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SUORE NELLA TEMPESTA - regia Alessandro Fullin

"Suore nella tempesta", regia Alessandro Fullin "Suore nella tempesta", regia Alessandro Fullin

regia Alessandro Fullin
scritto e diretto da: Alessandro Fullin
con: Alessandro Fullin, Tiziana Catalano, Sonia Belforte,
Sergio Cavallaro, Diego Casale, Simone Faraon, Paolo Mazzini
Coreografie: Sergio Cavallaro
Costumi: Monica Cafiero
Scenografia: Compagnia NuoveForme, Giorgio Tedesco
Audio/Video: Davide Faraon
Musiche: AA.VV. Produzione: Musa srl-Compagnia NuoveForme
Milano, Teatro Martinitt dal 21 febbraio al 10 marzo 2019

www.Sipario.it, 1 marzo 2019

Nella stagione teatrale milanese del Martinitt, la presenza di Alessandro Fullin, è diventata una gradita certezza basata sulla pungente ironia dell'autore piemontese, attore brillante e sagace, sicuramente da anni uno tra i più innovativi, il quale ha sempre avuto il coraggio di rimanere fedele alla tradizione della sua proposta, distinguendosi per stile e risplendente originalità di contenuti. La dote dell'artista trasmette tutta la sua energia, venata da una comicità naïf, ad un pubblico fedele che ne percepisce ogni sfumatura. "Suore nella tempesta", questo il titolo del nuovissimo spettacolo, è decisamente ben congegnato, perché, oltre ad essere un classico della comicità fulliniana mostra altresì intensi e profondi attimi, toccando temi di assoluta quotidianità. Il pretesto del canovaccio nasce nel periodo della seconda guerra mondiale, situato all'interno di un convento torinese, appartenente all'ordine delle "Sorelle di Santa Tecla". Un vortice giocoso di trovate, battute, musiche e citazioni che si succedono in una commistione dialettica dando sfogo alla gestualità degli attori, sottolineato dalla cifra interpretativa "en travesti" in un'estetica che vede il protagonista legato ad una vocalità, che deriva da un immaginario dell'opera barocca, per affinare e perpetuare un'usanza antica teatrale connotata al falsettista, la cui voce acquista le caratteristiche vocali femminili sia nel timbro sia nell'estensione con sottile acutezza. Una spassosissima carrellata di sketch con intermezzi danzati per rievocare il passato, prendendosi in giro e creando, con mestiere e abilità, uno show allegro e festevole intercalato dalle tipiche espressioni dialettali piemontesi. In quasi due ore il gruppo ha divertito e si sono divertiti attorniati da un'atmosfera tipica dell'avanspettacolo, la cui forma ricorda un po' il vecchio Carosello, portando in scena le gag e le trovate di Fullin, arricchite dalle coinvolgenti coreografie di Sergio Cavallaro, e spalleggiato da Tiziana Catalano, Sonia Belforte, Sergio Cavallaro, Diego Casale, Simone Faraon e Paolo Mazzini, ottimi comprimari, la cui presenza è risultata determinante nel conquistare la sala dei Martinitt che richiede una nota a sé, nel rammentare la sua funzione e la sua storia, risalente al 1531 quando Francesco Sforza offrì a Gerolamo Emiliani, protettore dei minori in stato di abbandono, una nuova dimora per i trovatelli della città di Milano. La sede scelta si trovava vicino all'oratorio di San Martino: da qui gli orfani presero il nome. Grande attenzione fu posta all'istruzione e all'educazione degli orfani: essi imparavano a leggere e a scrivere anche attraverso l'insegnamento delle arti: i Martinitt studiavano musica e canto, mettevano in scena piccole rappresentazioni a carattere morale. A tal proposito nel 1932 fu inaugurato l'attuale Teatro Martinitt, lo spirito iniziale è conservato oggi dall'Associazione impegnata in molteplici attività di solidarietà e di bene comune votato alla cultura, riaprendo da qualche anno - grazie alla società La Bilancia - il restaurato teatro, ben fruibile al grande pubblico. "Suore nella tempesta", senza rubare nulla alle sorprese dialettiche della trama, mostra una scenografia essenziale con evocativi costumi, rendendo omaggio al teatro in tutta la sua artigianalità. Giocondi applausi finali a dimostrazione di quanto Fullin abbia ancora da dire, grazie all'innato talento e ad un singolare carisma, sostantivo che deriva dal verbo greco "charizesthai", con l'accezione di "favore, regalo". Chi ha carisma possiede realmente un dono naturale!

Michele Olivieri

Ultima modifica il Sabato, 02 Marzo 2019 07:59

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