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SOLISTI VENETI (I) - direttore Giuliano Carella

I Solisti Veneti - Giuliano Carella, Direttore I Solisti Veneti - Giuliano Carella, Direttore

Giuliano Carella, Direttore
PROGRAMMA
MAGIA DEGLI ARCHI
Giuseppe Tartini, Sonata a quattro in sol maggiore per archi
Ottorino Respighi, “Antiche Danze ed Arie per Liuto” Terza Suite per archi
Antonio Bazzini, Fantasia sulla “Traviata” op. 50 per violino e archi
Giuseppe Verdi, Quartetto in mi minore (Versione dell’autore per orchestra d’archi)
Salerno, Chiesa di San Giorgio, 14 maggio 2022

www.Sipario.it, 17 maggio 2022

I Solisti Veneti hanno da sempre avuto come loro obiettivo quello di poter proporre un tipo di repertorio che solitamente non si ascolta. Sodalizio nato sotto la guida di Claudio Scimone che ne è stato il vero deus ex machina, oggi ascoltare questo complesso riempie di gioia, soprattutto per quello che è stato un progetto di validità estrema. Carella ha ereditato da Scimone quella bellezza di dare agli archi un suono, un suono descrittivo e assolutamente interessante, riconoscibile. E’ vero che l’ensemble ha da sempre cercato nelle maglie larghe del barocco il proprio repertorio. Ma essendo un sodalizio cameristico, il repertorio è andato ben oltre come il concerto di Salerno ha ben dimostrato nell’ambito delle celebrazioni per il Teatro Verdi. Un lavoro di fino fatto da Carella, una caratteristica di come guidare un ensamble badando a tutte le componenti. Ne è uscito fuori un perfetto afflato, un livello di esecuzione magistrale e soprattutto una proposta di pagine non facilmente ascoltabili in giro, riferendoci soprattutto a quel capolavoro che è il Quartetto di Verdi ovviamente trascritto per archi. In questa opera c’è tutta la saggezza di un uomo che aveva speso la sua vita a scrivere musica, a creare un gusto negli italiani e a diventare suo malgrado, un punto di riferimento di quell’idea d’opera popolare che tanto disdegnava Wagner. Che ne fu acerrimo denigratore, nel senso compositivo. Infatti è chiaro come in Verdi l’esigenza di dimostrare che non era solo un compositore che aveva creato il gusto dell’opera, era alta. Il Quartetto è una di quelle composizioni da manuale, da studiare veramente per sapere come scrivere. Poi Tartini, le rare Danze di Respighi e il raro Bazzini de la Traviata (una fantasia che tanto piaceva ai melomani). Non solo, i Solisti Veneti hanno dimostrato la grande saggezza del continuare il concerto anche dopo il programma ufficiale. Quattro brani fra Grieg e Bach. Insomma il gusto anche del pubblico salernitano è alto. Chiesa di S. Giorgio dalla perfetta acustica, piena fino all’ingresso. Organizzazione perfetta, insomma ci sono dei luoghi dove la musica è accolta con grande entusiasmo e passione. Come in questo caso.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Venerdì, 20 Maggio 2022 10:30

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