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IDOMENEO, RE DI CRETA - regia Robert Carsen

"Idomeneo, re di Creta", regia Robert Carsen "Idomeneo, re di Creta", regia Robert Carsen

Musica Wolfgang Amadeus Mozart
Dramma per musica in tre atti

Libretto di Giambattista Varesco
Prima rappresentazione
 Monaco di Baviera, Teatro Cuvilliés, 29 gennaio 1781
Direttore Michele Mariotti
Regia Robert Carsen
Maestro del coro Roberto Gabbiani

Scene Robert Carsen e Luis Carvalho

Costumi Luis Carvalho

Luci Robert Carsen e Peter Van Praet

Movimenti Coreografici Marco Berriel

Video Will Duke

Principali interpreti
Idomeneo Charles Workman

Idamante Joel Prieto

Ilia Rosa Feola / Adriana Ferfecka 14 novembre

Elettra Miah Persson

Arbace Alessandro Luciano

Gran Sacerdote Oliver Johnston

Una voce Andrii Ganchuck *
dal progetto "Fabbrica" Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma
Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma
Nuovo allestimento Teatro dell'Opera di Roma
in
coproduzione con Teatro Real di Madrid,

Den Kongelige Opera di Copenhagen
e Canadian Opera Company di Toronto
con sovratitoli in italiano e inglese
Si ringrazia la Comunità di Sant'Egidio per la preziosa collaborazione
Teatro dell'Opera di Roma Stagione 2018/2019 dal 8 al 16 novembre 2019

www.Sipario.it, 11 novembre 2019

Per Carsen, Idomeneo, re di Creta è opera che tratta "la distanza fra generazioni. I giovani si proiettano verso la pace: sta qui il vero soggetto: il contrapporsi fra padre e figlio e il contrasto fra le loro differenti prospettive sulle vita". E ancora: "L'opera parla della possibilità di andare avanti e del valore della vita come straordinario dono da preservare. Idomeneo afferma energicamente l'esistenza umana e la mette costantemente in primo piano". Opinioni più che condivisibili, ma che si possono adattare a qualsiasi grande classico. Tant'è che nell'inscenare l'opera, lo stesso Carsen pare aver abbandonato l'idea primigenia a favore di soluzioni che con grande facilità ci riportano al presente, mostrandocelo chiaramente invece di alludervi.
Militari si contrappongono ad immigrati in cerca di un approdo dove vivere pacificamente. Le varie azioni che si dipanano in quest'Idomeneo, si svolgono su una spiaggia sassosa dove le onde di un mare turbolento s'infrangono con violenza, incuranti di tutto e tutti. Come distinguere il re di Creta se anche lui indossa la divisa da soldato? Con uno scettro moderno adatto all'occasione: un mitra altamente tecnologico. Agli abitanti del regno, soldati anch'essi, stessa arma ma di fattura comune.
In questo contesto che spande ovunque olezzo di trincea, nasce l'amore fra Idamante ed Ilia: il vincitore e colei che appartiene al popolo vinto. In questo scenario che pare fuoriuscito da un dettagliato articolo di cronaca estera scritto da un inviato di guerra, ecco Idomeneo fare il suo giuramento a Nettuno, proclamandosi pronto a sacrificare il primo uomo incontrato – lo sventurato Idamante – se fosse sopravvissuto ad una violenta tempesta. In quest'ambientazione moderna, secolarizzata e depauperata dal senso del sacro e dove di pagani non vi sono più tracce, come raffigurare le divinità dell'Olimpo? Basta chiedere l'aiuto d'uno schermo sul quale proiettare il filmato di un maroso che, lentamente, s'infrange sulla battigia: è Nettuno. E quando, sulle note finali, tutto si risolve a patto che Idomeneo abdichi a favore di Idamante, a simboleggiare la pace ecco i soldati cretesi togliersi le divise e abbracciare i troiani loro prigionieri, in tal modo lasciando presagire un futuro di pace e prosperità.
Cosa c'è che non va in questa chiave di regia? Il fatto ch'essa non afferra lo spirito dell'opera e in qualche modo finisce per soffocarla. Nulla impedisce che l'Idomeneo potrebbe anche alludere al mondo odierno, ma rendere quest'eventuale interpretazione così manifesta – come Carsen ha fatto – non ha consentito neppure un approfondimento della partitura e dei personaggi da parte degli interpreti. Fra i quali, malgrado il contesto, bravo e virtuoso è risultato l'Idomeneo di Charles Workman: dalla voce limpida e possente e dalla discreta presenza scenica. Elementi che hanno sottratto quest'opera di Mozart da un alone asfittico e da un grigiore imposti da Carsen sperando in un'originalità non raggiunta né realizzata.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2019 04:37

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