lunedì, 28 novembre, 2022
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CLOSER – regia Fabrizio Falco

Eletta Del Castillo e Davide Cirri in "Closer", regia Foto Rosellina Garbo Eletta Del Castillo e Davide Cirri in "Closer", regia Foto Rosellina Garbo

di Patrick Marber
Traduzione Marco M. Casazza
Regia di Fabrizio Falco
Regista assistente: Davide Cirri
Scene Luca Mannino. Luci Marco Santoro
Musiche Sergio Beercock
Interpreti: Paola Francesca Frasca (Alice), Fabrizio Falco (Dan), Davide Cirri (Larry), Eletta Del Castillo (Anna)
Direttore di scena: Sergio Beghi
Coordinatore dei servizi tecnici: Giuseppe Baiamonte. Fonico: Manfredi Di Giovanni
Produzione: Teatro Biondo di Palermo
Prima nazionale: Sala Strehler - dal 19 al 30 gennaio 2022

www.Sipario.it, 25 gennaio 2022

I quattro personaggi di Closer, strana pièce un po’ commedia un po’ tragedia dell’inglese Patrick Marber del 1997, da cui 7 anni dopo è stato ricavato pure un film diretto da Mike Nichols, sembrano i nipotini lontani del Dream shakespeariano. Se Lisandro e Ermia innamorati pazzi fuggono via da Atene nel bosco perché il padre di lei vorrebbe che sposasse Demetrio e costui insegue Ermia, inseguito a sua volta da Elena che lo ama, è evidente che sotto sotto c’è lo zampino del re delle fate Oberon e del folletto Puck, ai suoi ordini, che instillando negli occhi dei quattro giovani un filtro magico, ottiene come risultato quello di scombinare le coppie e farle litigare. Gli equivoci e i litigi che seguono verranno risolti alla fine quando Oberon, che s’è divertito abbastanza, scioglierà l’incanto e il duca Teseo decreterà che quei giovani si uniscano come desiderano secondo i propri sentimenti. Sono passati cinque secoli e non occorrono più misture o filtri incantati per fare litigare gli innamorati, di oggi, perché ognuno, uomo/ donna, quando sta con il/la proprio/a partner vuole la certezza d’essere amato veramente. “Una verità che per i quattro protagonisti – argomenta Fabrizio Falco, interprete verosimile di Dan e regista d’uno spettacolo snello, essenziale tutto ritmato come un pezzo di jazz al sassofono di John Coltrane - diventa una ricerca ossessiva, materiale, nevrotica. Oppure un’illusione di verità, che porta a credere di conoscere gli altri, ma che svela solo l’incapacità di vedere, non solo gli altri, ma persino se stessi”. Lo spettacolo in questione è stato rappresentato nella Sala Strehler del Biondo di Palermo su una scena (quella di Luca Mannino) completamente vuota, illuminata bene dalle luci di Marco Santoro, segnata solo al centro da un grande cerchio, metafora forse del nostro mondo in cui i contatti, non solo amorosi, sono sempre più problematici, superficiali, discontinui, utilitaristici, sempre meno empatici. Sentimenti ben presenti nel Dan di Falco, giornalista di necrologi che sogna di diventare scrittore, ma anche negli altri tre protagonisti che incarnano bene i loro personaggi che sono: Larry (Davide Cirri) dermatologo à la page attraversato da perverse pulsioni erotiche, Anna (Eletta Del, Castillo) fotografa di successo, divorziata e intellettuale e Alice (Paola Francesca Frasca) spogliarellista americana sensuale e misteriosa in cerca di fortuna a Londra, dragata per caso da Dan standoci subito insieme, sino a quando dopo un po’ s’innamora di Anna facendo carte false per stare con lei. Il caso vuole che Dan chattando sotto falso nome con Larry, fingendosi d’essere Anna, gli dia un appuntamento presso l’acquario cittadino consegnando di fatto la donna fra le sue braccia. Larry e Anna si sposano ma Dan non desiste provocando la separazione dei due, cui segue un violento scontro verbale con Larry che decide di passare la notte nel night club in compagnia di Alice. La quale a sua volta lascerà Dan perché costretta a confessare il tradimento con Larry che tornerà a stare con Anna. I loro sono dialoghi a luci rosse, lontani da quelli del quartetto shakespeariano, dove la parola amore è assente, preferendo esprimersi con “quando e dove hai scopato”, “se ti è piaciuto” e “quante volte sei venuta”, risolvendo i rapporti a semplici pratiche ginniche, lontano da quei teneri corollari che rendono unico l’approccio amoroso. Le bugie si confondono con le verità, ma quale sarà vera nessuno lo sa. La verità è che Alice alla fine muore nascondendo il suo vero nome (Jane Rachel Jones) pure a Dan, confessato solo a Larry in quella notte passata con lui e che Dan rimasto solo fisserà la lapide commemorativa della vera Alice Ayres.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Martedì, 25 Gennaio 2022 23:52

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