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28 MOTIVI PER INNAMORARSI - regia Fabrizio Coniglio

Pino Quartullo e Roberta Giarrusso in “28 motivi per innamorarsi “ in prima nazionale al 57.o festival di Borgio Verezzi. Foto Luigi Cerati Pino Quartullo e Roberta Giarrusso in “28 motivi per innamorarsi “ in prima nazionale al 57.o festival di Borgio Verezzi. Foto Luigi Cerati

di Jennifer Lane
Traduzione: Enrico Luttmann
Adattamento: Fabrizio Coniglio
Regia: Fabrizio Coniglio
Interpreti: Pino Quartullo e Roberta Giarrusso
Aiuto regia: Giorgio Melone
Luci: Raffaele Fracchiolla
Scene e costumi: Fabrizio Coniglio
Produzione: La città degli artisti
Borgio Verezzi, piazza S. Agostino, 22 luglio 2023

www.Sipario.it, 24 luglio 2023

Un’altra «prima nazionale» a Verezzi, sempre all’insegna del filo conduttore di questa 57a edizione: ‘la coppia’, e questa volta incontriamo un uomo e una donna che si ritrovano in casa di lui e, dopo una crisi coniugale, sono ad un passo dal divorzio. Dopo alcuni mesi di separazione hanno deciso di tentare un test pubblicato sul New York Times, secondo il quale due persone devono rispondere a 28 domande per verificare se hanno qualche chance di diventare una coppia. Nel caso di Andrea e Ginevra (questi i nomi dei protagonisti bene interpretati da Pino Quartullo e Roberta Giarrusso), si cerca di ricostruire un rapporto lacerato ed interrotto a causa della morte del figlioletto Jacopo nel corso di un incidente stradale. La pièce ruota intorno a questi due poli che, di volta in volta, attraggono e respingono Ginevra, combattuta tra desiderio di tornare con il marito e la decisione di chiudere un rapporto che per lei è fonte di insopportabile dolore. Dall’altra parte, Andrea non ha mai dismesso la speranza di tornare insieme alla moglie (è lui a proporle il test), e tenterà con ogni mezzo di dissuadere la moglie dall’idea del divorzio. Non sono tanto le 28 domande il filo conduttore della commedia, bensì il confrontarsi di due paure: per Andrea il timore insostenibile di perdere la persona che lui ha eletto a compagna e sostegno della sua vita; per Ginevra la presenza di Andrea le ricorda una famiglia che è andata in pezzi, un figlio che ha perduto e che rivede negli occhi del marito, e confrontarsi con tutto ciò la terrorizzata. Per lei il divorzio parrebbe quindi rappresentare una possibilità di chiudere con un passato di madre che ella vive con profondo senso di colpa e come un vuoto interiore che ne divora il presente. Il compito di Andrea è pertanto difficilissimo perché dovrà aiutare Ginevra ad uscire dal blocco temporale che ha interrotto il fluire della sua vita, ma, alla fine, grazie alla sua capacità di gettare un ponte tra il passato e il futuro, avrà la meglio sull’atteggiamento nichilistico della moglie, avviata, quasi a volersi autoinfliggere una punizione, verso un’esistenza malinconica ed anonima. 

Il mutamento di Ginevra lo notiamo nei cambi di abito: inizialmente ella si presenta con un abito rigido ed austero, ma, nel corso della commedia, passerà ad indossare una più comoda tuta da ginnastica, uguale a quella di Andrea. Quest’ultimo la porterà, poco a poco, dalla sua parte, prima riavvicinandola sul piano sessuale (i due finiranno a letto insieme) poi inducendo una inappetente Ginevra a mangiare una pizza. Solo alla fine Andrea, con un discorso teso e pieno di affetto, farà comprendere a Ginevra che in una coppia non esiste solo il passato, ma anche il futuro, e la loro storia può ancora avere un senso. Il regista, intervistato poco prima del debutto, afferma che questa coppia è, a suo modo, eroica, specie nella contingenza contemporanea in cui i rapporti durano l’espace d’un matin, Ginevra ed Andrea, nella loro caparbia volontà di ritrovare il capo del filo interrotto, sono figure esemplari e straordinarie. 

I due attori offrono una recitazione misurata, credibile. Quartullo evidenzia il dolore della possibile perdita della moglie in modo più rattenuto, con sospiri, atti di cortesia e accondiscendendo alle richieste di Ginevra. Roberta Giarrusso si presenta invece apparentemente più aggressiva, ma è una donna disorientata, l’attrice rende bene tale incertezza emotiva grazie a gesti nervosi, improvvisi scatti d’ira ma anche momenti di irrefrenabile affetto. Dietro tutto ciò si intravvede la sapiente regia di Fabrizio Coniglio che ha adattato il testo in modo efficace ed intelligente, come suggestiva e originale è la scenografia costituita da un tavolo due sedie e numerosi scatoloni che contengono abiti, libri, biancheria, poesie...: la vita di Andrea momentaneamente ‘sospesa’ nelle scatole di cartone; come afferma Fabrizio Coniglio ciò «rappresenta una condizione di precarietà», una vita ‘in attesa’ che attende di poter nuovamente tornare a fluire. Al termine calorosi applausi hanno sottolineato una  prova molto convincente. 

Mauro Canova

Ultima modifica il Venerdì, 28 Luglio 2023 23:00

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