sabato, 01 ottobre, 2022
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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE - regia Giorgio Sangati

"Sogno di una notte di mezza estate",  regia Giorgio Sangati. Foto Serena Pea "Sogno di una notte di mezza estate", regia Giorgio Sangati. Foto Serena Pea

di William Shakespeare
versione italiana Giorgio Sangati
con Elena Arvigo, Luciano Roman, Valerio Mazzucato
e i giovani attori del Tetro Stabile del Veneto, Maria Anolfo, Giulia Briata, Riccardo Bucci, Elena Ferri, Riccardo Gamba, Gaia Magni, Marco Sartorello, Massimo Scola, Martina Testa, Paolo Tosin
scene Alberto Nonnato
costumi Eleonora Rossi
sound design e musiche Giovanni Frison
cura del movimento Marco Angelilli
luci Paolo Pollo Rodighiero
regia Giorgio Sangati
produzione Teatro Stabile del Veneto
Padova, teatro Verdi, 16 marzo 2022

www.Sipario.it, 18 marzo 2022

Scrivere del “Sogno” shakespeariano è un dovere e un piacere, se non altro ogni volta per quel suo linguaggio poetico che arriva da lontano e porta la magia onirica e l’incrocio di determinazioni e divertenti, passionevoli storie, tre per l’esattezza. In questo allestimento moderno curato dal regista Giorgio Sangati con molto ritmo ed eleganza, e prodotto dal Teatro Stabile del Veneto che mette sul campo alcuni suoi attori della Compagnia Giovani affiancati a tre veterani, ci si immerge nella favola più completa che esista con abbandono, voglia di lascarsi incantare. Il sogno contiene altri sogni, illustri predatori della mente, viaggi nell’immaginario che Shakespeare con la sua maestria, il suo genio, ha ben saputo costruire. Commedia per certi versi irta di decifrazioni, alla quale meglio non concedere attimi di deconcentrazione è al tempo stesso una centrifuga di emozioni e indicazioni sul vivere, sul sogno perenne e in costruzione perpetua. Siamo ad Atene e le storie che si fondono riguardano Teseo e Ippolita, pronti al matrimonio, ostruito dal padre di Ermia, Egeo, che riferendosi alla legge statale indica alla figlia il giusto accasamento con Demetrio. Ma quest’ultimo è rincorso sentimentalmente da Elena pur non sopportandola. Ermia invece a sua volta è attratta da Lisandro, con la promessa di una fuga nel bosco. Questo non è che l’inizio, che si dipana in situazioni fantastiche e che coinvolgono una compagnia teatrale in prova di spettacolo (per le nozze di Teseo), spiriti vari, folletti, filtri d’incantesimo, intrighi fiabeschi, sogni nei sogni, sempre che sogno sia. Ne esce una notte folle e piena di avvenimenti che coinvolgono tutto e tutti, anche l’uno a insaputo dell’altro, con una certa orchestrazione che dirige il sogno, che possa essere tale con tutti i suoi riti. Il meccanismo teatrale scritto da Shakespeare con grande efficacia si presta a interpretazioni di diversa natura, ma ciò che rimane, alla fine è proprio quel sogno che può confondersi con la realtà, che grazie al teatro come forma narrativa e al suo ruolo si inerpica fatalmente per rupi emozionanti, di sicuro impatto. Belli i costumi, meno la scena che richiama una fabbrica, che dà antitesi al resto. Lo spettacolo di Sangati mostra una regia scrupolosa e variopinta, come si addice al testo, che il regista prepara con una certa classe e la direzione degli attori sicura, estrosa, ossessivamente ritmante che dà un tocco in più rispetto ad altre versioni viste. Elena Arvigo fa Ippolita e Titania, con la consueta, grande dote che le appartiene, che è quella di sensibile interprete che anche nelle sfumature dei personaggi raccoglie sentimenti a iosa, scavando a fondo con la sua bravura. Luciano Roman nei panni di Teseo e Oberon li disegna con un modo nobile, nell’eldorado infinito e ricco di tutto, asciutto e impenetrabile, mentre Valerio Mazzuccato , Nick Bottom, è archetipo preparato di clownerie e raccoglie benevolenza, stralunato, divertente. La Compagnia Giovani dello Stabile del Veneto ha qui modo di poter offrire talenti e prove interpretative importanti, dove tutti partecipano con euforia, impegno. C’è chi il suo meglio lo tira fuori, come Elena Ferri nel suo Fiordipisello, Gaia Magni, che con Elena si dimena e brama, il Puck – punk di Massimo Scola, viso e corpo di gomma di fruttuosità. Ma è una festa per tutti, e le feste a teatro sono sempre ben accette, con successo di pubblico.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Domenica, 20 Marzo 2022 17:52

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