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DIDO and AENEAS/ELISSA - regia Rosamund Gilmore

"Dido and Aeneas", regia Rosamund Gilmore. Foto Daniela Neri "Dido and Aeneas", regia Rosamund Gilmore. Foto Daniela Neri

DIDO and AENEAS di HENRY PURCELL
Opera in tre atti su libretto di NAHUM TATE
e
ELISSA di HENRY FOURES
Prologo ed epilogo per DIDO and AENEAS  di HENRY PURCELL
Su testi di ELISABETH GUTJAHR
Commissione di Mozarteum Salzburg e Accademia Chigiana
PRIMA RAPPRESENTAZIONE ITALIANA
Nuovo allestimento dell’Accademia Chigiana 
in coproduzione con Universitat Mozarteum Salzburg 
Regia Rosamund Gilmore
Scene e costumi Carla Schwering
Proiezioni Eike Mann
Disegno luci Alexander Lahrm
Direttore Kai Rohrig
Orchestra barocca e ensemble vocale dell’Università Mozarteum di Salisburgo
Direzione ensemble vocale e continuo Giorgio Musolesi
Dido soprano Anna-Maria Huska
Aeneas tenore Niklas Mayer
Belinda soprano Anastasia Fedorenko
Seconda donna soprano Donata Meyer-Kranixfeld
La maga mezzosoprano Jesse Mashburn
Un marinaio tenore Rodrigo Alegre
Prima strega soprano Darya Litviakova
Seconda strega Julia Schneider
Uno spirito baritono Emil Ugrinov
SIENA, CHIGIANA INTERNATIONAL FESTIVAL & SUMMER ACADEMY
Teatro dei Rinnovati, 29 e 30 agosto 2023

www.Sipario.it, 25 settembre 2023

Ci era parso quasi un sacrilegio il progetto di affiancare ad un gioiello qual è Dido and Aeneas di Purcell una novità, ma ci siamo fin dalla prima scena ricreduti, e nel corso di questa magica serata, ricca di stratificazioni culturali di forte impatto emotivo, l’apprezzamento è stato sempre più convincente. Perché gli autori della nuova opera, Elissa, commissionata dall’Accademia Chigiana e dal Mozarteum di Salisburgo, musiche di Henry Fourès, testi di Elisabeth Gutjahr, presenta il prologo e l’epilogo dell’opera seicentesca, ed essendo stata scritta per il medesimo organico barocco offre, rafforzando i toni del mito e rendendoli semmai universali, uno scorrere della vicenda senza frattura alcuna, grazie anche al talento di quanti hanno lavorato all’allestimento, capaci davvero di far rivivere l’antico nel contemporaneo. Non ci meraviglia affatto che già in giugno abbia avuto un grande successo a Salisburgo.

Il prologo rievoca l’innamoramento e l’incontro amoroso nella caverna, oggetto già di una conferenza dello storico dell’arte Tomaso Montanari in Chigiana, scena assai poco rappresentata in arte, perché di Enea si è sempre preferito l’aspetto eroico (ma non è questa la visione di Purcell e di Tate) così commovente che ci è parsa addirittura necessaria, e si conclude col proiettare la vicenda del mito in uno spazio-tempo universale. La Barockorchester dell’Università Mozarteum utilizza per entrambe le creazioni strumenti originali d’epoca, e più che mai ci rendiamo conto del perché oggi il barocco sia sentito come contemporaneo. Non è un caso infatti che la Chigiana quest’anno abbia introdotto un corso di musica contemporanea per strumenti antichi.

L’allestimento scenico è fondamentale, e favorisce la fluidità del racconto, un velo di tulle scende ad oscurare la presenza dell’orchestra in scena, le proiezioni nell’oscurità non ci sono mai parse tanto pregnanti, davvero grande Eike Mann, il cui ruolo prevede anche la realizzazione drammaturgica. Grazie alla collaborazione fra l’Accademia Chigiana e i Dipartimenti di Musica Antica, Scenografia e Opera e Teatro Musicale del Mozarteum, per il palcoscenico dei Rinnovati, teatro storico all’italiana, l’opera ha necessitato di grande perizia, essendo stata creata per una struttura moderna: il pubblico ne è rimasto incantato. Ultimi ma non ultimi, i giovani interpreti hanno aderito ai personaggi con maestria, mostrando in molti casi capacità vocali ed attoriali di sicuro avvenire. Particolarmente efficace  Anna-Maria Huska nel ruolo impegnativo di Didone, che condivide la doppia presenza in Purcell e in Faurès con l’Enea di Niklas Mayer e la Belinda di Anastasia Fedorenko, ma tutti gli interpreti della favola di Purcell erano dotati di belle voci e perfettamente in parte. E per chi si domandi chi sarà mai Elissa, questo non è altro che il nome fenicio di Didone, che Faurès ha voluto far emergere quale figura di spicco all’interno di questa ricca drammaturgia.

Annamaria Pellegrini 

Ultima modifica il Venerdì, 13 Ottobre 2023 20:09

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