mercoledì, 21 novembre, 2018
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Far bene al teatro col teatro - L'esperienza di 'Residenze creative' a Piacenza. -di Nicola Arrigoni

Moma Physical Theatre con "MEDEA: a Work in Progress" Moma Physical Theatre con "MEDEA: a Work in Progress"

Far bene al teatro col teatro
L'esperienza di 'Residenze creative' a Piacenza
di Nicola Arrigoni

Piace l'idea di raccontare una piccola, ma preziosa esperienza di solidarietà teatrale, di corresponsabilità fra artisti, organizzatori e pubblico. Piace l'idea di ipotizzare un teatro che non sia solo 'consumo' culturale, convocazione artistica, ma possa diventare incontro di sensibilità.
Accade a Piacenza nell'ambito de L'altra scena. Festival di teatro contemporaneo, diretto da Jacopo Maj. Il cartellone che apre la stagione teatrale della città emiliana propone da otto anni spettacoli della giovane scena italiana, un modo per promuovere un focus sulla contemporaneità a cui il pubblico risponde con curiosità e interesse. L'iniziativa – organizzata dal Teatro GiocoVita – coinvolge anche alcune classi delle superiori della città chiamate – nel laboratorio Sguardi critici – a recensire gli spettacoli del festival. Ad ogni appuntamento fa seguito l'incontro con gli artisti. Tutto questo vuole significare lo sforzo di andare oltre l'effimero di una serata passata a teatro ed ha l'ambizione di frequentare la possibilità di abitare la comunicazione teatrale come strumento di pensiero, in grado di interrogare chi lo fa e chi vi assiste e promuovere un dialogo emotivo e reale.
In questo contesto che accompagna e forma, da quest'anno il direttore artistico si è inventato la sezione Residenze creative che ha coinvolto tre realtà artistiche diverse per estetiche e linguaggi. Moma Physical Theatre con MEDEA: a Work in Progress, ZadanceWorks di Andrea Zardi con Nostoi. View Room e l'Associazione Culturale Corpoceleste _C.C.00# con Chiara Bersani che mercoledì prossimo chiuderà il trittico con Gentle Unicorn. Ciò che è interessante è la formula di queste 'Residenze Creative' come spiega il suo ideatore: «Tutto è nato da un'idea semplice, forse banale – spiega Maj -. Rifacendoci al concetto di residenza teatrale abbiamo pensato di concedere il Teatro Gioia come spazio di lavoro a giovani compagnie, chiedendo loro di creare e di dare vita qui a Piacenza a un loro lavoro. Le residenze si sono svolte nel corso dei mesi estivi e ora gli esiti di quella permanenza in città e al teatro Gioia trovano una loro restituzione in un momento pubblico all'interno del festival L'altra scena. L'impegno del Teatro GiocoVita è stato quello di offrire lo spazio gratuitamente e quello delle compagnie di dare vita a una loro creazione».

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E' un'idea semplice, ma proprio nella sua semplicità ricca di implicazioni e che vuole far sì che il teatro nella sua complessità organizzativa e artistica trovi modi flessibili e morbidi per sostenersi dall'interno. Insomma l'intuizione è quella di far bene al teatro col teatro. Non si tratta solo di uno slogan, ma di una mentalità d'azione, come afferma Jacopo Maj: «Le residenze teatrali sono altra cosa e normata, le nostre residenze creative sono un modo per costruire insieme, per vivere il contatto diretto, informale fra chi crea e chi organizza e promuove teatro – spiega Jacopo Maj -. Per questo, anche l'individuazione delle compagnie che possono usufruire di questa che io considero un'opportunità nasce dal basso, dalla volontà di costruire insieme occasioni di spettacolo. Mi piacerebbe che se in questa edizione zero di Residenze creative ho attinto alle mie conoscenze e relazioni, dall'anno prossimo fossero le compagnie a testimoniare il loro interesse, aderendo a questa opportunità di avere una sede di lavoro creativo, per quanto momentanea, dove sviluppare una idea produttiva e poi, nell'ambito del festival, da presentare alla città». In momenti di crisi, di tagli del Fus e di una situazione di stasi, il teatro migliore sa tirar fuori quello che sta nel suo dna, ovvero fare comunità, costruire relazioni e in base a questo piacere dello stare insieme, pur in ruoli e con competenze differenti, pensare una azione condivisa di creazione e pensiero da far radicare nella città, far germogliare con gioia davanti ad un pubblico che va a teatro non per ansia di consumo o prestazione, ma perché nel teatro individua un altro modo di essere, oppure semplicemente un'autenticità che nel quotidiano a volto non si coglie più. Si crede che anche questo siano Residenze creative: l'opportunità di stare per proiettarsi in quei mondi di poesia e azione che è il teatro che nasce in un luogo e lo fa con la generosità con cui sboccia una pianta. In questo senso il luogo deputato di questa utopia del fare teatro che si fa realtà non poteva che essere una sala che si rifà a quell'emozione di stupore e pienezza che porta con sé la Gioia, affidata alle sapienti alchimie organizzative di Teatro GiocoVita, diretto da Diego Maj.

Ultima modifica il Lunedì, 15 Ottobre 2018 07:23

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