lunedì, 15 agosto, 2022
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LA TRAVIATA - regia Franco Zeffirelli

"La Traviata", regia Franco Zeffirelli. Foto ENNEVI "La Traviata", regia Franco Zeffirelli. Foto ENNEVI

Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

DIRETTORE Marco Armiliato
REGIA E SCENE Franco Zeffirelli
COSTUMI Maurizio Millenotti
LUCI Paolo Mazzon
COREOGRAFIA Giuseppe Picone
VIOLETTA VALÉRY Zuzana Marková
FLORA BERVOIX Lilly Jørstad
ANNINA Francesca Maionchi
ALFREDO GERMONT Francesco Meli
GIORGIO GERMONT Simone Piazzola
GASTONE DI LETORIÈRES Carlo Bosi
BARONE DOUPHOL Nicolò Ceriani
MARCHESE D’OBIGNY Alessio Verna
DOTTOR GRENVIL Francesco Leone
GIUSEPPE Max René Cosotti
DOMESTICO/COMMISSIONARIO Stefano Rinaldi Miliani
PRIMA BALLERINA Eleana Andreoudi
PRIMO BALLERINO Fernando Montano
Maestro del Coro Ulisse Trabacchin
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Orchestra Coro, Ballo e tecnici della Fondazione Arena di Verona
99°Arena di Verona Opera Festival

Verona, Arena, 22 luglio 2022

www.Sipario.it, 25 luglio 2022

Follie! follie! Delirio vano è questo! Sintesi quanto mai appropriata delle peripezie in cui è incappata la rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi del 22 luglio in Arena. Nell'allestimento di Zeffirelli, ripreso dal 2019, come Violetta era annunciata il soprano afro-americano Angel Blue, una delle voci emergenti del panorama lirico d'oltre oceano, già dal 2020 annunciata come star per le stagioni in programma in Arena. Caso volle che il soprano americano abbia avviato una polemica sul ruolo di Aida dipinta di nero, prassi consolidata in Arena e come tutti i teatri del mondo. Simile polemica, contro le Black Face si era già confrontata nel 2019 l’Arena con il soprano americano, ma bianco, Tamara Wilson che come Aida, rifiutandosi di farsi dipingere di nero, cosa ritenuta offensiva nei confronti della cultura africana, ha lasciato il palco veronese. E' così la vicenda si è ripetuta in questo 2022 da parte di una artista chiamata, tra l'altro, per tutt'altro ruolo, aprendo discussioni che, per alcuni giorni, hanno investito la carta stampata e i social sulla questione del fenomeno del "black face", innestando polemiche anche al limite della violenza verbale circa il “politically correct” e la “cancel culture". Tra l'altro per "black face" si intende una maschera teatrale statunitense divenuta popolare nel corso dell’Ottocento in teatro, e riguardava il trucco molto marcato usato dai bianchi per raffigurare la gente di colore in modo grottesco e stereotipata. Nulla a che vedere con il personaggio di Aida, figlia di re, degli Etiopi, schiava di guerra e morta per amore. Neppure l'autorevole appello della cantante americana di colore Grace Bumbry, diva della lirica mondiale negli anni'80, sull'uso corretto e simbolico nel trucco in scena, ha fatto desistere Angel Blue da dare forfait in un teatro che riteneva razzista, ponendo Verona alla ricerca di Violette possibili, operazione anche complicata per la concomitanza di altre Traviata per l'Italia.
L'attesa della nuova Violetta è stata gestita dal teatro in maniera silente e solo dalla locandina della rappresentazione in data è stato inserito il nuovo nome. Così si è esibita Zuzana Marková, già interprete areniana di Violetta Valéry ne La Traviata conclusiva della stagione lirica 2021 con la garanzia di una sostituzione che aveva esperienza dello spazio dell'Arena e portando in dote un ruolo verdiano ampiamente praticato, tra Stati Uniti, Firenze, Venezia, Mosca nel corso della sua breve ma già intensa carriera. E si è fatta valere come Violetta Valery, attenta e prudente in ogni nota che, senza timore alcuno, ha canta con semplicità, senza alcuna incertezza, con slancio lirico. Non le è mancata l’esperienza risolvendo qualche passaggio È strano! È strano... Sempre libera degg'io con i consolidati trucchi del mestiere (portamenti e altro) ma concludendo sempre al meglio le frasi musicali con una buona tenuta degli acuti finali e, dotata di una bella coloritura, ha esaltato l'aspetto giovanile della protagonista verdiana. Di aiuto deve esserle stato anche il film realizzato da Zeffirelli stesso, con protagonista Teresa Stratas, di cui la messa in scena in teatro ricostruisce gli ambienti proposti nel film, per la gestualità e i movimenti di alcuni assetti scenici che ha mostrato. Al suo fianco, diretti da Marco Armiliato, ieri sera hanno cantato i titolari Francesco Meli (alla sua seconda recita stagionale come Alfredo) e Simone Piazzola (Giorgio Germont), il quale, curiosamente, aveva diviso il palco con la Marková anche ne La Traviata dello scorso settembre. Certamente Meli si giova della propria esperienza di artista nel gestire attorialmente la parte di Alfredo. Gli giova l'esuberanza giovanile nell'approccio al personaggio ma non alla linea del canto che spesso si chiude e non fa trasparire quell'apparato di calore di un timbro morbido ed espressivo al servizio di un fraseggio sfaccettato ed approfondito che sono le sue caratteristiche, pur dimostrando di possedere un canto sorvegliato e sicuro nei momenti di slancio. Il Giorgio Germont di Simone Piazzola colpisce per la linea di canto fluida che non cade nella scorciatoia del declamato, dando respiro al duetto con Violetta, proseguendo sul canto nell'aria Di provenza...o nel sostegno alla scena del concertato del finale dell'atto II, del resto è un veterano nel ruolo con più di 200 repliche. Oltre ai principali interpreti, si sono confermati tutti gli altri membri del cast: Lilly Jørstad (Flora Bervoix), Francesca Maionchi (Annina), Carlo Bosi (Gastone Di Letorières), Nicolò Ceriani (Barone Douphol), Alessio Verna (Marchese D'Obigny), Francesco Leone (Dottor Grenvil), Max René Cosotti (Giuseppe) e Stefano Rinaldi Miliani (Domestico/Commissionario), consolidati nei ruoli. Come sempre coloratissime e tradizionali le danze e le azioni coreografiche che si inseriscono nell'opera con i primi ballerini Eleana Andreoudi e Alessandro Staiano. Ma questa Traviata può essere definita anche come la Traviata di Marco Armillato, che sta gestendo la parte musicale in Arena, come direttore musicale, che privilegia il suono dell'orchestra e il respiro dei cantanti: tutto fluisce con facilità e dall'ascolto emerge il la sapiente gestione di creare il complesso equilibrio tra palco, buca, e lo spazio dell'anfiteatro. Quando ha l'occasione, dà vigore all'orchestra producendo volume di suono e sostegno alle masse corali, ben gestiti da Ulisse Trabacchin. Come sempre il pubblico applaude con entusiasmo, segnando tutti gli interpreti con ripetuti chiamate alla ribalta e non sono mancati gli applausi omaggio alle scene quando hanno disvelato tra rotazione di elementi, le architetture sfavillanti del palazzo di Flora, un ringraziamento nei confronti dei tecnici dell'Arena per la capacità di ricreare l'immaginazione della finzione teatrale.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Martedì, 26 Luglio 2022 09:41

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