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PROFUMO – di Gianpaolo Pasqualino

"Profumo", drammaturgia Marco Tullio Giordana, Luigi Lo Cascio. Foto Serena Pea "Profumo", drammaturgia Marco Tullio Giordana, Luigi Lo Cascio. Foto Serena Pea

di Gianpaolo Pasqualino
con Salvatore Aronica, Yuri Casagrande Conti, Ludovico D’Agostino, Daniele Turconi e Laura Valli
direttore di produzione Elisa Mondadori
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
Teatro Leonardo, Milano, dal 3 al 13 Novembre 2022

www.Sipario.it, 14 novembre 2022

La Famiglia e il suo “profumo” di ipocrisia
Piccolo, Medio e Grande sono tre fratelli che si ritrovano per una cena a casa della madre. Ognuno di loro porta con sè una tappa percorsa della propria esistenza. C’è chi si sta per sposare, chi ha avuto da poco un figlio e chi vive ancora con la madre. Tre destini, non definitivi, che nascondono verità mai dette. Tre pretesti per “urlare” la difficoltà di essere genitore, la paura di sposarsi e l’incapacità di emanciparsi dalla famiglia. Su tutto, regna una madre pacificatrice che fatica a conciliare questo ruolo con i propri bisogni. E poi aleggia l’assenza del padre, visto come il vero propulsore causale di quel groviglio familiare. Assistiamo alla messinscena sui lati del palcoscenico. Una scelta registica “off” come quella dal taglio sperimentale di aggiungere il ruolo di un regista che entra in scena e interviene, ogni tanto, per guidare gli attori: una doppia rappresentazione di quello che vediamo che arricchisce il corso degli eventi scenici con tonalità comiche piacevoli e un dolce “spaesamento”. Il testo di Gianpaolo Pasqualino è il punto forte della pièce. Il tema affrontato è l’assenza anche, se dobbiamo dirlo, la vera protagonista è la Famiglia con tutte le sue debolezze. Cosa si nasconde dietro le apparenze? Quali sono i veri sentimenti che legano genitori e figli? “Profumo” tenta di darci delle risposte. Poco piacevoli. A una cena famigliare, l’ipocrisia cade. C’è lo svelamento. Resta la cruda relatà. Quella che non vogliamo vedere, attraverso la bravura di un gruppo di attori guidati da una regia minimalista (forse qualche inserimento muiscale sarebbe stato efficace). Noi seduti vicino agli attori ci siamo sentiti “dentro”. E nel finale abbiamo applaudito.

Andrea Pietrantoni

Ultima modifica il Domenica, 27 Novembre 2022 17:36

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