domenica, 14 aprile, 2024
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Il Bullismo: una piaga dei nostri giorni
redatto da Emanuele Crimi e Giorgio Lungaro
Classe III C SIA
ITET "G. GARIBALDI" MARSALA
Docente referente del Progetto: Maria Rita Bellafiore

Oggigiorno è facile sentire e utilizzare la parola "bullismo", soprattutto nelle scuole e nei centri di ritrovo riservati ai giovani.

Il bullismo è sicuramente una forma di violenza, fisica o psicologica, principalmente attuata da ragazzi, che si sentono forti, contro dei compagni o coetanei deboli o incapaci di difendersi. Il bullo è colui che assume un comportamento aggressivo e prepotente, ma ci sono anche i "complici", cioè coloro che ridono dell'azione del bullo e lo sostengono.
Il bullismo, oltre che fisico, può essere verbale, cioè il bullo prende in giro la vittima e, a volte, la offende pesantemente, oppure può agire a livello psicologico, nel senso che si esclude la vittima dal gruppo e si dicono falsità per denigrarla; e, da quando il fenomeno di internet si è globalizzato nel mondo, è nata una nuova forma di bullismo: il cyber-bullismo, cioè il bullo, che, con messaggi, fotografie o filmati, diffama e minaccia la vittima.
Il bullismo avviene di solito tra i ragazzi dell'età tra i 14 e i 17 anni, ma, da un po' di tempo, si è diffuso anche tra i ragazzi più piccoli, come è successo in una scuola di Torino nei mesi scorsi. Dei bulli prendevano in giro un ragazzino di 11 anni; rapidamente la situazione è degenerata e le derisioni sono diventate botte e insulti, fino a che il bambino ha avuto una crisi improvvisa ed è stato ricoverato in ospedale. Dopo un mese di cure farmacologiche e psicologiche, i medici hanno ritenuto il bambino disabile ed hanno detto alla madre che gli effetti del trauma potrebbero con il tempo svanire o segnare il suo futuro. Dopo mesi, il procuratore dei minori Anna Maria Baldelli ha deciso di non procedere perché le prove non erano sufficienti e perché i bulli erano minori di 14 anni. Il bambino, che ha ritrovato un po' di coraggio, è tornato nella sua vecchia classe. I bulli se ne sono andati, ma la madre e la famiglia aspettano ancora una risposta dalle istituzioni.
Oggi, sembra strano, ma il bullismo è diffuso soprattutto tra le ragazze. Il bullismo femminile è un tipo di bullismo psicologico, che incide sul mondo interiore, quindi, non procura ferite fisiche come calci e pugni, ma ferite psicologiche. Le ragazze ricorrono ai pettegolezzi, attuano emarginazioni, umiliazioni con sguardi maligni e, infine, cattiverie di ogni genere.
Le vittime soffrono di ansia, diventano depresse e perdono l'autostima. Queste conseguenze, talvolta, diventano letali e drammatiche tanto che possono portare al suicidio.
Degli studi affermano che il bullismo femminile è più persistente di quello maschile ed, inoltre, mira a far male non fisicamente, ma all'emarginazione sociale.
Le vittime di bullismo dovrebbero riferire i fatti ai genitori o ai docenti, senza aver paura di essere giudicate deboli o come esseri inferiori.
Esistono dei centri di recupero che aiutano le vittime a reagire, quando si sentono impotenti, e aiutano a superare i traumi causati da questo fenomeno sociale diffuso in tutto il mondo.

Ultima modifica il Martedì, 03 Gennaio 2017 21:35
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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