lunedì, 28 novembre, 2022
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TERRORISMO : un morbo per le società civili
redatto da Di Chirco Marika
Classe 1 Bt Istituto Tecnico Statale "G. Garibaldi" - Marsala
Docente referente: prof.ssa Teresa Titone

La notte del 13 novembre 2015 non riusciremo mai a cancellarla dalla nostra memoria.

Oggi tutti siamo tristi ed il motivo di questa terribile mestizia è il terrorismo. Esso infatti non dà pace al popolo europeo e turba la vita del nostro Continente.
Mi chiedo come possiamo combattere questo devastante morbo? Come possiamo sentirci protetti nelle nostre società che sebbene imperfette, riescono a far convivere etnie, culture e religioni diverse?
I terroristi fondamentalisti hanno portato la guerra in una delle città simbolo della nostra civiltà. L'Isis non è solo un'organizzazione fanatica e crudele tra la Siria e l'Iraq, è nelle nostre strade, nei nostri teatri, davanti allo stadio, nei ristoranti e nei luoghi del divertimento serale, è tra di noi. Terrorizza i cittadini europei per costringerli a non uscire più di casa, a sentirsi impotenti, a chiudersi in un sentimento di paura.
La Francia, per l'impegno militare in Siria, è diventata uno degli obiettivi principali. Ma le rivendicazioni e le minacce dell'Isis hanno detto chiaramente che nel mirino ci sono anche Roma e Londra.
Dopo la strage di Parigi, l'allarme attentati arriva anche in Italia. Ma in Italia non abbiamo le banlieue francesi né assistiamo a una radicalizzazione delle seconde generazioni, realtà per noi recente. Da noi le organizzazioni jihadiste già esistono, ma solo in forma embrionale, mentre in Belgio (dove risiedevano alcuni degli attentatori di Parigi, ndr) ci sono associazioni forti che fanno proselitismo nella lingua del Paese che le ospita. Non a caso il Belgio è il paese con il più alto numero di foreign fighter conosciuti "pro capite", 600 su circa 600 mila musulmani.
Le comunità islamiche e i musulmani d'Italia sono scesi in piazza. Una manifestazione nazionale a Roma contro il terrorismo, per rispondere alla strage di Parigi e gridare insieme "Not in my name". Tenutasi in piazza Santi Apostoli.
E la Coreis (Comunità religiosa islamica) ha lanciato un appello
"Noi musulmani - si legge nella nota - condanniamo con forza la recente strage di Parigi, esprimendo il più profondo sentimento di vicinanza al popolo francese e a tutti i familiari delle vittime così barbaramente uccise.

Intendiamo perciò lanciare un appello che sappia indicare una solida svolta nei rapporti con la società civile e lo Stato italiano di cui siamo e ci riteniamo parte integrante. Invitiamo quindi tutte le musulmane e i musulmani ad una mobilitazione che, isolando ogni pur minima forma di radicalismo, protegga in particolare le giovani generazioni dalle conseguenze di una predicazione di odio e violenza in nome della religione". "Questo cancro - proseguono - offende e tradisce il messaggio autentico dell'Islam, una fede che viviamo e interpretiamo quale via di dialogo e convivenza pacifica, insieme a tutti i nostri concittadini senza alcuna distinzione di credo; questa pericolosa deriva violenta rappresenta oggi il pericolo più feroce per il comune futuro nella nostra società". Un messaggio che tende alla predicazione di principi di fraterno amore fra popoli diversi.

Ultima modifica il Sabato, 09 Gennaio 2016 10:15
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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