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MATRIMONIO DEL SIGNOR MISSISSIPPI - regia Marco Sciaccaluga

"Il matrimonio del signor Mississippi", regia Marco Sciaccaluga "Il matrimonio del signor Mississippi", regia Marco Sciaccaluga

di Friedrich Dürenmatt
versione italiana di Eugenio Bernardi
Regia Marco Sciaccaluga
scene e costumi Catherine Rankl, musiche Andrea Nicolini, luci Sandro Sussi
Con Alice Arcuri, Ugo Dighero, Andrea Di Casa, Roberto Serpi, Roberto Alinghieri,
Rachele Canella, Davide Mancini, Davide Mazzella, Valerio Puppo, Nicolò Giacalone
Teatro Stabile di Genova
Genova, Teatro Duse dal 10 febbraio al 1 marzo 2015

www.Sipario.it, 15 febbraio 2015

Al teatro Duse gremito di pubblico, è andato in scena Il matrimonio del signor Mississippi in un intrigante spettacolo colorato di giallo e ricco di toni grotteschi, in conformità con lo spirito del testo di Friedrich Dürrenmatt, l'autore beneamato dal Teatro Stabile di Genova. La pièce è stata preceduta infatti negli anni scorsi dalla messa in scena di La visita della vecchia signora e I fisici, accolti a suo tempo con successo. L' insensatezza della vita è la protagonista dell'attuale spettacolo impersonata dal moralista signor Mississippi, dal rivoluzionario Saint Claude e dal visionario conte Bobo, assurdità che la regia accentua attraverso i colpi di scena e i dialoghi bizzarri che si succedono incessantemente. Nello svolgersi della trama emerge Anastasia, la donna contesa dai tre protagonisti, restituita da Alice Arcuri con toni a volte brillanti e a volte tristi e nello stesso tempo contraddistinti da un certo distacco dalle vicende. Mississippi è Ugo Dighero con una eccellente presenza scenica e una interpretazione densa di accenti tragici, di parole dotte e significati profondi ma che spesso scivolano con maestria nel ridicolo, suscitando risate. Andrea Di Casa è Saint Claude, entrato in scena dopo essere stato ucciso, a dialogare con il pubblico in forma scherzosa, abile ad offrire sfumature di acceso spirito comunista misto ad astuti intrighi. Roberto Serpi dà al Conte Bobo la forza della voce e l'aspetto perfetto di un vagabondo, mentre in realtà è un idealista sconfitto dalla realtà. Da ricordare tra gli altri Roberto Alinghieri, un subdolo ministro delle Giustizia. Dal principio alla fine gli ammazzamenti si succedono senza sosta, ma la tragedia si tinge di comico in una performance che realizza la vocazione dell'autore, con l'apporto di scene e costumi, musica e luci.

Etta Cascini

Ultima modifica il Lunedì, 16 Febbraio 2015 13:09

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