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GISELA! - regia Emma Dante

"Gisela!", regia Emma Dante "Gisela!", regia Emma Dante

oder, Die merk- und denkwürdigen Wege des Glücks
ossia Le strane e memorabili vie della felicità
Spettacolo di teatro musicale in due parti
Musica Hans Werner Henze
Libretto Hans Werner Henze, Michael Kerstan, Christian Lehnert
Direttore Constantin Trinks
Regia Emma Dante
Scene Carmine Maringola, Costumi Vanessa Sannino, Movimenti coreografici Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco
Luci Cristian Zucaro, Assistente alla regia Giuseppe Cutino, Assistente alle scene Roberto Tusa, Assistente ai costumi Sylvie Barras
con
Gisela Vanessa Goikoetxea
Gennaro Esposito Roberto De Biasio
Hanspeter Schluckebier Lucio Gallo
Turisti Maria Chiara Pavone, Patrizia Gentile, Rosolino Claudio Cardile, Giuseppe Esposito, Salvatore Grigoli
Attori della Compagnia Sud Costa Occidentale
Federica Aloisio, Valentina Chiribella, Lorenzo Covello, Dimitri D'Urbano, Silvia Giuffrè, Federica Marullo, Simona Miraglia, Dario Muratore, Chiara Muscato, Marzia Pellegrino, Quinzio Quiescenti, Joshua Rizzuto, Daniele Savarino, Valerio Tambone, Giovanni Tuzza, Alessandro Vella, Giusi Vicari, Sabrina Vicari, Paola Virgilio, Gisella Vitrano
Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Maestro del coro Piero Monti
Palermo, Teatro Massimo dal 21 al 27 gennaio 2015

www.Sipario.it, 9 febbraio 2015

E' a Baden Baden, nel luogo di uno degli inferni più atroci della shoà, che si consolida l'esordio artistico di Hans Werner Henze. L'ironia della sorte offre, nel dissidio, la catarsi, proprio a lui che lungo tutto il suo cammino artistico non cerca che la luce e la speranza, al di là del tremendo paradosso storico che cerca, a sua volta, il faticoso oblio di una catastrofe ereditata come incancellabile colpa da una società tedesca lacerata. Ecco, in questi casi, la storia si arresta e scattano le lancette di un tempo provvisorio. Martin Walser lo chiamò halbzeit, quel tempo breve e denso, destinato a connotare tutto il Novecento.
In questa bolla temporale crebbero cellule di pensiero alla ricerca della luce. Una di queste, forse la più vitale, fu il Gruppo 47. Henze vi entrò nel 1952, poco dopo aver elaborato con Grete Weill il progetto per l'opera Boulevard Solitude, una storia d'amore tra miseria, desolazione e droga, anni bui, angoscia e tormento, che Henze trasfigura liricamente mostrando la forza rigeneratrice della bellezza e della speranza. L'opera lo consacrò al successo. E all'amore trasfigurato l'estetismo di Henze ritorna fatalmente con Gisela!, opera che segna la conclusione della storia artistica del suo autore, scomparso nel 2012.
Una storia d'amore in sé scarna, che costruisce sullo stereotipo culturale del nord freddo e razionale contrapposto a un sud caldo e passionale, la fenomenologia dell'incontro d'amore dell'alemanna Gisela, fidanzata a un vulcanologo tedesco, con il napoletano Gennarino, guida turistica e Pulcinella. Ma in realtà, la scarnificazione della trama, frutto, anche questo, di scelte precise connotabili all'interno della poetica espressionista, offre al prezioso libretto, scritto da Henze con Michael Kerstan e Christian Lehnert, l'occasione per costruire, quasi nella forma del poema sociale, non una storia, ma il senso e il divenire storico di un incontro dentro l'inevitabile cammino dell'uomo verso la felicità. Si contrappongono dialetticamente due mondi lacerati dalla ragione e dalle ragioni del cuore, dal cui ventre si estrae l'oro nero trasformato in monete e macchine da guerra o la lava vulcanica che distrugge. Ragione e Natura, progresso bellico nazionalista e fatalismo naturale efficacemente tessuti nella trama dialettica della musica tra tensione e abbandono tonale, in una prodigiosa commistione tra tradizione contrappuntistica e ricerca armonica di sonorità rarefatte . E anche nella scrittura librettistica è il viaggio, è solo la ricerca che conta e non l'esito, che comunque disegna l'unica possibile felicità nella speranza. La trama è cucita intorno a Pulcinella, o meglio, all'idea di Pulcinella, dentro il cui uovo ancestrale, richiamato dal libretto e rappresentato simbolicamente dalla regia in un moloc-maschera gravido di altri Pulcinella. In questa idea si conserva tutta la sensucht della musica e del testo, nella forma di un prezioso intermezzo in due tempi che fonde con suggestiva commozione buio e luce, nulla e speranza. Una scelta coraggiosa e significativa quella di rappresentare l'opera in prima italiana per l'inaugurazione della stagione 2015 del Teatro Massimo, nel segno della necessità storica, oggi, di provocare riflessioni, di suscitare nel pubblico nuove forme di approccio al teatro musicale.

Violante Valenti

Ultima modifica il Lunedì, 09 Febbraio 2015 07:48

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