venerdì, 09 dicembre, 2022
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Un giacimento contro la crisi post-industriale.
L'oro turistico della provincia di Ragusa

redatto da Samuele Cannizzaro
IV-t1 dell'I.T.S. Archimede di Modica
Docente referente: Dario Prestana

L'economia della provincia di Ragusa è quella più ricca della Sicilia.

Basti pensare che essa è paragonata ai livelli di molte altre del nord Italia. La terra iblea è un area fiorente, ricca e sviluppata! Questo è quanto viene riportato dai canali internet sul nostro territorio, utilizzando qualsiasi motore di ricerca. Tuttavia, negli ultimi anni la situazione sembra aver influenzato il quadro generale.
Da qualche anno infatti, la situazione in Italia non è delle migliori, forse per un governo che non è riuscito ad amministrare o forse per qualche motivazione che magari ci sfugge. Il fatto è che molte aziende soprattutto nel settore industriale sono in totale crisi, costretti a licenziare molti padri e/o madri di famiglia, costringendoli a sbarcare il lunario altrove in cerca di migliori fortune. Il settore industriale in provincia di Ragusa vede molte piccole e medie imprese sul lastrico senza nessun aiuto da parte di uno Stato sordo e incapace di fornire soluzioni, obbligate a chiudere per mancanza di aiuti, o ancora peggio, costretti a fare i conti con le imposte eccessive da versare nelle casse dello Stato.
Un settore importante nell'economia del territorio ibleo potrebbe essere quello agricolo, che tenta di farsi largo pur tra mille difficoltà, considerando che la quest'area della Sicilia risulta ai primi posti in Italia per produzione lorda vendibile con il 47% della produzione ortofrutticola e floricola sotto serra; o anche quello zootecnico, importante per la produzione lattiero-casearia. Ma la crisi ha colpito durante anche il settore agricolo.
La risposta per riassorbile la disoccupazione, e rivitalizzare tutto il comparto agricolo, considerando che la terra iblea è una vera e propria miniera d'oro per le ricchezze in essa presenti, potrebbe essere il turismo.
Ogni paese nel mondo ha una fonte di ricchezza; tutto sta nel saperla valorizzare al meglio, come ai tempi della rivoluzione industriale, quando l'Inghilterra abbondava di materie come ferro e carbone, e, quindi, ne fu avvantaggiata proprio durante quel periodo storico.
La Sicilia, come tutta l'Italia, esplode di ricchezze turistiche ancora oggi non valorizzate del tutto, grazie a delle politiche cieche o sbagliate.
La provincia di Ragusa ha i più belli centri storici della Sicilia, basti pensare al "Val di Noto", e alle Città Patrimonio dell'Unesco, al barocco di Ibla e Scicli.
Modica col suo centro storico ampio è conosciuta come la città delle cento chiese o la "Venezia del sud", con l'importante parco archeologico "Cava d'Ispica" e tanti straordinari monumenti.
Il tutto risulta condito dai suoi prodotti d'eccellenza enogastronomica, come il cioccolato di Modica, il miele di Ragusa, l'olio d'oliva di Chiaramonte, solo per citarne alcune.
Che tutto questo non sia solo frutto di provinciale campanilismo, ma sia un valore culturale di altissimo profilo è stato dimostrato dalla meraviglia di quei turisti che sono arrivati qua, attirati in questo angolo d'Italia, dalle straordinarie immagini della serie Tv "Il Commissario Montalbano", per non dimenticare i tanti capolavori del cinema italiano che spesso negli ultimi 50 anni ha trovato nei nostri luogi scenografie e ambientazioni di assoluta bellezza ed inimitabilità.
Basterebbe, dunque, coniugare turismo ed agricoltura per valorizzare, finalmente, questa straordinaria miniera d'oro, con un sviluppo progressivo che sarebbe certamente redditizio ed eco-sostenibile, se adeguatamente progettato e realizzato.
Come è fuori discussione che, in questa prospettiva, occorre difendere e potenziare non solo tutta la rete stradale interna, ma anche le altre infrastrutture dei trasposti, tanto strategiche per il turismo, come l'aeroporto di Comiso, il porto turistico di Marina di Ragusa e lo scalo crocieristico del porto di Pozzallo.
Sono, queste, porte fondamentali, per suscitare nel viaggiatore lo stesso pensiero di chi tanto tempo fa lo ha preceduto: "Oh, dolcissima, come il miele Ibleo!" (William Shakespeare - ENRICO IV).

Ultima modifica il Lunedì, 25 Gennaio 2016 23:20
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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