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TRISTESSES - regia Anne-Cécile Vandalem

"Tristesses", ideazione, drammaturgia e regia Anne-Cécile Vandalem "Tristesses", ideazione, drammaturgia e regia Anne-Cécile Vandalem

con Vincent Cahay, Anne-Pascale Clairembourg, Epona e Séléné Guillaume,
Pierre Kissling, Vincent Lécuyer, Bernard Marbaix, Catherine Mestoussis,
Jean-Benoit Ugeux, Anne-Cécile Vandalem, Françoise Vanhecke;
ideazione, drammaturgia e regia Anne-Cécile Vandalem;
musiche composte ed eseguite da Vincent Cahay, Pierre Kissling;
scenografie Ruimtevaarders; creazione sonora Jean-Pierre Urbano;
disegno luci Enrico Bagnoli; video Federico d'Ambrosio e Arié van Egmond;
disegno costumi Laurence Hermant; trucco Sophie Carlier;
assistente alla regia Sarah Seignobosc; direttore di scena Damien Arrii;
produzione Das Fräulein (Kompanie);
coproduzione Théâtre de Liège, Le Volcan – Scène Nationale du Havre, Théâtre National – Bruxelles, Théâtre de Namur, centre dramatique, Le Manège.Mons, Bonlieu Scène Nationale Annecy, Maison de la Culture d'Amiens – Centre européen de création et de production, Les théâtres de Marseille – Aix en Provence; coproduzione all'interno del progetto Prospero Théâtre National de Bretagne, Théâtre de Liège, Schaubühne am Lehniner Platz, Göteborgs Stadsteatern, Théâtre National de Croatie / World Theatre Festival Zagreb, Festival d'Athènes et d'Epidaure, Emilia Romagna Teatro Fondazione con l'aiuto de la Fédération Wallonie-Bruxelles / Service Théâtre, Wallonie-Bruxelles International e con il sostegno di ESACT, l'Ecole Supérieure d'Acteurs / LA HALTE, Liège,
visto il 13 ottobre 2016, Teatro Pavarotti, Modena, Vie Festival 2016

www.Sipario.it, 23 ottobre 2016

Tristesses è il nome dell'isola in cui si svolge il racconto di Anne-Cécile Vandalem, ma è anche la condizione degli abitanti di quel fazzoletto di terra che ci accomuna tutti. In Tristesses il racconto ha lo stesso peso specifico della modalità con cui la regista belga Vandalem sceglie di offrire uno spaccato della vita di quell'isoletta, sconvolta dalla morte di Ida, anziana signora che si è impiccata con la bandiera danese e madre della candidata di spicco del partito di estrema destra, in corsa per essere eletta primo ministro. La scena si compone di una serie di casette coloratissime. Lo spettatore può assistere a ciò che vi accade, attraverso un video e le riprese che vengono effettuate all'interno delle singole abitazioni. Si assiste così ad una sorta di film in presa diretta. Gli interni filmici trovano una loro contestualizzazione nell'azione teatrale non mediata che – nel massacro finale – è destinata a intrecciarsi, se non sovrapporsi con il testo filmico La morte della donna e l'arrivo dell'aspirante premier sollevano questioni non risolte come la bancarotta della società del padre della leader di estrema destra dopo la vendita dei mattatoi su cui si reggeva l'economia dell'isola, vendita necessaria a sostenere il partito. Chi è rimasto sull'isola è una sorta di sopravvissuto, i legami parentali e affettivi fra i vari personaggi sono condizionati da questo rimosso e al tempo stesso si reggono sull'ostinazione di rimanere in quell'isola, condividono uno stato pervasivo di tristezza. Testimoni muti e rivoluzionari di questa condizione di stallo, questa incapacità o impossibilità di agire e risollevarsi sono i figli adolescenti degli isolani e in particolare Ellen e Mellen. Mezze verità, sospetti, la convinzione che i morti parlino la notte e si aggirino per l'isola, la strana abitudine di andare a sparare per sfogarsi, versamenti da fare al partito, la volontà del leader nazionalista di fare dell'isola una sorta di set per film di propaganda: sono questi alcuni tasselli di una storia che vive di intimità spiate e di confronti feroci sulla 'piazza', all'aperto. La straziante musica eseguita dal vivo, le atmosfere gelide e terse fanno di Tristesses, non solo una vicenda che si chiude con un massacro dal gusto shakespeariano, ma costruiscono una riflessione feroce sul senso di tristezza dei nostri giorni, sulla violenza che cova sotto la cenere del nostro presente. Intorno al cadavere di Ida, al suo suicidio, alla possibilità o meno di cremarla in uno dei mattatoi, intorno alla morte della donna si gioca l'intera vicenda e lo svelamento degli intrighi e inganni che nell'isola hanno avuto luogo, trasformando quella comunità in una sorta di cavia per la scalata al potere della destra populista. Tutto ciò è reso da Anne-Cécile Vandalem e dai suoi attori con intensa credibilità e con un gioco di spiazzamento fra cinema e teatro condotto con maestria e grande coerenza stilistica. Tristesses è un lavoro che alla fine germoglia pian piano nella mente dello spettatore, ha la forza di far esplodere la vicenda narrata nella sensazione pervasiva e annichilente di un senso di tristezza che alla fine soggioga e monopolizza ogni aspetto del vivere quotidiano, proprio come accade agli otto abitanti della piccola isola danese.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Lunedì, 24 Ottobre 2016 09:17

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