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Shahram Nazeri, Hossein Alizadeh, Pejman Hadadi

MASTERS OF PERSIAN MUSIC (THE) - 
Shahram Nazeri, Hossein Alizadeh, Pejman Hadadi

Shahram Nazeri Shahram Nazeri

Shahram Nazeri voce
Hossein Alizadeh tar e setar
Pejman Hadadi tombak

Shahram Nazeri
Sheyda Shodam 
(Jalai ad-din Mohammad Rumi)

Shahram Nazeri
Del Miravad Ze Dastam
(Shams ud-Din Mohammad Hafez e-Shirazi)

Musiche della tradizione popolare curda
Bedahneh Navazi (improvvisazioni) 
SIENA Palazzo Chigi Saracini 13 dicembre 2019

www.Sipario.it, 18 dicembre 2019

Unica tappa italiana del tour di questi massimi esponenti della musica persiana, il concerto all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, da sempre aperta ad ogni espressione musicale, ha visto un pubblico cosmopolita curioso, partecipe, incantato, entusiasta. La voce di Shahram Nazeri, accompagnata dal setar di Hossein Alizadeh ed dal tombak di Pejman Hadadi ha offerto un’esperienza poetica e sonora unica ed indimenticabile. Grazie poi alla presentazione di Stefano Jacoviello, semiologo della musica che ha illustrato con passione il rapporto essenziale dei brani in programma con la tradizione letteraria classica persiana e il misticismo islamico, oltre al percepire i suoni di una cultura altra, i presenti hanno avuto una introduzione adeguata di carattere culturale.
Il primo brano proposto è stato Sheyda Shodam, di Jalal ad-Din Rumi, poeta medievale, mistico, scienziato, la cui “poesia lirica (ghazal) sprigiona la forza del canto con meravigliosa naturalezza”. A questa esperienza è seguita quella mirabile di Hafez, altro punto di riferimento della letteratura persiana, che ci trasporta nei giardini incantati dei Sufi. Nell’un caso e nell’altro, è l’amore per la vita in tutte le sue forme, anche quelle dolorose che spingono al distacco da se’, che viene cantato con una musica fortemente melodica e ritmata, nella quale l’impiego di ogni modo musicale (dastgah) è codificato rispetto all’espressione affettiva voluta, che ritorna su se stessa con ritornelli ed ornamenti e, nella circolarità del suono (e del gesto, laddove è possibile) può portare all’estasi mistica.
Partendo da questa tradizione classica ancor oggi presente al tramonto del giovedì quando il canto dei qawwali rinnova il culto per i santi dervisci, i tre interpreti, Shahram Nazeri al canto, interprete ineguagliabile della tradizione, Hossein Alizadeh che da compositore ed interprete ha voluto unire la tradizione persiana a quella azera, Pejman Hadadi, virtuoso delle percussioni che vive e lavora per il cinema e la danza in USA, dalla loro terra ad altre esperienze pervenuti per trasmetterla, passano alla musica popolare curda. Ad una parte del pubblico è mancata la competenza linguistica del Farsi per comprendere fino in fondo l’esecuzione, ma molti evidentemente erano quanti, condividendo questa cultura, semplicemente non potevano non accompagnare con la ritmica del corpo il ritmo, una danza direi alla quale semplicemente abbandonarsi, fino agli applausi convinti  divenuti ovazioni.

Annamaria Pellegrini

Ultima modifica il Giovedì, 19 Dicembre 2019 08:21

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