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AMLETO - regia Michele Sinisi

Amleto Amleto regia Michele Sinisi

di William Shakespeare
adattamento: Michele Sinisi, Michele Santeramo
regia: Michele Sinisi
con Michele Sinisi
costumi: Luigi Spezzatatene
Milano, Teatro Verdi, fino al 6 aprile 2007

Corriere della Sera, 4 aprile 2007

Con Sinisi, Amleto diventa clown metafisico

Solo, circondato da bianche sedie pieghevoli sui cui schienali sono scritti i nomi di Polonio, re Claudio, Ofelia, Laerte e la regina Gertrude, Amleto in un nero costume elisabettiano, il volto coperto di biacca e le labbra rosse, si aggira cercando i fantasmi del suo immaginario che lo costringono nella prigione di se stesso. L' attonito Amleto è il protagonista del monologo, tratto dalla tragedia di Shakespeare, scritto e interpretato da Michele Sinisi (nella foto di Michela Calderone) per la Compagnia «teatro minimo». È un uomo, un pò clown metafisico, un pò tragico pagliaccio, lambito dalla follia, se non perso, che cerca ossessivamente un dialogo impossibile che ogni volta si trasforma in un soliloquio. È anche un uomo che beckettianamente si racconta una storia per darsi l' impressione d' esistere e per andare avanti, per farsi compagnia. Parla, o fa parlare i personaggi della tragedia, li chiama, li evoca, li tormenta tormentato, ossessionato dalla sua storia, dalla sua malinconia, dalla sua impossibilità d' uscire da un cerchio di fantasmi che lo opprimono ma che sono il suo unico mondo possibile. Con pochi gesti, con toni spesso sussurrati, rotti qua e la da ordini urlati, Michele Sinisi è bravo nel far vivere questo suo personaggio sprofondato nella solitudine, intento a comporre il mosaico della storia di Amleto: «Una furtiva lacrima» dall' Elisir d' amore di Gaetano Donizetti accompagna Ofelia e il suo «morire d' amore», una bottiglia mezza vuota per fare rivivere lo spirito del padre, dei fiorellini di plastica e le sedie pieghevoli che si richiudono a segnare, una per una, le molte morti di questa tragedia, un movimento della mano per sottolineare la fatica del ricordo reiterato nell' ossessività della follia. Questo povero Amleto, tragico quanto patetico, costretto nelle sue vesti d' epoca, sembra ricreare all' infinito le esistenze degli altri per potere trovare certezza nella sua, ma il senso della vita continuerà a sfuggirgli, a lui come a tutti gli uomini. AMLETO, di e con Michele Sinisi, Teatro Verdi fino al 6 aprile

Magda Poli

 

Ultima modifica il Martedì, 23 Luglio 2013 06:49

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