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VANGELO SECONDO PILATO (IL) - regia Glauco Mauri

Il Vangelo secondo Pilato Il Vangelo secondo Pilato regia Glauco Mauri

di Eric-Emmanuel Schmitt
adattamento: Glauco Mauri
traduzione: Stefania Micheli
con Glauco Mauri, Roberto Sturno, Marco Blanchi
scene: Mauro Carosi, costumi: Odette Nicoletti
musiche: Germano Mazzocchetti
regia: Glauco Mauri
Roma, Teatro Valle, dal 25 novembre al 14 dicembre 2008

Il Messaggero, 29 novembre 2008
Gesù Cristo dubita e il governatore indaga

Le produzioni di Glauco Mauri e Roberto Sturno, indipendentemente dal testo, dal luogo e dal momento, hanno una caratteristica di fondo: nulla lasciano al caso, considerano importante ogni tessera del mosaico-spettacolo. Accade anche per Il Vangelo secondo Pilato, la cui anteprima nazionale s'è vista a fine estate a Todi, in occasione del festival diretto da Maurizio Costanzo. Si tratta di un lavoro di Eric-Emmanuel Schmitt, autore sofisticato e raziocinante, non privo di emozione e non indigesto, che Mauri e Sturno hanno già rappresentato con Variazioni Enigmatiche.
Il Vangelo è una specie di partita doppia. Nella prima parte Mauri si consacra al racconto di un Cristo dubbioso delle proprie identità, quella umana e quella divina. E lo fa da par suo, usando il dominio di voce e gesto maturato in anni e anni di palcoscenico e con la sacralità che i testi classici, dai tragici greci a Shakespeare, gli hanno consegnato.
Nella seconda tranche la palla passa a un Ponzio Pilato, anche qui, come in molte altre occasioni, chiamato a essere detective del giallo legato a Gesù di Nazareth e alla sua resurrezione. Sturno interpreta il governatore di Roma con il fascino di un Montalbano di tanto tempo fa, tormentato da un caso così importante da sembrare irrisolvibile.
Assistiamo, alla fine dei conti, a due assolo, che però si corrispondono nei contenuti e nell'attitudine: Cristo, nell'orto degli ulivi, trova una drammaticità palpabile che lo proietta in uno spazio oggettivo senza togliergli umanità; Pilato coinvolge lo spettatore, con il suo accanimento "amoroso", in un'avventura terrena ma, nella sua difficoltà, quasi divina. In tempi di risparmio, tagli, paure e prospettive incerte, questa coppia di interpreti fa appello alla professione dell'attore nel segno della pura parola e la trasforma in teatro da vivere. Al Valle fino al 14 dicembre. Adattamento di Mauri, traduzione di Stefania Micheli, scene di Mauro Carosi e costumi di Odette Nicoletti.

Rita Sala

Ultima modifica il Domenica, 11 Agosto 2013 15:07

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