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BOIRE, FUMER ET CONDUIRE VITE - regia Xavier Viton

"Bere, Fumare e Vivere la vita", regia Xavier Viton "Bere, Fumare e Vivere la vita", regia Xavier Viton

di Philippe Lellouche

Regia Xavier Viton

Scenografia e Costumi Nicolas Delas
con Amandine Pommier, Olivier Sir John, Sébastien Boissavit, Pascal Lambert
Assistente alla regia Margherita Oscuro
Bordeaux, Théâtre Le Trianon dal 31 gennaio al 30 maggio 2019

www.Sipario.it, 8 marzo 2019

Bordeaux, al Théâtre Le Trianon, ci si diverte con complicità tra attori e pubblico.

Il teatro Trianon è un istituto di Bordeaux in Rue Franklin, una strada secondaria, collocata a mo' di sandwich tra Cours De l'Intendance e Rue Montesquieu.
Un teatro, quindi, molto accessibile, anche perché è situato vicino al Grand Théâtre, molto conosciuto dai cittadini di Bordeaux e le comode fermate della linea di tram Gambetta B previste per il quartiere Gambetta. La sala è stata aperta nel 1913 e offre un auditorium con 250 posti a sedere.
Lo si può individuare grazie a striscioni verticali che sventolano in alto, al vento. L'atmosfera in teatro è molto calda, con un arredamento sobrio, tutto in rosso, e con uno stile di decorazione anni '50, con un ingresso intimo, accogliente, dominato da una bella statua in marmo.

È possibile assistere a spettacoli sia di prosa che di musica, con un programmazione bene articolata: gli spettacoli di prosa non seguono le repliche in maniera consecutiva ma distribuite nell'arco dei mesi, cioè con un lasso di tempo necessario per riorganizzare di volta in volta il pubblico. Ciò sta a dimostrare che lo spettacolo non andrà in tournée ma sarà stanziale nella città, garantendo agli attori stabilità di residenza.
Il genere di teatro di prosa oscilla tra la commedia e il dramma, con pochi personaggi vista la capienza del teatro strettamente minima per garantire un incasso a copertura del foglio paga della Compagnia. Attualmente il teatro è diretto da Xavier Viton, e si sta replicando Bere, Fumare e Vivere la vita di Philippe Lellouche, regia di Xavier Viton, con attori bravissimi che recitano alternandosi, sono: Amandine Pommier, Sébastien Boissavit, Olivier Sir John e Pascal Lambert.
Quello che ci ha sorpreso è il modo di accogliere il pubblico, in questa sala divisa tra una platea e una galleria, come pure le iniziative di responsabilizzazione offrendo una scheda da compilare e subito ritirata prima che inizi lo spettacolo; successivamente un giovane con tanto di cilindro fa sorteggiare al pubblico una scheda che indicherà un fortunato vincitore; e il numeroso pubblico presente, prima che il sipario si apra, comincia a battere le mani in segno di stima e di disponibilità a partecipare con gli attori, che da lì a poco agiranno.
In un ambiente asettico, scena unica, con due strette panchine al centro, vengono scaraventati, uno dietro l'altro, tre uomini di mezza età, ben vestiti con abiti di oggi, in nero. Uno semi ubriaco, uno nevrotico con la mania della pulizia, e un terzo composto, ordinato. Si presentano, e si raccontano tra loro spezzoni della propria vita, dando luogo a situazioni ludiche, soprattuto sul versante pantomimico, quando mimano un viaggio in auto, con battute comiche che il pubblico ama apprezzare con grasse risate; poi arriva una signora, una sorta d'ispettrice, ben vestita di un abito rosso, con tanto di blocco notes e penna per registrare le risposte che le saranno date; ogni tanto una voce fuori campo dà degli ordini: sembra che siano tre esseri umani in attesa di giudizio.
Ci troviamo di fronte a tre attori che vagolano tra lo stare in piedi e sedersi sulle panchine, su un palcoscenico stretto; il tutto si svolge frontalmente al pubblico, quasi a proscenio, un'ora e mezza di recitazione vecchia maniera: tutta portata sopra le righe, a volte urlata, sostenuta con ritmo incalzante; attori che sanno raccontare passando da una qualità vocale all'altra, (in gergo teatrale fanno le voci di altri personaggi) molto complici con il pubblico nelle controscene.
Una commedia costruita da Philippe Lellouche, soprattutto su una drammaturgia di battute che variano dal comico al drammatico, al tragico, abilmente distribuite, che portano a un finale invaso da un gran fumo che li avvolge. Commedia dal valore sicuramente allegorico che il pubblico applaude con entusiasmo: arricchita da un'altra sorpresa offertaci dagli attori dopo aver ricevuto i calorosi applausi. Fermi davanti al pubblico, con aria sorniona, e con tono brillante, ciascuno presenta l'altro nel ruolo interpretato e poi, dulcis in fundo, chiacchierata con tanto d'invito rivolto al pubblico affinché porti altri amici, poiché lo spettacolo sarà replicato a distanza di qualche giorno.
Una sorta di "passa parola".

Mario Mattia Giorgetti

Ultima modifica il Domenica, 17 Marzo 2019 09:50

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