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SPAM - regia Rafael Spregelburd

Spam Spam Regia Rafael Spregelburd

un progetto di Lorenzo Gleijeses e Rafael Spregelburd
testo e regia Rafael Spregelburd
con Lorenzo Gleijeses e Alessandro Olla
musiche originali eseguite dal vivo e video project Alessandro Olla
movimenti coregrafici Marco Mazzoni
spazio scenico Roberto Crea
light designer Gigi Ascione
coproduzione Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Stabile di Calabria, TiConZero
in collaborazione con Ambasciata Argentina in Italia
Napoli Teatro Festival, 7-8 giugno 2013

www.Sipario.it, 12 giugno 2013

Rafael Spregelburd, drammaturgo argentino di Buenos Aires, adesso 43enne, era apparso al Napoli Teatro Festival del 2010 con una scoppiettante teatrotelenovela in 20 puntate, 30 ore di spettacolo, 33 attori scelti dopo oltre 160 provini, titolata Bizarra, messa in scena da Manuela Cherubini al Teatro Sannazzaro, in cui si raccontava una storia d'amore ricca di colpi di scena sullo sfondo d'un Paese sconvolto da scioperi e rivolte popolari. Fu un successo e Spregelburd ricevette quell'anno il Premio Ubu per il "Nuovo testo straniero" ex-aequo con Immanuel Kant di Thomas Bernhard. In questa 6ª edizione del Festival 2013, Spregelburd s'è presentato al Teatro Nuovo nella doppia veste di autore e regista di Spam, una sprechoper (opera parlata) interpretata da Lorenzo Gleijses in compagnia del musicista Alessandro Olla che eseguiva dal vivo delle composizioni di musica elettronica, in collaborazione con l'argentino Zypce, utlizzando strumenti non convenzionali, rumori di macchine industriali, video documentari e paesaggi sonori con diversi gradi di virtualità. Il nome Spam, com'è noto ormai a tutti gli utilizzatori di computer, indica una posta elettronica infetta, subito da eliminare per non danneggiare il proprio apparecchio. Anche il protagonista dello spettacolo, un Gleijeses grintoso nei panni d'un professore universitario con benda sulla fronte con evidenti segni d'amnesia, ha ricevuto una e-mail spam. Ma invece di eliminarla risponde a questa missiva, scivolando in un complicatissimo intrigo internazionale che coinvolge istituti bancari, conti su Pay Pal e uno zio assassino a Kuala Lumpur. Il poverino cerca di trovare la propria identità andando a spulciare nel suo PC la posta inviata, trovandosi tra i piedi una sfilza di bambole cinesi e uno smoking di James Bond che non indosserà. Lo spettacolo si compone di 31 piccole scene, quanti i bussolotti estratti da una teca trasparente, sorteggiati da Gleijeses in ordine casuale, raffigurati poi su uno schermo come i giorni d'un calendario. Una sorta di puzzle di 31 tesserine per ri-scoprire la propria identità, che si rivelerà essere poi quella del professore Mario Monti e in cui possono rinvenirsi tracce colte di Benjamin, Freud, Lacan, e altri. C'è troppa carne al fuoco, da mandare in tilt lo spettatore che ha difficoltà a seguire le tante location e le tante storie incentrate su Lo straniero di Camus, gli esquimesi Inuit, i personaggi dipinti da Caravaggio nella Decollazione di San Giovanni Battista visibile nella cattedrale di Malta, immagine ripresa poi in chiave pop nelle medesime posizioni da figuranti cinesi all'interno d'un drugstore, la Medusa dello stesso Caravaggio che apre e chiude i suoi tremendi occhi, il cazziatone del comandante della capitaneria dell'isola di Giglio a Schettino per il naufragio della Costa Concordia, la fidanzata Cassandra che si sente e si vede virtualmente su uno schermo. Certamente uno spettacolo non facile da seguire, lungo più di due ore senza intervallo, con molti spettatori in fuga prima della fine e in cui bisognava sacrificare qualcosa, tagliare alcune scene che si ripetevano, tali da rendere gradevole un lavoro indubbiamente innovativo, ma strutturato in modo labirintico e alla fine stancante.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Settembre 2013 07:00

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