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TOSCA - regia Robert Carsen

Tosca Tosca Regia Filippo Crivelli

musica: Giacomo Puccini
direttore: Daniele Callegari
regia: Robert Carsen
scene e costumi: Anthony Ward
con Daniela Dessì, Walter Fraccaro, Carlo Guelfi
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Venezia, Teatro La Fenice, dal 23 al 31 maggio 2008

Corriere della Sera, 25 maggio 2008
E la Tosca di Carsen si suicida lanciandosi nella buca d' orchestra

Quintali di pagine saggistiche si soffermano sul tema della romanità di Tosca tentando di spiegarne l' incidenza sulla drammaturgia pucciniana. Si può discutere poi di minutaglie ma la tesi è di quelle che si danno per assodate; nessuno, perlomeno, negherebbe che ambientata a Firenze, Napoli o Palermo, Tosca sarebbe un' altra opera. Poi si va a Venezia a vedere l' edizione curata anni fa da Robert Carsen per l' Opera di Amburgo e di Sant' Andrea, Palazzo Farnese e Castel Sant' Angelo nemmeno l' ombra. Tosca, si sa, è una cantante, diva acclamata. Carsen decide perciò che l' azione si svolge in un teatro: la platea, il palcoscenico stesso, il retroscena. Dunque, tutto è finzione teatrale. Il Te Deum, così per fare un esempio, non è una cerimonia religiosa ma uno spettacolo in cui si rappresenta un Te Deum e il coro non è l' assemblea dei fedeli ma il pubblico che, programma di sala alla mano, assiste allo spettacolo. Il resto ne consegue. Altri esempi? Il dipinto cui attende Cavaradossi è una scenografia; niente candele e crocifissi, sul cadavere di Scarpia, Tosca depone il mazzo di fiori gettatole dai fan; il suicidio lo compie gettandosi nella buca d' orchestra. Robert Carsen è un regista molto bravo. Riesce perciò a trasformare la stramberia in uno spettacolo non solo logico e coerente, ma persino funzionante, e molto bello a tratti. E che lo sarebbe maggiormente se anche gli interpreti vi fossero calati fino in fondo: in tal contesto, va da sé, debbono essere due volte cantanti-attori, mentre in qualche punto faticano ad esserlo anche la prima poiché ricorrono alla gestualità tradizionale delle Tosca di una volta. Poco da eccepire però sulla parte vocale della loro prova. Reduce dalla sua prima Norma (superato l' esame ma con fatica), Daniela Dessì nei panni di Tosca sfodera il suo valore, la sua forza, il suo temperamento. Brava davvero. E così Carlo Guelfi, uno Scarpia importante col solo difetto di non gestire ogni frase con la medesima concentrazione drammatica. Ci sono momenti in cui sembra che pensi ad altro. Cavaradossi non è il partner abituale nonché marito di Daniela Dessì, Fabio Armiliato (canta nel secondo cast), ma Walter Fraccaro. Le note ci sono, anche con una qual certa naturalezza. Il solfeggio però è una chimera. Direttore è Daniele Callegari. Buona routine e un po' di chiasso, nella sua Tosca. Ma è un amore profondo, non una tecnica, che fa lievitare quest' opera. Per chi la ascolta non meno che per chi la esegue. Applausi per tutti, per la Dessì in particolare.

Enrico Girardi

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Luglio 2013 02:04
La Redazione

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