domenica, 21 aprile, 2019
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MAI MORTI - regia Renato Sarti

Bebo Storti in "Mai Morti", regia Renato Sarti Bebo Storti in "Mai Morti", regia Renato Sarti

testo e regia di Renato Sarti
con Bebo Storti
luci Nando Frigerio
produzione Teatro dell'Elfo in collaborazione con il Teatro della Cooperativa
Teatro dell'Elfo, Milano, dal 24 gennaio al 10 febbraio 2019

www.Sipario.it, 7 febbraio 2019

Bebo Storti nei panni di un soldato della Decima Mas

Bebo Storti risuscita il ventennio fascista interpretando un soldato appartenente a Mai Morti, nome di uno dei più sanguinari battaglioni della Decima Mas. Il racconto al pubblico è intimistico quasi sottovoce, come è intimo l'abbigliamento del personaggio, vestito con le mutande, la maglia della "salute" e con un paio di occhiali da sole che oscurano gli occhi, foro dell'anima, quasi a nascondere un certo pudore per gli eventi narrati. Sì, perché quello a cui assistiamo nel corso dello spettacolo è una presentazione schematica della spietatezza disumana che ha travolto le vittime, i nemici del regime che fu. È una presentazione progressiva e incalzante dei particolari più segreti delle torture messe in atto da chi è appartenuto a quel battaglione. È in questa presentazione che emerge chiaramente, grazie alla bravura di Bebo Storti, la volontà distruttiva e malvagia di alcuni, contrapposta alla riduzione di altri a "cose". Lo stato d'animo di chi racconta e di chi è stato coinvolto in quelle nefandezze assume i connotati di un dialogo "meccanico" con se stesso, freddo, distaccato, attraverso tonalità emotive che vanno da un inizio indolente, giustificato dal risveglio del protagonista nascosto sotto le lenzuola di un letto, fino al recupero di frammenti biografici restituitici con maggior forza e tensione nella descrizione delle torture. I simboli fascisti accompagnano la narrazione in una sorta di progressiva auto vestizione del personaggio che terminerà lo spettacolo, tra il pubblico, vestito con l'uniforme della Decima Mas; per mostrarci, ora, l'assenza di un suo pentimento, la sua orgogliosa appartenenza a certe visioni politiche in cui si colgono i semi di un possibile ritorno al passato, metafore di un passato che non è mai morto.

Andrea Pietrantoni

Ultima modifica il Domenica, 10 Febbraio 2019 17:18

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