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MACBETH-UNA MAGARÌA - regia Vincenzo Pirrotta

"Macbeth-Una Magarìa", regia Vincenzo Pirrotta. Foto Angelo Macaluso "Macbeth-Una Magarìa", regia Vincenzo Pirrotta. Foto Angelo Macaluso

da William Shakespeare
traduzione Carmelo Rapisarda
adattamento, scene e regia Vincenzo Pirrotta
costumi Daniela Cernigliaro
musiche Luca Mauceri
con Vincenzo Pirrotta, Cinzia Maccagnano, Giovanni Calcagno
e con Marcello Montalto, Alessandro Romano, Giuseppe Sangiorgi, Dario Sulis, Luigi Tabita
produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Palermo
Catania, Teatro Verga dal 24 febbraio al 5 marzo 2017

www.Sipario.it, 1 marzo 2017

In questo momento in Italia non si sta celebrando alcun anniversario del Macbeth di Shakespeare, perché questa tragedia è stata scritta tra il 1605 e il 1606. Non si capisce perché al momento girino almeno quattro edizioni di altrettanti nostri registi che sono Luca De Fusco, Franco Branciaroli, Emma Dante (regista dell'opera lirica di Verdi su libretto di Piave tratta da quella shakespeariana), Vincenzo Pirrotta e c'è stato pure uno show dell'attrice-cantante Sarah Biacchi nei panni di Lady Macbeth transitata dal Biondo di Palermo, lo stesso teatro dove alcune settimane fa Pirrotta ha debuttato col suo Macbeth, visto adesso da chi scrive al Verga Stabile di Catania. Insomma, a sua insaputa, Macbeth è diventato una superstar, un personaggio trendy, senza peraltro essere sorta a nessun regista l'idea di metterlo in scena sotto forma di musical e farlo diventare una rock star di successo che ha come unico obiettivo il potere costi-quel-che-costi, sia pure con l'aiuto diabolico della sua consorte, la spietata Lady Macbeth. E se alcuni anni fa qualche fine politico nostrano (Andreotti) diceva che "il potere logora chi non ce l'ha", questo aforisma non vale per i coniugi sanguinari, perché dopo aver spianato con vari ammazzamenti la via al trono di Scozia (la filiera inizia con il re Duncan, poi Banquo, quindi moglie e figli di Macduff) entrambi andranno via di testa e le loro vite si sbricioleranno come dei coriandoli. La Lady impazzisce e si suicida e Macbeth che non riesce più a dormire vedendo in ogni angolo il fantasma di Banquo, si fa forte di ciò che le streghe gli hanno profetizzato, ovvero che non potrà morire per mano di chiunque sia nato da una donna, non sapendo che Macduff è venuto al mondo per parto cesareo e che sarà proprio costui a tagliare la testa a Macbeth, avviandosi Malcom figlio di Duncan a diventare il nuovo re. Non scorre il sangue nello spettacolo di Pirrotta, (che oltre a vestire il ruolo del titolo, ha curato adattamento, scena e regia) ma lui furbescamente ha tappezzato il palcoscenico con un drappo rosso con filamenti neri simili ad una selva di neuroni, mettendo come fondale il medesimo motivo pittorico, sicché la scena è sempre colorata di rosso-sangue, tranne nel finale (dopo il pistolotto di "spegniti breve candela ...la vita non è che un'ombra che cammina...una favola raccontata da un idiota ..che non significa nulla") allorquando scivolando giù, ne viene interamente avvolto. Per il resto lo spettacolo di 90 minuti, che ha come sottotitolo "Una Magaria", è ben architettato nel suo andamento corale, giocato con ritmi di danza atletica al suono di tamburi e musiche seriali (quelle di Luca Mauceri) girotondi con bastoni e insegne di canne arrotondate, specchi rettangolari, capitanato oltre che dall'energico Pirrotta anche da un trasognato Giovanni Calcagno nel ruolo di Banquo e dai comprimari in più ruoli, agghindati da barbari con maschere sul volto (i costumi sono di Daniela Cernigliaro) tutti meritevoli d'essere citati: Marcello Montalto, Alessandro Romano, Giuseppe Sangiorgi, Dario Sulis, Luigi Tabita. Trovo che in questo Macbeth vi siano dei punti di contatto con 'U Ciclopu di Pirandello d'una dozzina d'anni fa a Palazzolo Acreide. Lì il coro dei satiri riprendeva alcuni rituali bucolici e dionisiaci dialettali nonché alcuni canti e "misteri" della Settimana Santa di Trapani, qui in questo Macbeth Pirrotta utilizza il coro delle streghe (tutto al maschile) ingaggiato in una sorta di messa nera che ha come fine quello di richiamare gli spirdi (spiriti) dell'oltretomba e rendere visibile l'occulto della tradizione siciliana. C'è infine da dire che la Lady Macbeth di Pirrotta, interpretata magnificamente da una sensuale Cinzia Maccagnano, assume qui una nuova identità, ponendosi al centro dei festeggiamenti in onore del re Duncan come l'unica femmina in grado di regalare le sue virtù ai generali barbari durante un sabba orgiastico.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Marzo 2017 23:05

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