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SUPPLICI - regia Serena Sinigaglia

“Supplici”, regia Serena Sinigaglia. Foto Brambilla Serrani “Supplici”, regia Serena Sinigaglia. Foto Brambilla Serrani

di Euripide
traduzione Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
drammaturgia Gabriele Scotti
regia Serena Sinigaglia
con Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
cori Francesca Della Monica
scene Maria Spazzi
costumi e attrezzeria Katarina Vukcevic
luci Alessandro Verazzi
assistente alla regia Virginia Zini
assistente alle luci Giuliano Almerighi
musiche e sound design Lorenzo Crippa
movimenti scenici e training fisico Alessio Maria Romano
assistente al training Simone Tudda
Produzione Nidodiragno/CMC – A.T.I.R – Fondazione Teatro Due Parma
con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
in collaborazione con Cinema Teatro Agorà e Cernusco sul Naviglio
spettacolo vincitore del Premi Hystrio 
Teatro Astra, Torino 19 > 21 aprile 2024

www.Sipario.it, 22 aprile 2024

Sette attrici sulla scena che si compone e scompone, che le veste, che ruota intorno ai significati e alle parole, che simboleggia. Sette attrici portatrici di chiari e di scuri, di ombre e di luci che le avvolgono, le mettono a fuoco, ne sottolineano le parole. Così, la regista Serena Sinigaglia rappresenta Supplici, tragedia di Euripide – nella traduzione di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi, drammaturgia di Gabriele Scotti – al Teatro Astra di Torino. Lo spettacolo, vincitore del Premio Hystrio Twister 2023, è una riflessione sulla guerra (drammaticamente attuale) e sulla violenza: quando un uomo combatte un altro uomo, al solo scopo di prevalere e senza badare al dispendio di vite di cui è causa, non ci può essere un vero vincitore; e allora tutte le mamme sono uguali, tutti i morti andrebbero rispettati.

Nella tragedia Le Supplici (Euripide), un gruppo di donne di Argo, madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe, si riunisce presso l’altare della dea Demetra per supplicare gli ateniesi di aiutarle a dare degna sepoltura ai figli (i tebani negano la restituzione dei cadaveri); il re ateniese Teseo, grazie all’intercessione della madre Etra, decide di aiutarle.

Lo spettacolo di Sinigaglia getta una luce contemporanea sulla ben nota trama: la storia delle Supplici è universale, dunque senza tempo né luogo, ma questa messinscena (a partire dalla riscrittura di Scotti, che “accoglie” brani di altri autori tra cui Emil Cioran, Nicolò Machiavelli e Platone) accresce l’impatto della narrazione attraverso la fisicità delle interpreti, che si muovono come in una danza luttuosa, intonano cori di preghiera e di dolore. Accompagnando gli spettatori in un viaggio, in un’esperienza quasi mistica sul valore della vita. Le attrici Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan, Debora Zuin sono un vero incanto: respirano all’unisono, ma si scambiano anche i ruoli interagendo, dando forma (letteralmente, sulla propria pelle) alla scena e incarnando i personaggi.   

In questa monumentale tragedia – di morti e di sepolture agognate, di guerra, di uccisioni e di suicidi, di minacce e sopraffazioni – trionfa alla fine un messaggio di concordia (se non altro, auspicata): la dea Atena fa impegnare con un giuramento solenne Teseo e Adrasto (rispettivamente sovrani di Atene e Argo) a un’eterna alleanza. E sono, in particolare, le parole di Adrasto al centro della riflessione da custodire ed elaborare: il re sconfitto dichiara l’importanza e la necessità di imparare a perdere; l’assunzione di responsabilità della disfatta. 

È molto bello che il pubblico dello spettacolo distingua e noti i diversi contributi artistici: Lorenzo Crippa per le musiche, Alessandro Verazzi per le luci, Francesca Della Monica per i cori e l’elaborazione dei canti, Alessio Romano per i movimenti coreografici. 

Giovanni Luca Montanino

Ultima modifica il Lunedì, 22 Aprile 2024 22:32

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