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CHICAGO BOYS - regia Renato Sarti

Chiacago boys Chiacago boys Regia Renato Sarti

di Renato Sarti
Regia di Renato Sarti
Con Renato Sarti, Elena Novoselova
Scene e costumi Carlo Sala
Video realizzati in collaborazione con Fabio Bettonica e N.A.B.A. - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano
Assistenti Marco Di Stefano, Riccardo Pippa, Assistente di produzione Benedetta Monzeglio, Tecnica Maurilio Boni, Mirco Segatto
Produzione Teatro della Cooperativa
con il sostegno di Regione Lombardia - Progetto Next
in collaborazione con La Corte Ospitale
Teatro Ringhiera, Milano dal 7 al 10 febbraio 2013

www.Sipario.it, 18 febbraio 2013

Renato Sarti, magistrale in questa interpretazione, tale da farne un caposcuola del teatro di ricerca italiano fondato sulla parola e con la sua morte scenica, così plateale e allo stesso tempo, così disgustosa ed irriverente, come le morti che portava in scena Gustavo Modena, ci serve su un piatto d'avanzi l'orrido passato della politica del nostro tempo.
Amen. E' un funerale quello a cui si assiste in questo spettacolo andato in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e ripreso nel corso di questa stagione. Il funerale del liberismo economico in politica, come in amore. Un amore che è solo: sesso, droga , potere e cocaina che fa rima corraborata dall'alcool con l'acquolina che fa sbavare un vecchio tirannosauro della politica immerso nel fango della sua urina e del suo sterco abbracciato ad una donna in un perverso e schifoso amplesso che lo porterà ad affogare nella sua melma ucciso in una vasca da bagno divenuta, per lui, sempre più stretta. Una bara che non può non riportare alla memoria un'altra celebre vasca, quella insanguinata di Danton. E' la celebrazione di un epoca decadente, quella a cui assiste nello spettacolo di Sarti: la nostra. E' il funerale, infatti, di una classe morta, forse la stessa di Kantor, affogata in quei saldi principi svenduti al costo delle pari opportunità in politica, così come in amore; in famiglia e per strada sulle rive di un contratto sociale che rivendica un equo compenso e sancisce la morte di un'utopia. Forse, la stessa di quel contratto sociale che vede la Francia di Rousseau insanguinata dalle lame della rivoluzione e che porta ad un bagno di sangue Danton nel suo privé. E' così che il pubblico diviene affare privato consumato in piazza e incendiato in mille comizi. Solidarismo ed Associazione: la rivoluzione dei costumi e quella sociale svenduta a caro prezzo in ragione dell'egoismo e dell'avidità di cui si nutre l'essere umano. Ed è così che ancora una volta l'insolenza di Sarti cola giù dal palco dalle sue vene fino al centro delle nostre ossa per investirci alla fine in una catarsi che ci permette di guardare sgomenti ma allo stesso tempo, sereni, verso il futuro uniti stretti stretti in sala in un applauso liberatorio.

Cinzia Viscomi

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2013 09:20

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