giovedì, 21 settembre, 2017
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SOFT VIRTUOSITY, STILL HUMID, ON THE EDGE - coreografia Marie Chouinard

"Soft virtuosity, still humid, on the edge ", coreografia, video, scene e costumi Marie Chouinard "Soft virtuosity, still humid, on the edge ", coreografia, video, scene e costumi Marie Chouinard

Coreografia, video, scene e costumi Marie Chouinard
Musica Louis Dufort
Luci Marie Chouinard Robin Kittel-Ouimet
Produzione Compagnie Marie Chouinard
Coproduzione Colours-International Dance Festival (Stuttgart, Germany)
In collaborazione con ImPulsTanz International Dance Festival (Vienna, Austria)
Alla Biennale Danza 2017, Venezia, Teatro alle Tese, il 27 giugno 2017

www.Sipario.it, 13 luglio 2017

Il virtuosismo soffice e zoppicante di Marie Chouinard

Disegnano traiettorie orizzontali, con entrate e uscite continue, avanzamenti in diagonale e frontali, con movimenti storpiati, posture zoppicanti. In Soft virtuosity, still humid, on the edge di Marie Chouinard - creazione del 2015, presentata alla Biennale Danza di Venezia, da quest'anno diretta dalla coreografa e danzatrice canadese -, i danzatori ricalcano portamenti sghembi, da handicap, ma senza volerne fare una imitazione pedestre o una caricatura, né un tema sociale sulla disabilità. C'è semplicemente della bellezza intrinseca in quelle disarticolazioni libere, apparentemente spontanee, irregolari, che mutano in posizioni erette e sempre più veloci nel deambulare da un lato all'altro del palcoscenico, che è anche il mondo, utilizzando punte e mezze punte. Al centro della scena due interpreti abbracciati roteano dentro una pedana circolare illuminata da un fascio di luce. Nella regolarità del ruotare i loro movimenti si trasformano e le espressioni assumono smorfie e bocche spalancate, mentre intorno continua il vagare dei performer che compariranno alzando la maglietta nera sul volto, poi staccandosi per degli assoli, e per delle grida solitarie. Si raggruppano, si trascinano a terra, sinuosi o come insetti, affannati, mentre il flusso continuo, che dalla lentezza sfocia in frenesia, e viceversa, conferisce a quei corpi - soprattutto delle longilinee ballerine -, dalle braccia e gambe estese, dai volti fortemente espressivi, una musicalità che si aggiunge alla partitura sonora in atto, mentre subentrano anche delle luci stroboscopiche. Ad accentuare l'espressività mutevole dei volti, le forme dei gesti, i dettagli plastici del corpo, le combinazioni scultoree, subentrano le immagini video che li riprendono dal vivo riproducendo, con lievi slittamenti temporali rispetto al movimento in scena, soprattutto primi piani, in una lenta carrellata slow motion che ricorda moltissimo i pittorici tableaux vivants video di Bill Viola. Sono ghigni, borbottii, sguardi ebeti, di stupore, di estasi, di rabbia, di disagio, di smarrimento, grida mute. Scorre tutta la gamma dei sentimenti in quei volti che culminano in carezze fraterne mentre s'ode un soave rumore d'acqua e cinguettii d'uccelli. Il lavoro di Chouinard coi danzatori è quello di attingere dall'interno, dal profondo, dal cuore, per far risalire le emozioni fin sulla gola, sui muscoli del viso e degli occhi, fino a riflettersi sulla fisionomia degli interpreti e a trasformarla. Sul volto si concentra la storia di ciascuno, anche su quel modo di camminare curvo, sbilenco, sul quale si innestano improvvise varianti: un assolo di matrice classica, uno di mambo, e l'assolo di una donna rivestita di un bianco velo trasparente increspato. Una figura di ghiaccio, sensuale, che chiude l'esplosività della Chouinard.

Giuseppe Distefano

Ultima modifica il Venerdì, 14 Luglio 2017 06:30

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