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ORLANDO FURIOSO - regia Marco Bellussi

“Orlando Furioso”, regia Marco Bellussi. Foto Marco Caselli Nirmal “Orlando Furioso”, regia Marco Bellussi. Foto Marco Caselli Nirmal

Musica di Antonio Vivaldi
RV 728 - Première Venezia, Teatro Sant’Angelo, Autunno 1727
Libretto di Grazio Braccioli
Nuova edizione critica a cura di Federico Maria Sardelli e Alessandro Borin, Ricordi 2023
Orlando Yuriy Mynenko
Angelica Arianna Vendittelli
Alcina Sonia Prina
Medoro Chiara Brunello
Bradamante Loriana Castellano
Ruggiero Filippo Mineccia
Astolfo Mauro Borgioni
Orchestra Barocca Accademia dello Spirito Santo
direttore Federico Maria Sardelli
maestri al cembalo Lorenzo Feder, Alberto Maron
Coro Accademia dello Spirito Santo
direttore Francesco Pinamonti
regia Marco Bellussi
ideazione e regia video Fabio Massimo Iaquone
scene Matteo Paoletti Franzato
costumi Elisa Cobello
luci Marco Cazzola
Ferrata, Teatro Comunale, 7 aprile 2024

www.Sipario.it, 10 aprile 2024

Prosegue al Teatro Comunale di Ferrara la trilogia vivaldiana avviata nel 2021 con Il Farnace, seguita da Catone in Utica e, quest’anno, dall’Orlando Furioso, andato in scena venerdì 5 aprile alle 20 e domenica 7 aprile alle 16. Situazione quanto mai adatta per la messa in scena di una trama che proprio a Ferrara venne disvelata nella creazione poetica, fantastico e reale, di Ludovico Ariosto, autore dell'Orlando Furioso, cui Antonio Vivaldi s’ispira. Dall’intricata trama del poema concepito da Ludovico Ariosto alla corte Estense di Ferrara nel 1516, l’Orlando Furioso di Vivaldi segue il filo delle vicende del paladino, perdutamente innamorato di Angelica, con Ruggiero, vittima dei sortilegi della maga Alcina e il contorno degli eroi ariosteschi, Bradamante, Medoro e Astolfo. È l’isola incantata di Alcina a fare da sfondo a un intreccio che mescola elementi magici, eroici, comici e amorosi, perfettamente assecondati dalla scrittura vivaldiana con una suggestiva varietà di stili musicali. Antonio Vivaldi ha lavorato a quest’opera sin dal 1714, con vari e rielaborazioni che hanno portato alla versione definitiva dell’Orlando Furioso nel 1727 qui proposta al Teatro Comunale di Ferrara, è la replica della prima rappresentazione tenutasi al Teatro Sant’Angelo di Venezia, teatro di cui Vivaldi stesso era impresario, in cui il musicista riprese arie dalle opere precedenti, in un intreccio di prestiti che ancor oggi la critica non ha individuato in modo univoco. Il risultato è una perfetta macchina teatrale e musicale che traduce la meraviglia della finzione e il gioco di seduzioni e inganni dell’opera barocca. Gli equivoci e le diverse combinazioni dei paladini cavallereschi e dei loro incostanti o contrastati amori, veri o frutto di sortilegi e seduzioni, sono in realtà una ricchissima cornice intorno ad Alcina, vero motore dell’opera vivaldiana con i suoi incanti d'amore. In scena gli incanti amorosi sono stati hanno trovato una loro ambientazione a specchi creata da Marco Bellussi che riflettono gli spazi labirintici del palazzo di Alcina in cui si perdono gli amori sedotti dalla maga. E' lo stesso regista che ci spiega la sua idea di spettacolo che asseconda le dinamiche distorsive del dramma e per questo decide di puntare su un solo potente elemento, lo specchio. Le pareti del palazzo sono dunque specchio, come specchio è anche il soffitto della reggia. Ne deriva che tutto ciò che in essa avviene può essere realtà o riflesso distorto della stessa. Un gioco di velari e di proiezioni permettono di definire spazi fisici come un bosco o mentali come il susseguirsi di frase e parole che decifrano la scena della pazzia di Orlando. 

Non esiste una precisa delimitazione cronologica anche se i costumi creati da Elisa Cobello si prestano ad un gioco di epoche con l'elemento maschile più in stile antico, più variegato l'ambito femminile che si destreggia con una Alcina in versione femme fatale, a fronte di una Angelica bianco vestita da sposa e una Bradamante, guerriera, di rosso vestita, mutarsi in un attimo in maschio amoroso e donna guerriera se tolta o messa l'ampia gonna. Ineccepibile la gestione musicale condotta da Francesco Maria Sardelli, autore della stessa edizione critica che si sta imponendo all'attenzione delle scene che conserva la tripartizione in tre atti con due intervalli. L’organico strumentale prevede due cembali, tipico della struttura teatrale barocca ma evitando certi strumenti della pratica barocca contemporanea, come le chitarre e gli arciliuti, ma che al tempo di Vivaldi, intorno al 1727 non erano più in uso, tanto più in teatro. La gestione strumentale senza strappi e accelerazioni, il tutto gestito con estrema fluidità, ha permesso alle voci di espandersi e di dar forma all'alternanza di recitativi e arie che dispiegano gli umori e i sentimenti dei personaggi, qui affidati a specialisti del canto barocco. Si è scelta la versione con Orlando controtenore, Yuriy Mynenko capace di espandere la sua voce verso acuti ma di destreggiarsi nelle colorature contraltiste.

Assieme a lui i ruoli maschili che si alternano tra basso profondo nell'Astolfo di Mauro Borgioni e la voce acuta del Ruggiero di Filippo Mineccia. Tra le parti chiaramente femminili, molto fluida l'interpretazione dell'Angelica del mezzosoprano Arianna Vendittelli anche lei capace di espandere la voce nella coloratura lavorando molto bene del canto legato, dimostrando capacità di fraseggio ben esplicate nelle sue arie amorose e del suo complesso di relazioni tra Medoro e Orlando. Specialista nel titolo con passaggi nei diversi ruoli contraltisti, Sonia Prima si presenta come protagonista nel ruolo antagonista di Alcina, dando prova di riuscire ancora a superare le aspre agilità della parte musicale con grande professionalità ed esperienza. Tra varie forme di vocalità interessante Chiara Brunello, come Medoro, Loriana Castellano, come Bradamante, capace di transitare tra paladino guerriero e amante risoluto con tutto il bagaglio vocale.

Nella pomeridiana festiva il teatro si presentava esaurito con una ampia presenza giovanile a conferma che la nuova frontiera del teatro d'opera sta nel recupero dell'opera barocca capace, nella sua fantasiosità di argomenti, di suscitare meraviglia musicale, il tutto confermato dalle numerose chiamate alla ribalta e alle ovazioni al Maestro Sardelli con un applauso sincero al gioco dello staff registico. 

Federica Fanizza

Ultima modifica il Giovedì, 11 Aprile 2024 06:06

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