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ANNIVERSARIO (UN) - regia Domenico Cucinotta

"Un Anniversario", regia Domenico Cucinotta "Un Anniversario", regia Domenico Cucinotta

tratto da Anniversario di Harold Pinter
Regia di Domenico Cucinotta
Aiuto Regia Maria pia Rizzo
Interpreti: Domenico Cucinotta, Sergio Runci, Maria Pia Rizzo, Stefania Pecora, Gabriele Casablanca,
Chiara Trimarchi, Elvira Ghirlanda, Dario Blandina, Lorenzo Rigano. Scene e costumi di Domenico Cucinotta
Produzione: Associazione culturale Teatro dei Naviganti di Messina
Magazzini del Sale 25-27 marzo 2022

www.Sipario.it, 28 marzo 2022

I lavori di Harold Pinter si svolgono quasi sempre al chiuso, all’interno d’una stanza senza sbocchi con l’esterno. Non è un caso che la sua prima opera del 1957 s’intitoli The room (La stanza) e che una delle sue ultime del 1999 Celebration (Anniversario), messa in scena adesso e interpretata da Domenico Cucinotta nei Magazzini del Sale di Messina, abbia identica struttura. Il Teatro di Pinter, ascrivibile alla corrente del Teatro dell’Assurdo, nasce dalla lingua che si parla tutti giorni, con i suoi silenzi, le sue esitazioni, le sue ripetizioni. I fatti raffigurati con molta ironia, pure raccontati con un filo di cattiveria, appaiono così come sono, senza infingimenti o sovrastrutture, lasciando allo spettatore piena libertà d’interpretazione. Anniversario o Un anniversario così come lo ha appellato Cucinotta, si svolge all’interno d’un lussuoso ristorante d’una città britannica (non è indicato se trattasi di Londra o di altro luogo), con due tavoli: nel più grande siedono due fratelli mariti di due sorelle, rispettivamente Lambert e Matt di Domenico Cucinotta e Sergio Runci e quelle di Julie e Prue di Mariapia Rizzo e Stefania Pecora: nel tavolo più piccolo si trova la coppia piccioncina di Russel e Suki di Gabriele Casablanca e Chiara Trimarchi. In genere è la media borghesia inglese che viene presa di punta da Pinter, come quella seduta ai due tavoli. I personaggi in scena mostrano un background culturale appiccicaticcio, più frutto del sentito dire che di studi approfonditi: sbandierano senza ritegno uno status di raggiunta tranquillità economica evidenziata dalle laute manche elargite al personale del ristorante e canticchiano canzonette sconce come quelle che fanno: “Ehi bambina/Ehi carina//Tira giù la mutandina/E poi salta sul mio letto//Col tuo morbido culetto”. Si festeggia l’anniversario del matrimonio tra Lambert e Julie cercando il maître Richard e la maitresse Sonia del ristorante (Dario Blandina e Elvira Ghirlanda) di mettere a loro agio questi riccastri clienti, offrendo e stappando bottiglie di ottimo vino (invero mai realmente versato nei bicchieri, soltanto mimato ahimè!) e zuppa inglese, languendo spesso i dialoghi su luoghi comuni intorno ai figli assenti, alle suocere e alle madri che, secondo Prue, quest’ultime desiderano solo farsi scopare dai loro figli. Una cena ricca, criticata dalle due sorelle che amerebbero baciare l’aitante maître in bocca, più rivolto costui a metterle a loro agio che ad accontentare i loro sopraggiunti pruriti. Anche la coppia del tavolo piccolo non eccelle in dialoghi alti, rivolti per lo più a rinsaldare i propri rapporti maritali: più incisiva lei quando gli chiede di acquistare non solo case ma anche delle nuove mutandine per essere certa che lui la ami; più conformista lui che fa il banchiere e pensa che le segretarie la diano facilmente, forse perché la moglie svolgeva il medesimo lavoro prima di diventare maestrina di scuola elementare, contenta tuttavia di recarsi all’opera anche se in quel luogo non la smettono mai di cantare. Ad interrompere questo pingpong tra i due tavoli interviene in diversi momenti un cameriere bislacco (Lorenzo Rigano) a gelare l’ambiente, raccontando che il suo aitante nonno ha conosciuto il fior fiore degli scrittori non solo inglesi, da Eliot a Pound, ha partecipato alla Guerra Civile spagnola, è diventato amico di Hemingway, di Faulkner e Scott Fitzgerald, ha preso il tè con Mussolini, giocato a poker con Churchill ed essere riuscito ad andare a spasso con la bellissima star di Hollywood Hedy Lamarr. Ad un tratto Lambert riconosce nel tavolo vicino la sua antica fiamma Suki, aggiungendo agli astanti che lui se l’è scopata quando lei aveva 18 anni, invitando subito dopo la coppia a sedersi al loro tavolo e brindare al loro anniversario di matrimonio. Sapremo così che i due fratelli svolgono l’attività di consulenti strategici e che le due sorelle si occupano di beneficienza. Chiaramente il conto lo paga Lambert che sparisce assieme agli altri, mentre il cameriere racconta d’essere stato introdotto nel mistero della vita giusto dal nonno che a differenza sua non riesce a trovare la via d’uscita. Devo dire che era da tanto che non assistevo ad una pièce di Pinter e questa messinscena di Cucinotta di 50 minuti fitti me lo ha fatto ancora amare come le prime volte, badando alle parole pronunciate dai bravi protagonisti, tutti perfettamente in tono con i loro personaggi, interpretati in uno stile inglese, come raramente accade. Bravi tutti, in particolare a Maria Rizzo e Domenico Cucinotta fondatoti del Teatro dei Naviganti che da oltre vent’anni veleggia per mari tempestosi ma sicuri, privilegiando una drammaturgia contemporanea di alto livello.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Marzo 2022 23:02

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