domenica, 05 febbraio, 2023
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Facciamo memoria degli stermini
redatto da Angileri Brigit, Marino Sofia
Classe IV^ BS
IPC "Giovanni XXIII°_COSENTINO " Marsala
Docente referente: Angileri F.Maria

Durante la II guerra mondiale come è noto, morirono più di 5.860.000 persone, la maggior parte erano ebrei, ma venivano uccisi anche zingari, serbi, omosessuali, testimoni di Geova, vagabondi e venditori ambulanti e, chiunque si fosse opposto al nazismo.

Erano costretti a lasciare le loro case e venivano deportati nei campi di concentramento, che poi si rivelavano campi di morte.
Venivano trasportati con dei treni merci e una volta arrivati al campo subivano una selezione: un triangolo rosso segnalava i prigionieri politici; uno nero gli asociali, vagabondi e i malati di mente; uno viola identificava i testimoni di Geova; una rosa gli omosessuali e infine due triangoli sovrapposti detti " Stella di David" indicavano gli ebrei.
Chiunque avesse aiutato un deportato era punito con la pena di morte. All'interno dei Lager venivano spogliati dei loro ultimi beni. Ad essi veniva confiscato denaro, rasavano i capelli, toglievano le scarpe e facevano indossare una tuta codificata, perché non venivano più chiamati con i propri nomi ma con un numero, lo stesso cibo era razionato.
Uno dei più grandi campi di sterminio fu Auschwitz, situata nel sud della Polonia. All'interno c'erano forni crematori e camere a gas. I deportati erano costretti ai lavori forzati e stremati venivano sepolti con la testa al di fuori così potevano vedere i loro vicini morire; le donne erano sfruttate per il lavoro e per la prostituzione. Gli anziani morivano sotto gli sforzi che il loro corpo non poteva più sostenere e tra le vittime c'erano anche i bambini. La giornata della memoria ci fa ricordare il GENOCIDIO e la violenza subita, ma soprattutto, ci fa riflettere sul fatto che l'uomo sia stato capace di progettare con tanta freddezza e brutalità lo sterminio di un popolo. Tuttavia fa più male sapere che pensare che a distanza di quasi 85 anni l'uomo è ancora capace di uccidere il proprio simile, come testimoniano le stragi del nostro tempo, rivendicate dall'ISIS. Eppure c'è chi, come i negazionisti, ha il coraggio di non ammettere questi tragici eventi storici seppure documentati, come accade per lo sterminio degli Armeni e dei Curdi.
La guerra e gli stermini non possono avere mai una giustificazione in quanto strumenti di morte, distruzione e barbarie perpetrate a danno ora di un popolo, per l'affermazione di una razza superiore, creando lutto, dolore e sofferenza atroci, generando una spirale di violenza che elimina ogni forma di dialogo e cooperazione che è quello che dovrebbe prevalere per la costruzione di una pace solida e duratura per l'umanità che ne risulta il vero perdente.

Ultima modifica il Venerdì, 17 Febbraio 2017 22:13
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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