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NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI - regia Enrico Maria Lamanna


Giuliana De Sio in "Notturno di donna con ospiti", regia Enrico Maria Lamanna
. Foto Federico Riva Giuliana De Sio in "Notturno di donna con ospiti", regia Enrico Maria Lamanna
. Foto Federico Riva

di Annibale Ruccello

con Giuliana De Sio

e con (in o.a.) Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio

scene Roberto Ricci
, costumi Teresa Acone

disegno Luci Stefano Pirandello
, musiche Carlo De Nonno

regia Enrico Maria Lamanna

produzione Pietro Mezzasoma

Napoli, Teatro Bellini dal 31 ottobre al 9 novembre 2014

www.Sipario.it, 11 novembre 2014

Solo un genio come Annibale Ruccello poteva comprendere, in anni non sospetti, i danni della televisione commerciale su un'enorme fetta della popolazione. Il testo, i personaggi, l'ambientazione a trent'anni dalla prima rappresentazione appaiono attuali e credibili, in un contesto che è vertiginosamente peggiorato e che tuttora continua a mietere vittime innocenti. Adriana Imparato è una Medea contemporanea lasciata lentamente morire con un lavaggio del cervello quotidiano e costante. La sua vita è priva di interessi, insensata, si trascina tra l'accudimento dei bambini e la cura della casa in un lento ed inesorabile disfacimento esistenziale. Sposata ad un Giasone squallido, privato di qualsiasi fascino maschile, Adriana si rifiuta di farsi toccare da lui, e lo spettatore comprende che il loro rapporto si limita a un sesso rapido, le cui conseguenze sono solo gravidanze non volute, in quanto simbolo di una schiavitù che lei romperà compiendo il più efferato crimine dell'umanità: uccidere i propri figli. A farle compagnia durante le lunghe notti è appunto la televisione e la sua solitudine, fino a quando irrompono violentemente in un'afosa notte di luglio, personaggi/fantasmi del suo passato. Rosanna, la compagna di banco, che nella mente della protagonista rappresenta quella sfacciataggine e disinvoltura, che a lei sono sempre mancate. Arturo, il marito di Rosanna, alto slanciato con modi "settentrionali", che il genio di Ruccello fa provenire da Cernobbio, città lombarda considerata dai meridionali un luogo ai confini della realtà. Sandro, che si rivelerà anche lui uno squallido "Giasone" in quanto primo amore di Adriana ed innocente idealizzazione di un turpe violentatore, che nella vita, si verrà a sapere, non ha combinato nulla se non finire in carcere. Anche il marito sarà presente in questa caotica messa in scena della follia è ci appare da subito penoso complice di questo gruppo di scellerati. In questa notte, preludio della tragedia, imperversano continui flash-back, che gettano luce sul passato della donna, vengono evidenziati i rapporti con il padre, uomo mite e debole e con la madre, un mostro devastante, che distrugge ogni desiderio e sogno di Adriana bambina e di Adriana adolescente. Tutto il caos sembra acquietarsi quando i personaggi/fantasmi scompaiono ed Adriana indossando il vestito da sposa e prendendo un grosso coltello, si dirige verso la stanza dei bambini, da dove uscirà completamente insanguinata con l'espressione ebete di chi non ha più alcun contatto con la realtà. Lo spettacolo è di una attualità impressionante, Giuliana de Sio, eccelle nel ruolo di Adriana ed è perfettamente a suo agio nel rappresentare tutti i livelli di vuoto esistenziale delle casalinghe, la cui unica compagnia negli anni è stata ed è tuttora la televisione o la radio con le sue canzonette. Bravissimo è l'attore (Gino Curcione) che ricopre il doppio ruolo del padre e della madre della protagonista. Rosaria de Cicco è brava nel ruolo dell'amica disinibita ma ha atteggiamenti troppo nevrotici e schizzati che andrebbero a mio parere smussati. Mentre Mimmo Esposito, Andrea De Venuti e Luigi Iacuzio rendono bene la pochezza dei loro personaggi all'interno della storia, senza infamia e senza lode, dando giustamente risalto alla preponderante presenza femminile. La regia di Enrico Maria La Manna è in sintonia con lo stile di Ruccello e riesce a rappresentare gli aspetti più significativi della drammaturgia dell'autore. Uno stile ed una modernità che nel tempo non perdono assolutamente il tono ironico che accompagna la tragedia e che fa di Ruccello l'autore più interessante della sua generazione.

Francesca Siniscalchi

Ultima modifica il Martedì, 11 Novembre 2014 15:33

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