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BOHÈME (LA) - regia Augusto Fornari

"La Bohème", regia Augusto Fornari "La Bohème", regia Augusto Fornari

Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica,
dal romanzo Scenès de la vie de bohème di Henri Murger.
Musica di Giacomo Puccini
Mimì Serena Gamberoni
Rodolfo Matteo Lippi
Marcello Alberto Gazale
Musetta Francesca Benitez
Colline Romano Dal Zovo 
Schaunard Italo Proferisce
Benoit e Alcindoro Matteo Peirone
Parpignol Giampiero Paoli
Sergente dei doganieri Filippo Balestra
Un doganiere Alessio Bianchini
Un venditore ambulante Claudio Isoardi
Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice
Direttore Leonardo Sini
Direttore del Coro Francesco Aliberti
Direttore del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini
Regia Augusto Fornari
Scene e Costumi Francesco Musante
Luci Luciano Novelli riprese da Angelo Pittaluga
Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice 2011
Genova, Teatro Carlo Felice, 29 dicembre 2019

www.Sipario.it, 30 dicembre 2019

Se gioventù sapesse: tra sogni e disillusioni la Bohème di Francesco Musante, scene, e Augusto Fornari, regia, al Carlo Felice di Genova 

La Bohème di Giacomo Puccini è una di quelle opere che può essere allestita in qualsiasi epoca basta che si rispetti la coerenza con la storia narrata: la si può lasciare in questo vago Ottocento che ci descrive il libretto, tratto dal romanzo di Henry Murger (Scene di vita di Bohème, 1837) o trasferirla in tempi moderni, senza che si perda di vista quello che è il tema conduttore del soggetto. Protagonisti sono giovani dalle vite sgangherate che rincorrono sogni di vita precari e amori che si prendono e si lasciano, vicende tali che l'opera possa avere qualsiasi significato in qualsiasi situazione: basta avere ben chiaro che tratta di giovani con esperienze di vita fatte di sogni e di chimere e del concetto di malattia come metafora dell’esistere. E così il Teatro Carlo Felice di Genova in questa stagione 2019-2020 recupera per la terza volta, allestimenti del 2011 e 2014, la Bohème coloratissima e fantasiosa con scene e costumi di Francesco Musante e regia di Augusto Fornari. E sono proprio le scene di Musante, artista ligure, a caratterizzare questa Bohème genovese. Del resto lo stesso scenografo si definisce il pittore delle favole per quella sua pittura costellata di omini fantastici, cieli notturni e colori squillanti e surreali che rimandano l’osservatore all’atmosfera sognante dell’infanzia, mondo iconografico, che riversa nelle scene della sua Bohème, da trasformarla quasi in un libro illustrato per piccoli lettori. Ma il mondo delle fiabe ha anche un suo risvolto triste come ci insegnano le storie fantastiche di Hans Christian Andersen o i racconti per l'infanzia di Oscar Wilde, dove la morte si aggira tra i sogni dei bambini che giocano all'ombra di una statua come in un giardino segreto o a guardare il mondo degli adulti rievocato tra il bagliore fugace di una fiamma di un fiammifero. Scene coloratissime fatte di case fuori misura come solo un artista bambino può disegnarle, ma questa atmosfera ha però il pregio di rendere ancora più cruda e a rimarcare il contrasto con la realtà della malattia e della morte della protagonista. E al pubblico, che anche per l'ultima rappresentazione in cartellone del titolo, piace questo allestimento, sottolineando con applausi a scena aperta il cambio scena tra il primo atto della soffitta con il Caffè Momus come una scatola magica che si trasforma al suono di un carillon. Ma tutto come da tradizione sotto la direzione competente di Leonardi Sini, giovane direttore, in queste date finali, ma capace di assecondare i tempi dei cantanti e dando lievità alla partitura in linea con i dettami della regia. Merito del successo va al cast protagonista delle ultime tre recite che si avvalso dell'inserimento in corso d’opera del giovane tenore Matteo Lippi, un Rodolfo sorprendente pienamente inserito nel ruolo dotato di timbro chiaro e sicuro, con buon volume in tutti i registri e degli acuti sicuri, centrati e squillanti. Accanto la Mimí di Serena Gamberoni che consolida un ruolo già debuttato sempre a Genova nel 2015. Bella voce lirica che le permette di definire una Mimì consapevolmente giovane e solidamente costruita da un canto dotato di emissione fluida e morbida, fraseggio curato e musicale, il tutto in sicurezza e essenzialità.
Accanto, la coppia Musetta/Marcello con Francesca Benitez e Alberto Gazale. Brava il soprano a rendere il suo personaggio come una donna matura senza frivolezze degno motore del II e IV atto facendosi carico dei problemi della compagnia. Spigliata quanto basta energica nella sua aria e nella gestione del complesso gioco attoriale del terzo quadro alla Barrière d'Entfer. Di contro il Marcello di Alberto Gazale è parso poco fluido nella parte vocale con una emissione sforzata, senza compromettere il valore dell'interpretazione attoriale. Sicuro è stato lo Schaunard di Italo Proferisce, come Colline di classe il basso Romano Dal Zovo. Completa il cast nel doppio ruolo di Benoît e Alcindoro, Matteo Peirone. Tributo diretto alla fine del II quadro, omaggio diretto all’ottima prova del Coro del Teatro Carlo Felice istruito da Francesco Aliberti, assieme al Coro di Voci Bianche diretto da Gino Tanasini. 
Teatro pieno anche in queste ultime date e di cast alternativo con pubblico parte attiva del successo di questo allestimento. 

Federica Fanizza

Ultima modifica il Martedì, 07 Gennaio 2020 10:26

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