martedì, 04 ottobre, 2022
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ROMANCES OUBLIÉES - con Sung-Wong Yang e Enrico Pace

Enrico Pace e Sung-Wong Yang Enrico Pace e Sung-Wong Yang

SUNG-WONG YANG violoncello
ENRICO PACE pianoforte
Franz Liszt
Raiding 1811 - Bayreuth 1886
Elégie n. 1 S.130b (1874)
da Consolations S. 172 (1849-50)
elaborazione di Jules des Wert
n. 1 Andante con moto
n. 4 Quasi Adagio
Romance Oubliée S. 132 (1880)
da Consolations S. 172
n. 6 Allegretto sempre cantabile
La lugubre Gondola S. 134 (1882-83)
da Consolations S. 172
n. 3 Lento placido
Die Zelle in Nonnenwerth S. 382 (1883)
da Harmonies poétiques et religieuses S. 173 (1845 - 52)
trascrizione di Enrico Pace e Sung-Won Yang
n. 10 Cantique d’Amour
* * *
Fryderyk Chopin
Żelazowa Wola 1810 - Parigi 1849
Sonata in sol minore op. 65 (1845-46)
Allegro moderato
Scherzo: Allegro con brio
Largo
Finale: Allegro
CHIESA DI S. AGOSTINO, 2 AGOSTO 2022

www.Sipario.it, 3 agosto 2022

L’opera di Franz Liszt più e meno come quella di Frederich Chopin ha vissuto per lungo tempo di una sorta di fraintendimento, quello cioè relativo ad una scrittura virtuosistica che ha portato tanti pianisti a suonare le loro musiche concentrandosi proprio sulla perizia tecnica. Invece, quello che è molto evidente, rimane in una tessitura che scorre costante in entrambi i compositori, una tessitura di profonda musicalità equivalente ad una incisiva crisi interiore da parte di entrambi. Crisi che probabilmente, a tempi più lunghi o più brevi è stata una costante nelle loro vite. Perché innanzitutto erano persone, con tanta vita emozionale ed un mondo da riscoprire come pochi. Certo in una era come quella ottocentesca molto incentrata sulla presenza dell’uomo in quanto tale, vivere le proprie emozioni non era cosa facile. E sia Liszt che Chopin dovettero costruire una presenza alternativa e sociale a quella interiore e più prossima ad una sorta di ascetismo non essenzialmente religioso ma di ricerca di corrispondenze. Purtroppo però per tantissime ragioni concernenti proprio la sfera pianistica post lisztiana e grazie ad una continua impostazione di scuole pianistiche che hanno formato musicisti attenti alla forma e poco alla musicalità il fraintendimento si ripete. Succede poi che alcune pagine della letteratura lisztiana vengono trascritte per violoncello e pianoforte e questo diventa motivo di una revisione di quella cantabile profondità del compositore ungherese. Nasce quindi il progetto portato avanti da qualche tempo da Enrico Pace e da Sung Won Yang . Lo ricordiamo, entrambi virtuosi del proprio strumento, hanno fatto delle loro carriere una presenza di tecnica e di formalismi che approdano al progetto Liszt. Ed ecco approdare a Siena nella Chiesa di S. Agostino. Così come nel disco, i due ripetono un repertorio che ha una forma ben definitiva. Entrambi hanno riproposto quella idea di musica. E sono quindi scorse le note di una parte del repertorio pianistico di Liszt compreso quello che riguarda la produzione del termine, quella che ricorda Satie e che si avvicina ad una visione già proposta da Gioacchino Rossini. E’ un caso raro di metrica pianista, così come quella rossiniana, ma in entrambi il senso del futuro è proprio essenza di una visione irripetibile. Per la Sonata di Chopin il mondo del compositore polacco si apre verso una modalità a lui poco affine, sembra, quella cioè di scrivere per altri strumenti che non fossero il pianoforte. Nel caso della sonata rimane sempre il pianoforte il grande tessitore che assieme al cello porta in quella che sarà l’arc du ciel delle previsioni chopiniane. Compositori di estrema futuribilità. Compositori che non hanno confini. Per nostra fortuna.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Domenica, 07 Agosto 2022 10:55

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