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Luca De Fusco

COSI’ E’ (SE VI PARE) – regia 
Luca De Fusco

 “Così è (se vi pare)” al Villa-Campolieto, regia Luca De Fusco. Foto Massimo Pica “Così è (se vi pare)” al Villa-Campolieto, regia Luca De Fusco. Foto Massimo Pica

di Luigi Pirandello
con Eros Pagni, Anita Bartolucci, Valeria Contadino, Giovanna Mangiù, Plinio Milazzo, Giacinto Palmarini,
Domenico Bravo, Roberto Burgio, Lara Sansone, Paolo Serra, Irene Tetto
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
regia Luca De Fusco
produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo di Palermo, Tradizione e Turismo srl Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro/ Compagnia La Pirandelliana
In scena la teatro Sannazaro di Napoli dal 17 al 19 febbraio 2023

www.Sipario.it, 20 febbraio 2023

Dove sta la verità? A questa domanda Pirandello nel suo Così è (se vi pare) una parabola, più che una commedia, non offre una rassicurante risposta, non mostra al pubblico il filo principale. A fine storia non troviamo un qualcosa di rassicurante, ma un punto interrogativo che lascia lo spettatore nel dubbio. Ebbene tutto ciò succede, anche in maniera esasperata per alcune scelte registiche di Luca De Fusco, nella versione dell’opera di Pirandello portata in scena al teatro Sannazaro di Napoli, dopo una lunga tournée, coprodotto dal Teatro Stabile di Catania, dal Teatro Biondo di Palermo, dalla Compagnia La Pirandelliana e dal Teatro Sannazaro di Napoli. Protagonista nei panni di Laudisi è Eros Pagni con un nutrito ed ottimo cast formato dalla brava Anita Bartolucci, Giacinto Palmarini, Domenico Bravo, Roberto Burgio, Valeria Contadino, Giovanna Mangiù, Plinio Milazzo, Lara Sansone, Paolo Serra, Irene Tetto. La meravigliosa e funzionale scena è opera di Marta Crisolini Malatesta.
In una cittadina di provincia arrivano tre nuovi cittadini, che a causa di un terremoto che ha raso al suolo la città in cui vivevano, hanno perso tutto. Lui, il signor Ponza, si stabilisce con la moglie in un appartamento in periferia, affittando per la suocera, la signora Frola, un piccolo appartamento in centro. Tutti gli abitanti della cittadina cercano di capire perché non vivano tutti insieme e indagano, in maniera quasi ossessiva, sulle loro strane dinamiche: la moglie/figlia, infatti, non esce mai e non riceve in casa neanche sua madre, che la saluta dalla finestra e le manda tramite un “panierino” delle letterine. Così i cittadini riuniti in casa del prefetto ‘interrogano’ i due che riportano versioni opposte, inconciliabili che fanno crescere la curiosità.
De Fusco s’ispira alla teoria della stanza della tortura di Giovanni Macchia e la scena è costruita proprio per essere un luogo claustrofobico in cui la signora Frola e il signor Ponza non hanno infatti più bisogno di fingere che il pubblico non esista: è anzi proprio al pubblico che parlano, ognuno difendendo se stesso e ognuno cercando di dimostrare i difetti e la pazzia dell’altro. È proprio questo processo di messa a nudo di se stessi e di racconto della propria vicenda, la tortura di cui parla Macchia: una sofferenza atroce ma allo stesso tempo un bisogno ineludibile, l’unico modo per rivendicare la propria esistenza. È una commedia a tesi in cui la verità, cercata da tutti i personaggi dall’inizio alla fine, è la protagonista. Possiamo parlare di una farsa filosofica molto ben concepita.
Questa opera, più di altre di Pirandello, già sembra un dramma poliziesco quindi ben si presta alla lettura di De Fusco in cui, come già aveva osservato Macchia, i personaggi non trovano liberazione e non sono personaggi tragici, ma solo miseri da commiserare. Anche l’umorismo diventa una forma del teatro di tortura dell’autore siciliano.
La regia è un condensato di idee funzionali fin dallo splendido ingresso in scena di Ponza e della Frola, e poi i movimenti scenici disegnati con cura e delicatezza rendono il tutto una macchina perfetta. 
Pagni incarna a perfezione Laudisi-Pirandello che amava definirsi “un diavolo” e ritrova nel suo personaggio, come accade per tutti quelli che criticano gli altri, e che trovano delle soluzioni per gli altri, continui spunti di ricerca e di interesse e lo restituisce con arte sublime: un attore immenso. Tutto il cast è parte fondamentale della macchina teatrale ideata dal regista ed è funzionale alla riuscita dello spettacolo, tutti, infatti, apportano un valore aggiunto con la bravura individuale che rende perfetto l’insieme. 
La battuta finale della signora Ponza racchiude la poetica di Pirandello lei infatti afferma di non essere nessuna per se stessa, ma di essere “colei che mi si crede”. 
Dunque non esiste una verità, ne esistono tante quante sono le letture della realtà che ciascuno di noi può fare. Del resto si sa che chi ricerca la verità, e la trova, scopre che gli altri fanno fatica ad accettarla, perché la verità è scomoda.
E allora signori: così è (se vi pare).

Roberta D’Agostino

Ultima modifica il Venerdì, 24 Febbraio 2023 20:08

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