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EXPERIMENTUM MUNDI - di Giorgio Battistelli

"Experimentum Mundi" di Giorgio Battistelli, Biennale College Compositori. Courtesy La Biennale di Venezia. Foto Andrea Avezzù "Experimentum Mundi" di Giorgio Battistelli, Biennale College Compositori. Courtesy La Biennale di Venezia. Foto Andrea Avezzù

Giorgio Battistelli - Experimentum Mundi
Anno/Durata: 1981, 60’
Sottotitolo: Opera di musica immaginistica per un attore, quattro voci naturali di donne, sedici artigiani e un percussionista
Libretto: Giorgio Battistelli
Da: Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Denis Diderot e Jean Le Rond D’Alembert
Attore: Peppe Servillo
Percussioni: Nicola Raffone
Coro donne: Paola Calcagni, Flora Molle, Rosa Pulcini, Anna Rita Severini
Bottai: Alfredo Sannibale, Fabio Sannibale
Falegnami: Roberto Festuccia, Alberto Casini
Pasticciere: Marcello Di Palma
Selciaioli: Oberdan Carpineti, Pietro Melelli
Muratori: Ciro Paudice, Wladimiro Carpineti
Fabbri ferrai: Gianni Sannibale, Marco Sannibale
Arrotini: Aldo Sardilli, Luigi Battistelli
Calzolai: Enzo Iezzi, Luigi Diotavelli
Scalpellino: Francesco Campanella
Design luci: Angelo Linzalata
Direttore: Giorgio Battistelli
Regia del suono: La Biennale di Venezia - CIMM (Centro di Informatica Musicale Multimediale), Thierry Coduys
Teatro alle Tese 25 Settembre 2022

www.Sipario.it, 26 settembre 2022

Se si potesse narrare la faccenda umana, del lavoro anche in un lampo, allora bisognerebbe prendere in riferimento quello che è uno dei lavori più interessanti di Giorgio Battistelli, Expermimentum Mundi. Opera di metateatro, di scatola nella scatola, il lavoro che ha concluso la Biennale di Venezia Musica, è come una epifania. Per certi versi sembra quasi di assistere ad una scena di un presepio di quelli francescani. Battistelli insomma nella sua massima aspirazione che è quella di vero narratore in musica, raggiunge punte di alta poesia. A parte l’intera gamma sonora che è costituita da tutte percussioni naturali, cioè degli strumenti di lavoro (tranne Nicola Raffone percussionista, tutti gli altri suonatori sono persone normali), ma ciò che esce fuori è la dirompente forza comunicativa sanissima di un mondo che dovrebbe essere ancora d’esempio e di riferimento. Nell’esecuzione veneziana il trait d’union lo è Peppe Servillo che come se stesse facendo la cosa più naturale , riferisce movimenti ed è esso stesso strumento di suono immaginato da Battistelli. Per concludere quindi, la logica di Battistelli è quella di un compositore che recupera dal passato del concretismo una modalità di scrittura, ma soprattutto di comunicazione. Ciò che rimane del suo lavoro è proprio quella sana e fresca sensazione di vita, così come dovrebbe essere nel tempo che continua a passare.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Sabato, 08 Ottobre 2022 09:41

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