuto.

Meritevole di essere citata per prima tra le interpreti, la magnifica Elena Zhidkova, vista e recensita in un Werther capolavoro con Roberto Alagna a Bilbao nel 2015. Quale Charlotte fu stupenda, quale Eboli, è stata anch'ella sorprendente: la bellezza della voce, il colore, l'agilità, la padronanza della parte hanno fatto di questa Eboli la vera protagonista femminile nel Don Carlo viennese. Un piacere rivederla e riascoltarla in tale veste tutta verdiana e con tali esiti sul palcoscenico del Wiener Staatsoper, dove il pubblico l'ha accolta come una regina.

E, a proposito di regina, ovviamente non si può che dire bene di Krassimira Stoyanova, recente Aida vista e recensita al Metropolitan Opera di New York, la quale ha una voce d'acciaio, ma un'espressività "teutonica", che poco si adatta al personaggio di Elisabetta di Valois. Il ruolo è stato da lei affrontato con un piglio quasi guerresco, un'alterigia regale che la sovrana francese possedeva certamente, ma che andava mescolata a quel pizzico di dolcezza e di nobile rassegnazione che fanno il fascino complessivo di questo personaggio verdiano. Brava la Stoyanova, indubbiamente, ma se avesse sfumato maggiormente i filati e sfaccettato il carattere, sarebbe stata perfetta. Lode, comunque, ad una gran voce, molto apprezzata dal pubblico.

Last but not least il protagonista Don Carlo, il volenteroso Ramón Vargas, il quale ha fatto di questo ruolo, che vocalmente gli calza a pennello, un must del proprio repertorio, affiancato scenicamente di volta in volta, anche a Vienna, da una gamma di Posa che farebbe invidia qualsiasi star della Lirica e che, di volta in volta, hanno influenzato la sua resa espressiva. Alchimie...Profonda intesa nei duetti, in questa occasione, con Placido Domingo.

Bravi tutti, insomma: i deputati fiamminghi, tutti gli altri interpreti ed il Coro del Wiener Staatsoper diretto da Thomas Lang, in una produzione, come prima accennato, collaudata da tempo a Vienna, ma sempre interessante nella propria schematica semplicità, per la regia di Daniele Abbado.

L'insieme dello spettacolo si è dimostrato ancora più pregevole grazie alla scenografia semovente e volutamente lapidea e incombente di Graziano Gregori coadiuvato da Angelo Linzalata. Scene di taglio geometrico e di abile incastro e gioco d'ombre e proiezioni, esaltate dalle luci radenti di Alessandro Carletti, che hanno reso alla perfezione l'atmosfera oscura e tagliente del periodo storico in questione, integrate da luminosità ceree e spettacolari fuochi di rogo nell'Autodafé.

Meno gradevoli i costumi di Carla Teti, sia pure volenterosamente di goyana, inquisitoria memoria spagnola, ma che rendevano uno sfasamento temporale di un paio di secoli che non giovava né agli interpreti, né alla sostanza dell'azione scenica, la quale è decisamente storica.

Finale in tripudio, con oltre venti minuti di applausi, che si commentano da soli, visto anche che al pubblico era stato concesso un solo intervallo per quattro atti di spettacolo.

Natalia Di Bartolo

Ultima modifica il Sabato, 24 Giugno 2017 06:02

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