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ROSE DEL PARNASO (LE) - regia di Irma Immacolata Palazzo

"Le rose del Parnaso" - regia Irma Immacolata Palazzo "Le rose del Parnaso" - regia Irma Immacolata Palazzo

kermesse poetica delle arti contemporanee
un progetto di Irma Immacolata Palazzo
da un'idea di Cosimo Cinieri

CANZONE da Petrarca al rap di Palazzo-Panella

Con Cosimo Cinieri, Pasquale Panella, Andrea Bianchi, pianoforte e arrangiamenti, Gianni De Feo e gli Allievi della Scuola di Teatro FONDAMENTA di Giancarlo Sammartano.
E con la partecipazione straordinaria di LaDyvina, Burlesquer.
Guest star: Loop Loona, Rapper. 

Regia di Irma Immacolata Palazzo.

Produzione Associazione Culturale Vagabonda Blu
Nell'ambito della programmazione di YAP MAXXI 2014 (Prima Nazionale)
Roma, MAXXI 27 settembre 2014

www.Sipario.it, 10 ottobre 2014

Per il poeta Shelley il mondo nasce continuamente come poesia e l'apparizione di ogni forma nuova di arte o di vita è una nuova discesa del verbo poetico.
E non si può non pensare a questo quando si guarda lo spettacolo teatrale di Irma Immacolata Palazzo Canzone da Petrarca al rap. Qui la poesia è utilizzata quasi come sfondo, si sente in sottofondo, la si percepisce, la si segue quando viene letta con la particolare e inconfondibile voce di Cosimo Cinieri; e su di lei varie espressioni di arte si rincorrono o si incrociano una dopo l'altra sul palco, sotto lo sguardo attento di una luna dagli occhi blu (il tratto distintivo del pittore Giancarlino Corcos). La discesa del verbo poetico è quell'insieme, o quella confusione di arti, amalgamate da un ritmo incessante di parole, neologismi, poesie, (Lorca, Swift, Ginsberg, Rimbaud, Eliot, Palazzeschi), suoni, onomatopee, e poi balletti rapidi, lenti, canzoni, lingue diverse, toni alti e bassi, letture, veloci o balbettanti, pianoforte e arrangiamenti musicali (quelli di Andrea Bianchi).
Quale teatro davanti agli occhi? Quali mondi, epoche, costumi rappresentati? Un mondo falso o vero? Non si sa, certo è facile tuffarsi con la mente in quel film gioiello d Woody Allen La rosa purpurea del Cairo (1985), in cui fantasia e realtà si mescolano, gioia e tristezza si alternano e i sogni emozionano. E soprattutto appare vivamente quella scena in cui la protagonista Mia Farrow entra nello schermo, all'interno di un film, conosce e fa amicizia con gli attori, beve champagne, ma in realtà si tratta di gazzosa. Allora ci si chiede ma è vero? Posso entrarci anch'io? E così viene voglia di partecipare a questo spettacolo e unirsi almeno a quei fortunati che guardano insieme alla luna seduti ai tavolini, bevono (la gazzosa?) e ridono e parlano, e seguono con piacere gli attori che fanno uno spettacolo nello spettacolo....perché il tutto inizia con questa botta e risposta di Pasquale Panella e Cosimo Cinieri. L'uno ironico, scherzoso, lancia espressioni, parole a metà o raddoppiate, le frasi fanno quei cosiddetti voli pindarici, perché ci si può trovare in un punto e poi si cambia all'improvviso per passare ad un altro e punzecchia Cinieri, che legge legge quelle poesie (il sottofondo) e una volta finito riprende la parola Panella, e tra rimbalzi, termini, ritornelli dal dolce suono italiano si arriva a una canzone. Entra in scena Ginni De Feo, più volte fa la sua entrata e il pubblico lo aspetta ansioso perché è incuriosito da questo personaggio camaleontico, estroso e istrionico, cambia vestito ogni volta (è un clown metafisico, una donna, un cabarettista, un uomo in frak, porta con nonchalance un boa di piume) e interpreta differenti canzoni in lingua straniera riportandoci agli anni '30 con i primi due testi, uno in francese e l'altro in tedesco, scritti dal compositore tedesco Kurt Weill, o negli anni '60 con il terzo testo di Jacques Brel sempre in francese, e infine chiude in maniera ironica con una canzone di avanspettacolo fra le risate del pubblico e cantata in duetto col simpatico Panella. Ma prima di arrivare al finale ci sono in mezzo una spogliarellista burlesque LaDyvina, che si sveste e gioca col suo bel corpo, passando dal fumare un sigaro alla femminilità più sexy. E poi ancora una giovane rapper, Loop Loona che cambia tutto il ritmo allo spettacolo, e lo rende forse ancora più disorganico, dedicando la sua canzone alle donne e riportandoci ai giorni nostri.
La regista Irma Immacolata Palazzo ha utilizzato molta immaginazione, d'altronde la poesia è espressione dell'immaginazione, ed ha puntato tutto sulla magia dei suoni e delle parole, ha creato insieme a Panella un testo non consequenziale, in cui si assaporano epoche diverse, poeti diversi, compositori differenti, figure di teatro stravaganti. Uno spettacolo coraggioso, perché privo di quella architettura classica cui siamo abituati, che mescola al suo interno i vari livelli artistici e poetici. Un modo tutto nuovo di teatralizzare la poesia, una composizione che ben riflette il pensiero di Platone secondo il quale la poesia è ogni causa per la quale ciò che non è, passa all'essere.

Stefania Miccolis

Ultima modifica il Lunedì, 13 Ottobre 2014 12:02

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